L’analisi biancoceleste, vol. 10

Sarà un testa a testa vietato ai deboli di cuore. E non potrebbe essere altrimenti, quando questo duello riguarda due squadre e due tifoserie rivali storiche (anche se a dire il vero la loro è una società “nuova” dato che la fusione è avvenuta nel 1987…) come Treviso e Unione Venezia. 
Nelle ultime tre partite, i risultati delle due squadre sono stati speculari: 3 vittorie a testa; l’impressione è che quindi da qui al derby del Penzo di domenica 27 marzo (salvo anticipo dovuto a motivi televisivi) il minimo errore (leggi pareggio o addirittura sconfitta) può costare caro sia in termini di morale dell’ambiente, sia in termini di classifica, perchè un conto è arrivare al match-clou con 2 punti di vantaggio come ora, e quindi con la possibilità di avere 2 risultati su 3, e un conto è arrivare nel ruolo di inseguitori, e in quel caso ci sarebbe un solo risultato possibile: la vittoria.
Fino al derby, il calendario più difficile sembra proprio quello del Treviso, che affronterà due trasferte temibilissime, rispettivamente contro la quinta (il Sandonàjesolo) e la terza in classifica (il San Paolo Padova): credere di riuscire a portare l’intera posta in palio è abbastanza utopistico, ma crediamo che difficilmente l’Unione Venezia perderà molti punti nelle prossime 4 partite (San Paolo Padova in casa, la più difficile, Sanvitese fuori, Opitergina in casa e Belluno fuori), per cui il margine di errore è veramente ridotto; le altre due partite del Treviso saranno al Tenni contro il Kras e il Torviscosa, sulla carta non difficili, e da vincere assolutamente.
Ci sono però anche delle cose positive, ovviamente; in primis, la squadra non sembra più brillante come nel girone di andata, ma in qualche modo riesce sempre, Montebelluna a parte, a portare a casa l’intera posta in palio; e in molti forse non hanno notato che questo Treviso, meno brillante ma sicuramente più cinico, ha un punto in più dopo 7 giornate, rispetto a quello spettacolare del girone di andata; e non è un particolare di poco conto; in secondo luogo è positivo il fatto che il big-match di Sandonà si giochera regolarmente domenica prossima, anche se senza il sostegno del tifo biancoceleste (…); la squadra potrà quindi concentrarsi su una partita ogni 7 giorni, invece di incappare in fastidiosi turni infrassettimanali che possono scombussolare l’equilibrio fisico-atletico-mentale dei calciatori; in ultimo luogo, vogliamo focalizzare l’attenzione su un giocatore del Treviso che sta sempre diventando più uomo trascinatore: Andrea Ferretti; tre gol nelle ultime tre partite, è già a quota 5 in questo girone di ritorno, a una sola marcatura dal bottino del girone di andata; ma quello che più impressiona di questo attaccante arrivato in punta di piedi dalla sua Ponsacco, è il carisma che sprigiona in ogni partita del Treviso: lotta su ogni pallone, si arrabbia, incoraggia i compagni, si lascia andare a esultanze smodate, è sempre più insomma uomo-squadra. Sarà l’uomo decisivo?