Treviso-Renate: la storia e il precedente
Venerdì 27 Gennaio 2012 12:01
Enricotv
 Il Treviso riprende la sua marcia casalinga, e si appresta ad affrontare domenica il Renate. RENATE Il Renate è la squadra dell'omonimo paese di circa 5.000 abitanti in provincia di Monza e Brianza: si tratta del secondo paese più piccolo tra i professionisti, dopo Masi San Giacomo (Giacomense). La società è presieduta da Luigi Spreafico e i suoi colori sociali sono il nero e l'azzurro; gioca le sue partite casalinghe allo stadio di Meda (MB), anche se lo stadio del suo paese è il Comunale "Mario Riboldi", che contiene 1.400 posti. La squadra è stata fondata dopo la seconda guerra mondiale, più precisamente nel 1947, e fino al 2005 ha sempre militato in categorie regionali e provinciali. Dopo 4 campionati nella Prima Divisione Lombarda, la squadra rinunciò al campionato dichiarando la propria inattività; partecipa quindi al campionato Juniores di Monza, salvo riprendere la sua attività di prima squadra nel 1957, disputando per due anni nella Seconda Divisione del Commissariato Provinciale di Milano; l'ammissione in Seconda Categoria Lombarda avvenne nel 1959, la squadra vinse il proprio girone nel 1962, venendo promossa in Prima Categoria Lombarda, ma al primo anno venne subito retrocessa in Seconda Categoria Lombarda; piccola curiosità: questa è l'ultima volta, ad oggi, che la squadra ha perso una categoria effettivamente al termine di una stagione; da qui infatti si assiste al lento ma inesorabile decollo della compagine renatese, anche se al termine del campionato 1967/68 i neroazzurri vennero addirittura retrocessi in Terza Categoria Milanese, venendo però ripescati a completamento organici. Al termine del campionato 1977/78 il Renate vinse il proprio girone di Seconda Categoria Lombarda, facendo ritorno in Prima Categoria Lombarda; nel 1990/91 si salvò agli spareggi (4-1 alla Chiavennese), mentre nel 1995/96 vinse la Prima Categoria Lombarda, venendo promosso in Promozione; dopo due ottimi campionati, nel 1998/99 i nerazzurri vinsero anche la Promozione, venendo promossi in Eccellenza Lombarda; nel 2004/05 arrivò la promozione in campionati nazionali, dopo un lungo testa a testa contro il Tritium per la vittoria del campionato di Eccellenza Lombarda, con conseguente vittoria e promozione in Serie D; nel 2006/07 ci fu la retrocessione dopo aver perso i play-out contro il Calangianus (0-3 in Sardegna, 3-1 in Lombardia), ma venne comunque riammessa in Serie D; nel 2008/09 i lombardi arrivarono 2° in classifica dietro il Pro Belvedere Vercelli, venendo poi eliminati in semifinale play-off per l'ammissione in C2; ammissione che avvenne l'anno successivo, quando i nerazzurri arrivarono 5° in campionato, vincendo poi ai play-off per 3-0 in casa dell'AlzanoCene, e in finale 2-0 in casa del Darfo Boario; ai triangolari i lombardi vennero eliminati dal Carpi, ma l'ammissione alla C2 arrivò ugualmente a completamento organici. L'anno scorso, nella prima stagione da professionisti, arrivò un ottimo 5° posto, con sconfitta in semifinale play-off contro il Feralpi Salò (1-1 in casa, 0-1 in trasferta). FRANCESCO ACERBI Il giocatore più importante che abbia mai vestito la maglia del Renate è Francesco Acerbi, attualmente militante nel Chievo Verona. Nato nel 1988, Acerbi è un difensore cresciuto calcisticamente nel Pavia; venne prestato dopo aver esordito in C1 sempre con i pavesi nel 2007 prima proprio al Renate in D (1 sola presenza), poi alla Triestina; l'anno successivo va allo Spezia in B, ma gioca appena due partite. L'anno successivo ritornò al Pavia, dove rimase fino al 2010, disputando in totale 48 presenze e realizzando 3 reti, sempre in C2; venne notato dalla Reggina, che lo acquisto nell'estate 2010, e diventò subito titolare nella difesa della squadra calabrese in B (42 presenze e 2 gol); nel gennaio 2011 venne acquistato dal Genoa che lo lasciò a Reggio fino a fine stagione, prima di trasferirlo in comproprietà al Chievo Verona in cambio di Constant; Acerbi ha esordito in Serie A il 20 novembre 2011 nella vittoriosa trasferta dei veronesi a Catania. E' stato convocato nel 2008 in nazionale u.20 per la Mirop Cup, ma non è mai stato impiegato. PRECEDENTE L'unico precedente tra Treviso e Renate riguarda la gara di andata, quando i biancocelesti vinsero a Meda per 1-0, con rete su rigore di Massimo Perna. 
