DERBY TREVIGIANO Nel catino di Campigo il Treviso prova a diventare grande

Piovanelli perplessoDue partite senza gol e sei punti di distacco dalla capolista Sarcedo: comincia a farsi preoccupante la classifica del Treviso, mentre i tifosi tornano a fare i conti con gli spettri del (recente) passato, tra risultati deludenti e futuro incerto. Come se non bastasse, la vigilia della settima giornata aveva avuto come antipasto il ritorno mediatico di Corvezzo, giusto in tempo per ricordarci come siamo finiti in Promozione.
E il fatto che tra i due pareggi a reti bianche sia uscita un’intervista in cui la dirigenza diceva che il Treviso, come il Barcellona e la Roma, può vincere senza punte, non ha certo migliorato l’umore dei tifosi. In effetti il Treviso, sarà anche per lo strano utilizzo di Livotto (come “falso nueve”???), contro il Summania ha ricordato il Barcellona degli ultimi tempi: tanto fumo e poco arrosto. La squadra nel complesso è molto buona, decisamente superiore – in rapporto alla categoria – rispetto a quella di quattro anni fa per l’Eccellenza, ma non c’è un finalizzatore in grado di far fruttare tutte le occasioni create. Se poi si sbaglia anche dal dischetto… Tre rigori tirati, tre rigori sbagliati (e tirati molto male): Di Prisco a Loreggia, Dal Compare al Tenni contro il Rossano – poi ribattuto in gol – e contro il Summania. Tanti problemi da risolvere e un attacco da sbloccare, alla vigilia del primo derby trevigiano.

CampigoSTORICO DERBY Il “Baggio”, piccolo impianto immerso nelle campagne alla periferia di Castelfranco Veneto, rende bene l’idea del miracolo sportivo compiuto dal Campigo. Quando il Treviso era in Serie A, i gialloblu vivacchiavano agli antipodi della geografia calcistica italiana, in Terza categoria. Negli anni successivi, mentre la “Regina di Marca” affondava nei dilettanti, la piccola frazione (non supera i 1500 abitanti) conquistava una promozione dopo l’altra… fino a quella con la P maiuscola, dopo aver vinto da neopromossa, nell’aprile 2011, il trofeo veneto di Prima categoria (2-0  a Piombino contro i veneziani della Robeganese Salzano). 4° posto e play-off nella stagione da matricola, 10° posto nella stagione successiva, dopo un girone di andata al comando. Questa estate la rivoluzione: dopo due anni via Luciano Favero, dentro il “blocco Loreggia” e tanti giovani. Dai vicini padovani sono infatti arrivati, oltre al mister di origini castellane Liviero, il portiere Rosello (’93), i difensori Muccignato (’92) i centrocampisti Giacomazzo (’92) e Gian (’94) e l’attaccante El Bouhra (’94). Il drastico restyling è stato completato da due ex Union Quinto, il difensore classe ’95 Biliato e l’esterno offensivo Mattiazzo (’95), mentre dal Giorgione sono arrivati due difensori (Casarin e Dalla Costa). In attacco, oltre a Mattiazzo, ecco Dal Zilio (’94) dall’Ambrosiana e Marchiori dal Salvatronda. Unico confermato il 26enne Bacchin, che forma il “gruppo storico” con il difensore Bolzonello (’87), Niculai e Stangherlin (’83), e i centrocampisti Pinton (’87), Libralato (’90), Torresan (’81) e Volpato (’86).
I tanti (e giovani) nuovi arrivi hanno faticato un po’ per innestarsi in questo blocco di giocatori con più esperienza. La partenza ad handicap dei Campigo in campionato sembra proprio essere il prezzo iniziale pagato per i tanti cambiamenti voluti dal direttore sportivo Massimo Valentini, figlio di Adriano, da 15 anni presidente dei gialloblu. La classifica è al momento deficitaria: quint’ultimo posto a quota sei punti, in zona play-out (anche se in coabitazione con l’Azzurra Sandrigo). Tre sconfitte nelle prime quattro giornate, contro Petra Malo (2-0), Sarcedo (3-1) e Godigese (0-3); particolarmente doloroso il ko nel derby trevigiano, visto che sull’1-0 per gli ospiti Bacchin aveva sbagliato un rigore. In mezzo a questo filotto negativo, alla seconda giornata, il pari (1-1) contro l’Eurocalcio Cassola, attuale seconda forza del campionato, a dimostrazione che il “Baggio” è ancora uno dei campi più ostici della Promozione. E nelle ultime tre partite i ragazzi di Liviero sembrano aver trovato la giusta amalgama: 2-0 a Loreggia, 0-0 casalingo contro l’ottimo Caldogno Rettorgole, mentre domenica scorsa i gialloblu sono stati fermati sul’1-1 dal Cornedo, squadra ancora ultima ma in netta ripresa.