AL PALO La Godigese si squaglia, il Treviso si fa bloccare dall’Azzurra…

Con referti inventati non ci avete “Spezzati”, recitava lo striscione polemico (con un gioco di parole che tirava in ballo anche l’arbitro di Eurocalcio Cassola-Treviso, autore del contestato referto) esposto dalla curva sud durante Treviso-Azzurra Sandrigo. Purtroppo la stangata del giudice sportivo, col suo seguito di polemiche, se non ha spezzato il Treviso lo ha certamente condizionato. Lo si è visto fin dai primi minuti, con una squadra più confusionaria del solito, in attacco con i soliti gol incredibili mangiati (più un palo di Dal Compare), in difesa con un paio di svarioni difensivi che potevano regalare la vittoria a una coriacea Azzurra Sandrigo. Che alla fine, grazie a una punizione inventata dal mediocre Balbinot di Belluno (irritante ai limiti del sopportabile), ha sfiorato il gol beffa. Sarebbe stato troppo, fermo restando che i vicentini hanno meritato il punto. Un’altra giornata assurda (specchio perfetto di una stagione maledetta), a tratti tragicomica, come quando tra i due tempi lo speaker ha annunciato che se non finivano i fischi la partita rischiava di essere sospesa (!). Fischi per l’arbitro o fischio di un solitario molestatore? Altra ammenda? Boh, cambia poco, nel giro di tre giorni tra stangata e partita da dimenticare ci siamo (e ci hanno!) tolto di mezzo per la corsa al primo posto. Missione compiuta. Un vero peccato, perché la Godigese è stata umiliata a Sarcedo (5-0!),  contro una squadra in formissima, paradossalmente ancora in lotta per la vittoria del campionato e purtroppo favorita anche per il secondo posto, oramai unico obiettivo rimasto al Treviso.