Il Treviso è in vendita
Mercoledì 25 Gennaio 2012 23:08
ZakkTV
 Non sappiamo se la speranza di Corvezzo fosse restare presidente con i soldi di qualche socio o vendere tutto a qualche generoso acquirente, ma per come si è conclusa l'operazione "dodici apostoli", e viste le attuali difficoltà, ci sembra che l'ipotesi più probabile sia la prima. L'errore, come abbiamo spiegato ieri, è stato dare per certo e annunciare con troppo anticipo l'arrivo di nuove forze imprenditoriali, presentandole come soci in grado di garantire un futuro prospero al Treviso calcio. Ma le cose non sono andate come previsto, anche se dopo due mesi di smentite e rinvii Corvezzo è riuscito a rimediare con la presentazione di prima squadra e settore giovanile al Tenni. Con la squadra fatta e a pochi giorni dal debutto in campionato era già troppo tardi per fare un passo indietro. Oggi, finalmente, qualcosa sembra muoversi. Arrivano le prime ammissioni, anche se non dal diretto interessato. Parte di quanto avremmo voluto sentire venerdì 13 gennaio in conferenza stampa l'abbiamo letto stamattina su Il Gazzettino di Treviso. A parlare però è stato l'avvocato Diego Casonato e non il presidente Corvezzo, ancora offeso i troppi attacchi (a suo dire ingiusti) subiti negli ultimi tempi. Ai più informati l'intervista non sembrerà aggiungere niente di nuovo a quanto si sapeva; in realtà segna l'inizio di una nuova fase, perchè per la prima volta un esponente della società (in questo caso il legale) ha ammesso che i debiti ci sono e le difficoltà non mancano, ma soprattutto lascia intendere che il Treviso è in vendita, anche se finora offerte non ne sono arrivate. Almeno stando alle parole del legale biancoceleste, che ha esordito con un attacco all'imprenditoria trevigiana: «A Treviso c'è lo sport diffuso di criticare chi sta facendo qualcosa ma non si sale mai in groppa al cavallo quando questo pare possa avere delle difficoltà. Credo che questo sia una soluzione francamente di comodo e di facciata. Renzo Corvezzo ha pubblicamente dichiarato che se il male del Treviso è lui, è anche disposto a farsi da parte ma nonostante questo tutti se ne stanno in disparte con le mani in tasca ma con la bocca aperta pronti ad attaccare, criticare e commentare. Cari imprenditori, se volete il bene del Treviso e ritenete che l'attuale presidente sia un incapace o non abbia la possibilità finanziaria per condurlo, subentrate e gestitela». Discorso condivisibile, anche quando puntualizza che «parlare da fuori è sempre facile ma non vorrei ci fosse la tendenza a criticare a priori senza pensare invece a costruire».
Costruire. E' proprio quello che Corvezzo avrebbe dovuto fare e in parte ha fatto, con buoni risultati , nei primi 365 giorni al timone del Treviso calcio. Ma con quali mezzi? E a quale prezzo? Caro avvocato, il discorso della Marca indifferente ci ha un pò nauesato, e non perchè non lo condividiamo, ma perchè non può diventare la scusante per l'ennesima, sgangherata gestione economica. Corvezzo sapeva benissimo che la provincia di Treviso non poteva contare su grandi forze imprenditoriali interessate a investire nello sport, altrimenti nell'estate del 2009 non avremmo rischiato di sparire per sempre dal panorama calcistico perdendo anche l'iscrizione a un infimo campionato dilettantistico. Potremmo condividere anche le critiche a Ca' Sugana - anche se recentemente Corvezzo, per ovvie ragioni, ha smorzato i toni parlando di "ottimi rapporti" con l'amministrazione comunale - perchè chiedere 95mila euro di affitto anche per l'Eccellenza o la Serie D è una presa in giro (qualcuno lo intende anche come un modo per uccidere definitivamente il calcio e far felice qualche speculatore svendendo un'area che fa gola a tanti...). Ma anche in questo caso, si sapeva tutto fin dall'inizio. Arrivati a questo punto, è inutile difendersi con le solite giustificazioni, a prescindere dai giusti meriti che abbiamo sempre attribuito all'imprenditore di Cessalto.
A noi, comunque, risulta che qualche offerta sia arrivata, anche se troppo bassa per soddisfare le richieste di Corvezzo, che in un'intervista di qualche tempo fa aveva ammesso di aver ricevuto una proposta giudicata "offensiva". A questo proposito Casonato ha messo guardia chi vorrebbe aspettare un Corvezzo ridotto allo stremo prima di tentare l'affare: «Se fanno questa valutazione che, comunque, ritengo una speculazione, sono padroni di farlo ma non credo che Corvezzo sia disposto a regalarla. Nessuno vuole specularci ma che almeno gli venga riconosciuto il merito di averla portata tra i professionisti. Credo che una persona che ha rilevato una squadra in Eccellenza e in un anno e mezzo l'ha portata al terzo posto in Seconda Divisione meriti rispetto e anche un riconoscimento in termini economici. Chiunque vuole il Treviso in Seconda Divisione è obbligato a trattare con l'attuale proprietà e quindi con Corvezzo. Che piaccia o non piaccia». Altro discorso condivisibile, però si torna al punto interrogativo con il quale avevamo chiuso il precedente articolo: fino a che punto Corvezzo è disposto a tirare la corda? Semmai arrivasse qualche offerta interessante ma non ancora accettabile, cercherebbe di salvare il salvabile, limitando i danni, o sarebbe pronto a rifiutarla rischiando di trascinare a fondo con sè un secolo di storia, cancellando quanto di buono fatto finora?
