ALTA TENSIONE Pazienza finita, dai tifosi a Piovanelli. Che si becca la reprimenda di Frandoli…

Rischia di avere pesanti strascichi sugli equilibri societari la sconfitta interna con l’Eurocalcio Cassola. Dopo la partita, mentre all’esterno del Tenni i tifosi attendevano qualche dirigente per un chiarimento, nella sala stampa il toscanaccio Piovanelli metteva finalmente da parte il suo tradizionale aplomb britannico, denunciando le gravi condizioni tecniche in cui sono costretti a lavorare il suo staff e la squadra. In società la timida apertura del ds Zamprogno è stata seguita dalla dura risposta di Frandoli.

Alta tensione in società: Piovanelli apre il vado di Pandora ma i dirigenti non gradiscono

Alta tensione in società: Piovanelli apre il vaso di Pandora, ma i dirigenti non gradiscono

Già in fibrillazione nel prepartita, al termine della disfatta del Tenni il primo a farsi sentire era stato lo storico leader della tifoseria Claudio “Caio” Cavallin«Sappiamo che la società ha tanti limiti, però anche i giocatori forse non si sono resi conto che siamo a Treviso: anche oggi quasi 500 paganti, ma altri 90 minuti per ottenere un risultato squallido. Il tempo della pazienza è finito». Il vulcanico Caio era già pronto a esplodere alla prima giornata, quando il Treviso si era presentato a Loreggia con una squadra infarcita di ragazzini e solo due giocatori in panchina. Nel frattempo la situazione è migliorata, ma come abbiamo visto la rosa, oltre che incompleta in attacco, è ancora troppo numericamente scarna. Essendo cominciati i lavori dopo Ferragosto, era impossibile aspettarsi miracoli, ma neanche una situazione così critica. Ai tifosi, specialmente per bocca di qualche dirigente, sono stati  ripetutamente chiesti gli abbonamenti. E a Piovanelli, convinto dopo qualche difficoltà ad accettare l’incarico, pur prospettandogli una situazione difficile, devono essere state presentate determinate garanzie. Le sue critiche sono senza fondamento, o il mister, soggetto poco incline alla sparata e sempre molto compassato in panchina, ha “sbroccato” all’improvviso perché qualcuno ad agosto non gliel’ha raccontata giusta? Fermo restando che, in questa crisi, ci sono di mezzo anche pesanti responsabilità politiche.
«Sono incazzato con tutti, qui davvero è ora di finirla – aveva dichiarato Piovanelli a La Tribuna di Treviso – , venerdì per quel disguido all’Aurora ho avuto un diverbio molto tosto. Una società alla vigilia di una partita così importante deve premunirsi per trovare un campo degno di questo nome, invece è da mercoledì che non ci alleniamo. Manca un punto di riferimento, insomma. So già che verrà fuori un casino ma io me ne posso stare pure a casa, no problem. E lo dico per il bene di una squadra che amo». Il casino, in effetti, c’è stato, perché la reazione della dirigenza è stata altrettanto dura. A parlare, ovviamente, è stato Frandoli: «Un’uscita inopportuna e ingiustificata. Non so se sia una scusa dopo la sconfitta, di certo ne parleremo e il mister dovrà fornire spiegazioni». E ancora: «Manca un punto di riferimento della società? Ma se io, Totera e Sartori siamo sempre lì al campo. Poi magari finisce che se siamo troppo presenti passiamo per dei rompiscatole, ma per favore. Vorrei ricordare al mister che questo Treviso è nato il 19 agosto, sapeva bene che c‘era una situazione non facile da gestire, di che si lamenta?». Lo sfogo post partita di “Kojak”, sorprendentemente (ma volutamente) pesante, aveva trovato apparente sostegno nel direttore sportivo Andrea Zamprogno.
La situazione già critica, fondamentalmente a causa della scarse risorse economiche a disposizione della società, è aggravata dall’ambiguo comportamento di Ca’ Sugana. Frandoli ha confermato che la fase di stallo dipende dal Comune, che dovrebbe firmare la convenzione per l’utilizzo di Lancenigo e inviarla alla Provincia. Difficile, a questo punto, non credere che la colpa sia unicamente della giunta, che nel frattempo il dialogo l’ha tenuto vivissimo con il Treviso di Corvezzo. La già difficile e insopportabile convivenza del Tenni potrebbe riproporsi a Lancenigo? Boh, non ci si potrà sbilanciare finché qualche membro di questa giunta non si prenderà (almeno) la responsabilità di rispondere pubblicamente, sulla stampa, alle dichiarazioni di Muraro e Frandoli. Il silenzio di queste settimane sembra l’ennesima conferma che la il Comune sia dalla parte del torto. Visti i fatti recenti, per avere una risposta sul caso di Lancenigo che si deve fare, inscenare un’occupazione degli impianti? È evidente che in un’altra città nessun sindaco/assessore si sarebbe permesso di perseverare in un comportamento così poco trasparente. Come se non bastasse la spinosa questione del Tenni, dove si è andati avanti a discutere di superflui sconti, quando in qualsiasi altra realtà (anche meno importante di Treviso) lo stadio verrebbe garantito gratuitamente. Ma la colpa, in parte, è anche nostra, che non riusciamo mai a far pesare il valore simbolico e la storia del Treviso Calcio.

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