Molto dipende dalla situazione debitoria, c'è un punto di non ritorno che speriamo sia ancora lontano. Quando l'intervista tocca questo delicato tema Casonato fa quello che Corvezzo si era ostinatamente rifiutato di ammettere: «In questo storico momento sono poche le società che possono asserire di avere i pagamenti aggiornati ma vi assicuro che il Treviso non è messo così male come invece si vorrebbe far credere. Sono cifre appianabili senza problemi e Renzo è un uomo e un imprenditore che ha sempre onorato i suoi impegni». Insomma, i debiti ci sono, anche se Casonato da buon avvocato difensore ne minimizza l'entità. Sappiamo anche che sono poche le società che riescono a rispettare i termini, ma il problema è sempre il solito: non si doveva arrivare a questo punto. In una città come Treviso, con una tifoseria che si sta ancora leccando le ferite per il fallimento vissuto in quella che doveva essere l'annata più importante della sua storia.

Sembra ieri, potrebbe essere domani....
Martedì 24 Gennaio 2012 23:18
ZakkTV

«E’ casuale, le due cose non vanno messe in relazione: una volta in campo non si pensa a un eventuale deferimento; normale che dispiaccia se ci verrà tolto un altro punto, ma in tal caso dovremo dare il 130% per recuperarlo. Purtroppo i problemi ci sono, ma noi cerchiamo solo di far bene il nostro lavoro. Immagino che i tifosi pensino che il gruppo sia destabilizzato dalle voci che girano, posso assicurare che noi il massimo lo diamo sempre». Parole di Giuseppe Torromino da La Tribuna di Treviso. Dello stesso tono le dichiarazioni del compaggno di squadra Alberto Paoli a Il Gazzettino di Treviso: gli attacchi a Corvezzo «non fanno piacere ma quando una squadra scende in campo pensa solo a misurarsi e a superare gli avversari che ha di fronte». Che i giocatori si sforzino di dare il 100% dal punto di fisico ci crediamo, ma che la squadra riesca a esprimersi al meglio è un altro paio di maniche. Mentalmente i problemi societari stanno pesando, eccome. La squadra non riesce più a esprimersi al meglio, ma soprattutto denota nervosismo e inediti limiti caratteriali. Forse è solo una coincidenza che le espulsioni siano arrivate tutte nella seconda parte di campionato, e non va dimenticato che il Treviso è tutt'ora la squadra meno sanzionata del girone. Ma ci pare evidente che la squadra non è serena, lo dimostrano alcune reazioni in campo come nel finale concitato di San Marino. Certi sfoghi non si possono motivare solo con i risultati che non arrivano o le beffe in zona Cesarini. La squadra reagirà, nella sfida insidiosa (ma non probitiva) contro il Renate potrebbe arrivare l'immediato riscatto, ma portare un pò di chiarezza e ammettere le difficoltà - invece di negare l'evidenza e minacciare azioni legali - potrebbe rassenerare anche gli animi di un gruppo che per troppo tempo hanno dovuto matenere i nervi saldi nonostante le promesse non mantenute. Ottenendo, nonostante tutto, un bottino di punti che dovrebbe valere l'obiettivo minimo stagionale della salvezza. Al di là degli altri punti di penalizzazione che arriveranno di qui a breve... Ed ecco che il pensiero corre all'altra salvezza, quella più importante, la più difficile da conquistare per come si stanno mettendo le cose. Quanto vissuto finora è solo la punta dell'iceberg, ne stiamo certi. E gli animi dei tifosi non si rassenerano facilmente, perchè troppo vivido è il ricordo dell'ultima catastrofe societaria, efficacemente sintetizzata dallo striscione esposto dai tifosi durante la contestazione societaria immortalata nella foto qui sopra. Dal passato recente al futuro prossimo? Forse stiamo esagerando, ma le analogie sono tante, troppe come dimostrano gli stessi stendardi. "Stipendi non pagati". Ma no, sono stati pagati, che poi la squadra abbia scioperato due volte in un mese per presunti premi (o altro che non si vuole/può dire) è tutto da dimostrare. "Pulmini sensa bensina". O meglio, senza gomme. "Pagar a siora Maria" ci riporta a questa estate, quando la celebre tuttofare aveva scoperto che la sua ventennale esperienza in lavanderia era finita tramite...un cambio di serratura. Nelle settimane successive l'abbiamo rivista al Tenni in più di un'occasione, e non certo per vedere come procedeva la campagna acquisti, o se fossero già iniziati i lavori sul manto erboso del Tenni. Arieggiatura e semina, operazioni mai effettuate, e non certo per colpa del giardiniere. Nell'inutile conferenza stampa di venerdì 13 Corvezzo aveva risposto così (fonte La Tribuna di Treviso del giorno successivo) a una domanda sul manto erboso del Tenni: «Certo che c‘è, ma per ora lo lasciamo così. Motivi tecnici: occorrono 6-7 mesi». Lo sappiamo tutti che ormai non si fa niente, infatti si doveva agire 6-7 mesi fa. Bastava fare le cose minime ed essenziali per affrontare con tranquillità una stagione da neopromossa, provvedendo alla manutenzione del campo, all'acquisto del materiale sportivo, risparmiando sui giocatori e gli ingaggi.
La frittata s'è fatta, il classico passo più lungo della gamba. Corvezzo si è trasformato nel Setten delle estati 2005 e 2007, prima del sogno di Serie A e prima di una stagione che avrebbe dovuto riportare subito il Treviso nell'Olimpo del calcio italiano. Avrebbe potuto costruire una squadra di giovani con qualche vecchietto a fare da chioccia, giusto per strappare una salvezza tranquilla come fanno con serietà e umiltà tante piccole formazioni della Lega Pro da anni (pensiamo alla Giacomense). Ma in un anno ne aveva dette troppe. "Serie B in cinque anni", "siamo pronti al doppio salto", e così via. Cose che nessuno gli aveva mai chiesto, anzi, nel secondo caso l'avevamo caldamente sconsigliato a prescindere dalla reale fattibilità della doppia promozione. Non ha voluto fare un passo indietro quando era il momento opportuno, ridimensionando gli obiettivi promessi, forse nella convinzione che solo un Treviso grande sarebbe stato appettibile. Nessuno è arrivato per concludere l'affare, ma intanto il messianico avvento dei "dodici apostoli" era già stato promesso troppe volte e la figuraccia andava evitata ad ogni costo dopo la trionfale cavalcata in Serie D. Ha continuato a fare cinema, a promettere grandi cose con la sua contagiosa allegria alla quale qualcuno, però, erano ormai immune. Anche perchè i primi scricchiolii erano assordati, e molti di noi hanno vissuto la splendida avventura (sportiva) del girone di andata con parecchia disillusione. Ecco perchè ci eravamo alterati, e non poco, di fronte a certe stucchevoli celebrazioni, esattamente come dodici mesi prima, quando il neopresidente si era lasciato scappare qualche promessa fuori portata. Ciononostante l'avevamo sostenuto e ringraziato. Tra lo scetticismo generale della solita, apatica piazza e una stampa disorientata dal duello con il progetto dell'Union Treviso ci siamo schierati, senza indugio e insieme alla curva, a favore del progetto di Corvezzo, perchè era l'unica scelta che preservava un secolo di storia, i nostri colori. Una scelta di cui non ci pentiamo, checchè ne dicano i nostalgici del progetto "unionista" spuntati come funghi negli ultimi giorni. Alcuni di loro, magari, erano al Tenni a celebrare la festa del 1° maggio biancoceleste...
I ringraziamenti, sacrosanti, non sono mancati al momento della storica promozione in C2. In un anno Corvezzo aveva riportato il Treviso tra i professionisti, e sembrava aver gettato le basi per la rinascita del settore giovanile. Forse bisognava evitare scomodi paragoni con l'inavvicinabile Giovanni Caberlotto, o esaltazioni come quella apparsa su Il Gazzettino di Treviso del 1° agosto, dopo la presentazione in «stile hollywoodiano» a Longarone: «Uno a uno sono saliti sul palco: prima i giocatori, poi lo staff tecnico, quello sanitario e i vari collaboratori che quest'anno vivranno il fascino del ritorno del Treviso tra i professionisti, dopo due anni vissuti tra i dilettanti per colpa di una gestione economica "allegra" dell'ex presidente Ettore Setten che dopo aver conquistato la serie A, traguardo storico per la centenaria società, ha conosciuto l'onta di un fallimento che ha portato danni devastanti, soprattutto nel settore giovanile, dissipando, in un baleno, quello che era considerato uno dei migliori vivai d'Italia. Ora le cose sono cambiate e al timone della società c'è Renzo Corvezzo, imprenditore abituato a far quadrare i conti e a non spendere più di quanto incassa». Sviolinate evitabili, ipse dixit direbbe qualcuno. Come nel caso della sparate di Corvezzo, difficile dimenticare "perle" come questa, che già allora ci aveva fatto sorridere amaramente. Sfrontato ma un pò ingenuo, ci sembra che anche il nostro arrembante capitano abbia perso il controllo del timone. E ci sembra di essere tornati indietro di tre anni, di vivere un déjà vu.
Adesso la domanda "Ma dove voleva andare?" non ce la facciamo solo noi. Non sappiamo se è troppo tardi, ma lo ripetiamo per chi stesse ancora sognando: siamo solo alla punta dell'iceberg. Il deferimento porterà a una penalizzazione ormai certa, che potrebbe essere superiore ad un punto, ma cosa ancora più grave comporterà la perdita di tutti i contributi erogati dalla Lega Pro in base al minutaggio concesso agli under. Ebbene, la settimana scorsa avevamo lanciato l'allarme che nessuno ha raccolto, ma la partita di San Marino ci ha dato qualche (triste) certezza in più. Zanin ha giocato dal primo minuto con soli due under (Cernuto e Giorico, classe '92), cosa che potrebbe fare per altre due partite della "regular season" senza rischiare di perdere tutti i contributi accumulati. Ma intanto l'ha fatto proprio pochi giorni dopo il deferimento... Intervistato da Treviso Uno, il mister sanmarinese Petrone ha invece parlato di una fortuna per il Treviso in vista della lotta per la promozione diretta: «non avranno più l'obbligo di schierare gli under in campo». Altro che fortuna, nelle condizioni in cui siamo messi è un autentico disastro. Una cifra esatta è difficile calcolarla, ma sotto in cinque zeri non si va. Mica spiccioli, soprattutto per una società che pur di fare le cose in grande ha trascurato l'essenziale. E adesso, ammesso che spunti il solito "salvatore", resta da vedere fino a che punto il patron è disposto a tirare la corda. 
Risultati settore giovanile (21-22 gennaio)
Lunedì 23 Gennaio 2012 13:58
ZakkTV
BERRETTI, GIRONE B
16a GIORNATA: Treviso-Mantova 2-3
CLASSIFICA: Bassano Virtus 34,
Cremonese 33,
Triestina 32,
Lumezzane 30,
Portogruaro 24,
Tritium 23,
Montichiari 21,
Pergocrema 20,
Sudtirol 18,
FeralpiSalò 16,
Mantova 15,
Piacenza 14,
TREVISO 13,
Sambonifacese 12
PROSSIMO TURNO: Triestina-Treviso
ALLIEVI NAZIONALI, GIRONE C
15a GIORNATA: Brescia-Treviso 1-2
CLASSIFICA:
Montichiari 18, Portogruaro 17, Sudtirol 10, TREVISO 10, Bassano Virtus 9, Mantova 8, Triestina 8, Sambonifacese 4. Brescia, Chievo Verona, Cittadella, Hellas Verona, Padova e Vicenza fuori classifica
CLASSIFICA NON UFFICIALE:
Cittadella 30, Chievo Verona 27, Montichiari 27, Bassano Virtus 26, Portogruaro 24, Vicenza 24, TREVISO 22, Triestina 20, Brescia 19, Mantova 18, Sudtirol 16, Padova 15, Hellas Verona 11, Sambonifacese 11.
PROSSIMO TURNO: Hellas Verona-Treviso
ALLIEVI REGIONALI FASCIA B - VENETO, GIRONE A
15a GIORNATA: Treviso-Union Arzignano Chiampo 4-1
CLASSIFICA:
TREVISO 27, Campodarsego 26,
San Paolo PD 25,
Favaro 1948 25,
PortogruaroSummaga 24, Montebelluna 23,
Montecchio Maggiore 20,
LiventinaGorghense 19,
Noventa Calcio 16,
Sandonà Jesolo 14,
Sona M.Mazza 12,
Legnago Salus 11,
Union Arzignano Chiampo 7
PROSSIMO TURNO: San Paolo PD-Treviso
GIOVANISSIMI NAZIONALI, GIRONE C
16a GIORNATA: Treviso-Padova 0-2
CLASSIFICA:
Vicenza 34,
Chievo Verona 33,
Udinese 32,
Mantova 29,
Brescia 27,
Bassano Virtus 25,
Cittadella 25,
Spal 24,
Padova 24,
Hellas Verona 19,
Sambonifacese 10,
Triestina 10, Sudtirol 9,
Portogruaro 7,
TREVISO 5
PROSSIMO TURNO: Brescia-Treviso
GIOVANISSIMI REGIONALI FASCIA B - VENETO, GIRONE A
17a GIORNATA: Montecchio Maggiore-Treviso 1-1
CLASSIFICA:
Padova 43, Chievo Verona 37,
Bassano Virtus 37,
Vicenza 36,
LiventinaGorghense 35,
Unione Venezia 31,
Noventa Calcio 28,
PortogruaroSummaga 25,
Hellas Verona 23,
Cittadella 23, Giorgione 18,
Montecchio Maggiore 15 TREVISO 13,
Sandonà Jesolo 10,
Este 9, Sambonifacese 1
PROSSIMO TURNO: Treviso-Bassano Virtus
Il Treviso rotola giù dal Titano: San Marino vittoriso con un rigore nel finale
Domenica 22 Gennaio 2012 15:31
ZakkTV

La degna conclusione di una settimana surreale, e forse un chiaro segnale a chi rimane ostinatamente su posizioni oltranziste negando l'evidenza. All'Olimpico di San Marino, campo imbattuto, il Treviso perde l'imbattibilità esterna senza riuscire ad approfittare delle pesanti sconfitte di Rimini (3-0 a Santarcangelo) e Casale (clamoroso 1-3 interno contro il Bellaria), evitando di scivolare al quarto posto grazie alla Sanbonifacese, che ferma il Cuneo sul 2-2. Sconfitta meritata. I biancocelesti, apparsi scarichi e demotivati, hanno sofferto l'esuberanza dei "titani" anche nei 50 minuti giocati in superiorità numerica, a dimostrazione che la crisi societaria e le polemiche delle ultime settimane stanno influendo negativamente anche sui risultati in campo, visto che anche a Savona i nostri erano stati protagonisti di una prova decisamente incolore. LA CRONACA. Il Treviso si presenta con lo storico tridente (Torromino alle spalle di Ferretti e Perna), ma in difesa deve fare a meno dello squalificato Di Girolamo, mentre Visitin sta ancora smaltendo l'influenza. Zanin, a sorpresa, gioca con due soli under (Giorico e Cernuto del '92); il regolamento sui contributi federali ammette che per tre partire di campionato (esclusi play-off e play-out) le squadre possano utilizzare meno di tre under senza perdere il diritto a tutti i contributi, ma forse non è un caso che l'insolita scelta sia arrivata proprio dopo un deferimento che potrebbe comportare non solo la perdita di qualche punto in classifica...Qualche defezione importante anche per il San Marino: Petrone deve fare a meno di Pieri (stagione finita?) e Chiaretti, mentre lo stesso bomber Lapadula non è in condizioni ottimali e parte dalla panchina. Primo brivido in area sanamrinese: Ferretti si fa trovare pronto su un traversone e calcia al volo, ottimo intervento del giovane estremo difensore Migani che devia in angolo. Poco dopo ecco il San Marino. Sorbera mette in mezzo, Sartorello smanaccia malamente, la palla finisce sui piedi di Poletti che non approfitta della porta sguarnita. Poco dopo si rifà vivo il Treviso: lancio di Torromino dalla destra, Paoli prova una mezza rovesciata che impegna Migani in due tempi. Il San Marino spinge proprio sulla fascia di Paoli con lo scatenato Sorbera, che dopo aver ricevuto palla da D'Antoni punta verso la porta e mette in mezzo. Palla che attravera tutta l'area ma non viene intercettata per un pelo da Amantini. Treviso in sofferenza. Ci prova anche Sorbera dal vertice destro dell'area, Sartorello devia sopra la traversa. Tra i più pericolosi capitan Poletti, che al 22' manda di poco alto un calcio di punizione. Il Treviso continua a subire la vivacità dei padroni di casa e prova a farsi pericoloso con qualche contropiede; al 29' scambio Maracchi-Ferretti, palla a Perna che insacca, ma il guardalineee aveva già alzato la bandierina. Il Treviso sembra reagire, e l'arbitro è costretto a estrarre due gialli ai padroni di casa in pochi minuti: il primo a Del Sole (35') per una trattenuta su Paoli; tre minuti dopo a Santis che si becca il secondo giallo e viene espulso. Con la superiorità numerica da sfruttare per un tempo intero la salita sul Titano sembra trasformarsi in discesa. Petrone cambia ancora: fuori il coneglianese Villanova, dentro Ferrero, con Del Duca terzino destro e Pelagatti spostato a sinistra. La inizia come il primo tempo: Torromino innesca Ferretti in contropiede, ma l'attaccante perde l'attimo e viene fermato da Pelagatti. In realtà è un altro fuoco di paglia, al 54' inizia il secondo monologo del San Marino: altra punizione di Poletti che stavolta affina la mira e sfiora il palo alla sinistra di Sartorello. Petrone sembra intepretare le immotivate paure di un Treviso che nonostante la superiorità numerica non riesce a imporre il proprio gioco, così butta nella mischia il capocannoniere del campionato Lapadula per tentare il colpaccio. Al 56' Sorbera ci prova da fuori; risultato è da dimenticare, mentre il Treviso si limita a contenere le sfuriate dei titani per colpire in contropiede. Ma non morde, anzi. Al 65' Del Duca traforma un angolo in una spettacolare rovesciata che impegna Sartorello in due tempi. Al 73' Zanin prova a mischiare le carte per cercare il colpaccio: Perna per Gallon e Brunetti per Paoli. Ma il risultato non cambia, in avanti non arrivano palloni giocabili e così il San Marino ci crede. Al 76' Sorbera affonda sulla fascia e mette in mezzo per Lapadula, ma il suo colpo di testa è troppo centrale. L'ennesimo pericolo suona la sveglia agli ospiti: nel giro di due minuti il Treviso crea le due occasioni più ghiotte della partita, prima con Brunetti (palo da posizione decentrata) poi su Torromino (parato). Sussulto d'orgoglio del Treviso, che nei minuti finali sembra pronto a sferrare la zampata fatale, ma all'87' arriva una doppia ingenuità difensiva di Biagini: prima si fa bruciare da Poletti, che affonda e colpisce il palo; poi, sulla respinta, stende l'accorrente Lapadula al limite dell'area e si prende il secondo giallo ristabilendo la parità numerica a tre minuti dalla fine. Inutili le disperate proteste del centrale toscano. Dal dischetto si presenta capitan Poletti che fredda Sartorello. Il Treviso non ha la forza di reagire e nei quattro minuti di recupero rischia di subire anche il colpo del ko. Le contemporaneee sconfitte rendano meno amara la giornata, ma di fronte allo sfascio societario e alla imminente nuova penalizzazione in classifica i risultati sportivi rischiano di passare in secondo piano. E sono proprio gli straordinari risultati ottenuti nella prima parte di campionato ad avere mascherato per troppo tempo le difficoltà di un presidente che con non sembra voler imparare dai propri errori. TABELLINO
SAN MARINO-TREVISO 1-0 (0-0)RETE: 88' Poletti (r)
SAN MARINO (4-4-2): Migani; Pelagatti, Del Duca, Fogacci, De Santis; Sorbera, Amantini, Del Sole (86' Pigini), Poletti; Villanova (46' Ferrero), D’Antoni (55' Lapadula). A disp. Vivan, Farina, Loiodice, Casolla. All. Petrone.
TREVISO (4-3-2-1): Sartorello; Paoli (73' Brunetti), Biagini, Cernuto, Beccia; Maracchi, Giorico (62' Spinosa), Malacarne; Torromino; Ferretti, Perna (73' Gallon). A disp. Zattin, Granati, Cherillo, Madiotto. All. Zanin. ARBITRO: Stefano Giovani di Grosseto, assistenti Claudio Palazzoni di Lucca e Stefano Liberti di Cesena. NOTE: giornata mite. Terreno sintetico in buone condizioni. Ammoniti: Lapadula, Migani (SM); Paoli, Biagini, Gallon (T). Angoli 7-4 per il San Marino. Espulso al 35' De Santis e all'86' st Biagini entrambi per doppia ammonizione. Spettatori 300 circa. Incasso non comunicato. Recupero: 1'+ 4' 
San Marino-Treviso, occhio al bomber Lapadula!
Sabato 21 Gennaio 2012 11:12
Enricotv
 Il Treviso domani va a San Marino per la seconda volta in questa stagione: nella prima riuscì a pareggiare contro il Bellaria solo con un gol di Maracchi all'88', mentre domani la partita non sembra meno complicata, dovendo affrontare una delle migliori squadre di questo campionato. Calcio d'inizio ore 14:30 allo Stadio Olimpico di Serravalle. SAN MARINO Facciamo un passo indietro: 18 settembre 2011, Treviso-San Marino. Sotto un acquazzone memorabile, il San Marino gioca un'ottima partita al Tenni, perdendo solo per un clamoroso errore difensivo, sfruttato a dovere da Ferretti, e da un calcio di rigore di Perna. Ma l'impressione fatta dalla squadra del Titano è restata impressa nella memoria dei tifosi trevisani, tanto che il San Marino è stato, insieme al Cuneo e al Santarcangelo, una delle migliori squadre viste tra le mura amiche. Il San Marino è quinto in classifica con 34 punti, ovvero la prima squadra dopo il quartetto di testa (in ordine, Casale, Rimini, Treviso, Cuneo); ha il migliore attacco del campionato (39 reti), il capocannoniere del torneo (Lapadula, 14 reti), in casa finora non ha mai perso, 7 vittorie e tre pareggi, e nell'ultima sfida casalinga ha vinto per 3-1 contro la capolista Casale. Basta questo per capire la difficoltà della partita di domani. Il mister è Mario Petrone, che è solito schierare i suoi uomini con un disciplinato 4-4-2; in porta c'è il solito ballottaggio, ma il portiere dovrebbe essere Vivan (classe 1983, già titolare in C2 alla Colligiana e al Rovigo); i due terzini saranno, a destra Pelagatti (1989, confermato, ex Arezzo in C1 e Sangiovannese in C2) e a sinistra Crivello (1991, ex Primavera della Juventus, l'anno scorso al Gela in C1), mentre i centrali dovrebbero essere Fogacci (1980, confermato, ex Pavia, Ancona, Aglianese, Poggibonsi e Teramo tra C1 e C2) e Del Duca (1991, ex Primavera del Frosinone, l'anno scorso a Fano in C2) ; a centrocampo i due centrali saranno Del Sole (1988, confermato, ex Perugia e Manfredonia in C1, Carrarese, Carpenedolo e Sanremese in C2) e Amantini (1987, da sempre al San Marino, tranne un anno al Riccione in D), mentre sulle corsie esterne agiranno Sorbera (1987, ex Primavera della Pistoiese, a San Marino dal 2008) e Poletti (1981, Forlì, Centese, Riccione, Bellaria e Giacomense); davanti invece largo alla coppia formata da Lapadula (1990, ex Primavera del Treviso, esperienze in C1 all'Atletico Roma e al Ravenna) e D'Antoni (1988, ex Primavera della Juventus, esperienze in C1 a Viareggio e Figline, in C2 a Giulianova), anche se per il discorso degli under potrebbe giocare, sia in attacco che sulle corsie esterne, Villanova (1991, confermato, ex Primavera dell'Atalanta). TREVISO Difficile parlare solo di calcio giocato, ma ci proveremo; d'altronde bomber Ferretti nella sua intervista al Gazzettino di Treviso è stato eloquente "Ripeto che non ci aiuta (riferito alla situazione attuale, ndr), ma non deve rappresentare un alibi". Già, allora proviamo a credere alle parole del nostro attaccante, che domenica scorsa ha realizzato la rete del momentaneo, purtroppo, vantaggio a Savona. La squadra nelle ultime tre partite ha raccolto ben 7 punti, dimostrando di essere decisamente in salute, anche se lo svantaggio nei confronti della prima della classe (Casale) e seconda (Rimini) è salito rispettivamente a 4 e 2 punti; pazienza, questa squadra ha dimostrato di potersela giocare con tutti, e siamo certi che saremo nelle posizioni di testa fino a fine campionato. Domani mancherà per squalifica Di Girolamo, che sarà sostituito dal suo sostituto naturale, ovvero Visintin, che farà quindi reparto con Biagini, finora praticamente impeccabile. Insieme al centrale goriziano riformerà la coppia che aveva garantito al Treviso la miglior difesa della Serie D. Per il resto, solita bagarre a centrocampo e in attacco per le restanti maglie da titolare, dove solo Giorico e i due attaccanti Ferretti e Perna sembrano sicuri di partire dall'inizio; contro il Poggibonsi avevano giocato dal 1' sugli interni Bandiera e Malacarne, a Savona invece è stato il turno di Spinosa e Stentardo, domani toccherà a Maracchi, che in liguria è entrato a partita in corso? Per il ruolo di trequartista, solito ballottaggio tra Torromino e Madiotto. AVANTI TREVISO!Probabili formazioni. San Marino (4-4-2): Vivan; Pelagatti, Fogacci, Del Duca, Crivello; Sorbera, Del Sole, Amantini, Poletti; Lapadula, D'Antoni (Villanova). All. Petrone. Treviso (4-3-1-2): Sartorello; Cernuto, Visintin, Biagini, Beccia; Maracchi, Giorico, Bandiera; Madiotto; Perna, Ferretti. All. Zanin. 
San Marino-Treviso: la storia e i precedenti
Venerdì 20 Gennaio 2012 21:30
Enricotv
 Nella seconda trasferta consecutiva di questo inizio girone di ritorno, il Treviso va a far visita a Serravalle al San Marino, unica squadra straniera militante nel campionato Italiano di calcio. SAN MARINO Da non confondere con la Nazionale di Calcio di San Marino, il San Marino Calcio è la formazione sanmarinese, fondata dalla stessa Federcalcio del Titano, che gioca nel campionato Italiano. Fondata nel 1959, la squadra si è chiamata prima Libertas Tre Penne, poi fino al 1973 con il nome di Serenissima, diventando A.C. San Marino solo dopo la fusione tra Serenissima e Juvenes. I colori sociali sono il bianco e l'azzurro, e il suo presidente è Danilo Pretelli. La squadra ha militato in Seconda Categoria fino al 1962; poi, dopo la vittoria nello spareggio contro il Chiavicone (2-0), conquistò la Prima Categoria, dove rimase fino al 1970, a parte un campionato di Serie D (1966/67) disputato grazie all'ammissione per completamento organici. La squadra biancoazzurra fece ritorno in Serie D grazie alla vittoria del campionato di Prima Categoria 1969/70; questa volta in quinta serie il San Marino ci restò per tre anni, ma nel 1973 fece ritorno in Promozione, e nel 1976, a causa della rinuncia a quest'ultima serie, dovette ripartire dalla Prima Categoria; fino al 1985 ci fu un sali e scendi continuo tra Promozione e Prima Categoria: nel 1980 ci fu il ritorno in Promozione, nel 1982 quello in Prima Categoria, nel 1985 fu di nuovo Promozione. Nel 1985/86 la squadra vinse agevolmente il proprio girone di Promozione, accedendo agli spareggi per conquistare la Serie D, assieme alle vincitrici degli altri due gironi; il San Marino superò sia il Crevalcore (3-1 in casa, 0-0 in trasferta) che la Viadanese (2-1 in casa, 0-1 a Viadana) e ritornò per la terza volta in D; dopo aver sfiorato la prima storica promozione in C2 al primo anno (secondo posto dietro al Riccione per un solo punto), i biancoazzurri centrarono lo storico traguardo nella stagione successiva, 1987/88, precedendo la Pro Gorizia, seconda per 4 punti. La prima esperienza in C2 durò però un solo campionato, la squadra arrivò penultima a un solo punto dal solito Riccione, e fece ritorno in Interregionale; nel 1991/92 il San Marino retrocesse addirittura in Eccellenza, anche se fece ritorno nel Campionato Nazionale Dilettanti immediatamente, stessa identica sorte tra il 1995 e il 1997, con nuova retrocessione in Eccellenza, seguita dal ritorno nel CND. Nella stagione 1999/00, la squadra vince il campionato nazionale dilettanti, e fa ritorno, definitivamente, tra i professionisti; nel 2003/04 e nella stagione successiva la squadra arriva 4a in campionato, perdendo entrambe le semifinali play-off, la prima contro il Gualdo (1-0 a San Marino, 2-3 a Gualdo Tadino) e la seconda contro la Cisco Lodigiani (2-1 in casa, 0-2 a Roma), ma venendo ammessa in C1 nel 2005 per completamento organici. I primi (e unici finora) campionati di C1 del San Marino sono di basso livello, la squadra arriva entrambe le volte al 17° posto, salvandosi ai play-out nel primo anno, battendo la Pro Sesto (1-0 in casa e 0-0 in Lombardia), ma perdendo contro il Martina Franca in quello successivo (0-2 a San Marino, 1-1 in Puglia). Gli ultimi 4 campionati di C2 sono stati ottimi, fatto eccezione per quello 2008/09, in cui la squadra si è salvata solo ai play-out, battendo il Poggibonsi (3-1 in casa, 0-1 in toscana); per il resto, un 5° posto (doppia sconfitta in semifinale play-off contro il Bassano, 2-3 in casa, 0-1 fuori casa), un 2° posto (ai play-off sconfitta in finale contro il Gubbio con un doppio 2-0, mentre in semifinale era stata sconfitta la Sangiovannese, 0-1 fuori casa, 3-1 in casa) e un 5° posto nello scorso campionato (sconfitta in semifinale play-off dalla Carrarese, 0-1 in casa, 2-1 a Carrara). PIZZI Il giocatore più importante che abbia mai vestito la maglia del San Marino è Fausto Pizzi. Centrocampista offensivo, nato a Rho nel 1967 e cresciuto calcisticamente nell'Inter, Pizzi ha giocato in prestito alla Centese, al Vicenza e al Parma, prima di fare ritorno nella Milano nerazzurra, con la quale ha disputato due campionati, realizzando 6 gol in 39 partite e vincendo una Coppa Uefa; l'anno successivo torna a Parma, giocando una grande stagione e vincendo una Coppa delle Coppe; dopo due stagioni all'Udinese, con all'attivo 17 reti, Pizzi continua la sua carriera da giramondo vestendo le maglie di Napoli, Perugia, Genoa, Cremonese, arrivando poi a Treviso nell'estate 1999 e venendo ceduto al termine della sfortunata stagione 2000/2001, culminata con il ritorno dei biancocelesti in C1; passa poi al Cittadella e alla Reggiana, mentre al San Marino arriva nel gennaio 2004, con la squadra in C2: con i biancazzurri realizza 3 reti in 16 partite, disputando e perdendo i play-off contro il Gualdo. Chiude infine la carriera al Forlì, sempre in C2. PRECEDENTE L'unico precedente della storia tra Treviso e San Marino è quello dell'andata, quando i biancocelesti si imposero per 2-0 allo stadio Tenni. 
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