Palo Dal Compare

Il palo di Dal Compare, simbolo di una partita brutta e stregata…

 Il Treviso era presentato in campo con un’assenza pesante: out Frankie Mensah, nemmeno in panchina. Tentoni ridà fiducia a Bidogia, confermando Del Papa al centro e regalando una maglia da titolare al panamense Rogelio Viteri sulla corsia sinistra. Prima del fischio iniziale, minuto di silenzio per ricordare Gino Zamuner, padre di Andrea; tutti i giocatori indossano una maglia con su scritto “Zamu siamo con te. Non mollare…”. Il roccioso difensore è comunque in campo, ma l’emozione è comunque forte. Lo si capisce al 3′, quando un suo passaggio impreciso verso Bortolin innesca Di Felice, che fortunatamente sciupa tutto facendosi ipnotizzare dall’estremo difensore. Tuttavia è tutto il Treviso a essere meno brillante, evidentemente frastornato dai fatti della settimana. Davanti si litiga col pallone, e quando capitano occasioni d’oro, chi dovrebbe metterla dentro dimostra di non esserci proprio. Lo si capisce all’8′, quando Gnago fa tutto bene, entra in area e tira; sulla deviazione il tiro svirgolato di Del Papa si trasforma in assist per Bidogia, che solo al centro dell’area, tenuto in gioco da due difensori, non è assolutamente reattivo e si fa anticipare dal portiere Andrighetto. Il Treviso, pur pasticciando tanto, sembra in crescita. Dal Compare comincia a ingranare, e arrivano le botte. Al secondo fallaccio Balbinot di Belluno si decide, finalmente, a tirare fuori un giallo (prossimo all’arancione) per un intervento pericoloso di Maita. Il Treviso non riesce comunque a manovrare, si affida troppo spesso al lancio lungo e gioca su una sola fascia. E rischia pure di andare sotto, quando il guardalinee non fischia un fuorigioco dubbio, regalando a Di Felice un’altra voltata verso Bortolin, che questa volta non ha bisogno di intervenire grazie al miracoloso recupero di Zamuner. Il Treviso si rifà vedere con un tiro di Dal Compare ribattuto, ma nel finale rischia di nuovo su punizione del solito Di Felice.
Poco prima che inizi il secondo tempo, lo speaker parla del pericolo di sospensione della gara se non cesseranno i fischi. Francamente non si capisce di che fischi (o di che fischio, o fischietto?) si parli, ma tanto basta per accendere i tifosi di curva e tribuna. Il resto lo fa il mediocre direttore di gara, irritante nelle piccole cose. I primi dieci minuti sono effettivamente una sequenza di fischi: quelli dell’arbitro e quelli del pubblico. Su parecchi interventi fallosi dell’Azzurra Sandrigo lascia correre, per poi sanzionare, poco dopo, lo stesso intervento commesso da un giocatore del Treviso. Tutto questo, sommato alla stangata del -2 percepita da tutti come un’ingiustizia, avvelena ulteriormente l”umore di tanti tifosi. Non ci vuole tanto per passare dai semplici fischi alle “teorie del complotto”. Purtroppo, dietrologia a parte, la realtà della partita parla comunque di un Treviso sottotono. Se poi si sbagliano certi gol… All’11’ un buco difensivo clamoroso della difesa ospite spalanca le porte a Bidogia, che punta un Andrighetto sorpreso, mal posizionato vicino al primo palo e con tre quarti di specchio di porta liberissimo. Lo spazio per segnare non manca, ma Bidogia ancora una volta fa la cosa meno logica e conclude debolmente sullo stesso Andrighetto. No, gol così non si possono sbagliare. Mani nei capelli per i tifosi, e forse anche per Tentoni, che poco dopo sostituisce l’attaccante con Giuliato, spostando Dal Compare dalla fascia destra (dove torna Del Papa) all’attacco per far coppia con Gnago. Proprio l’ivoriano va vicino al vantaggio un quarto d’ora dopo, poco prima della mezz’ora, quando entra in area, resiste alle cariche e da posizione decentrata conclude di sinistro sul palo ben coperto dall’ottimo Andrighetto. Nel quarto d’ora finale, l’Azzurra Sandrigo si chiude in difesa. Il Treviso fatica a trovare spazi, anche se al 33′ un tiro apparentemente innocuo di Dal Compare attraversa lentamente l’area finendo sul palo. La partita si va poi lentamente spegnendo. Tentoni toglie Gnago e getta nella mischia La Cagnina, che si ritrova attaccante. Ma il tempo passa, cominciano le sceneggiate perditempo degli avversari, mentre davanti il Treviso continua a buttare palloni alti che non trovano nessuno. Si arriva così al recupero, dove gli ospiti rischiano di passare in vantaggio, grazie a una punizione inventata dall’arbitro per un fallo inesistente di Zamuner. Il mancino di Contro è delizioso, ma la traversa salva Bortolin, strozzando l’urlo del folto gruppo di vicentini sistemati in tribuna. Come detto in apertura, sarebbe stato troppo, anche se l’Azzurra Sandrigo ha legittimato il risultato (identico all’andata) con una prestazione attenta e con poche sbavature. Per i vicentini la salvezza non è lontana, per il Treviso il primo posto è ormai un miraggio.

E pensare che vincendo oggi, e senza la penalizzazione, i biancocelesti potevano trovarsi a -2 dalla Godigese con altre tre partite da giocare, compreso il derby dell’ultima giornata. La stangata ha trasformato la classifica e lo stesso Treviso, oggi decisamente sottotono, sfortuna a parte. Se poi, come sembra, il  verdetto sul ricorso non arriverà questa settimana (come quello, respinto, seguito ai fatti di Cornedo-Treviso) ma più avanti, avremo la conferma che il “caso” Cassola è una pagliacciata.

TABELLINO

TREVISO-AZZURRA SANDRIGO 0-0

TREVISO (4-4-2): Bortolin; Pilotto, Ton, Orfino, Zamuner; Marangon, Del Papa, Dal Compare, Viteri (st 18‘ Fonti) ; Bidogia (st 12‘ Giuliato), Gnago (st 38‘ La Cagnina). A disp. All. Tentoni
AZZURRA (442): Andrighetto; Vitacchio (st 41‘ Caretta), Loda, Spegiorin, Contro; Sasso, Cuman, Camara, Ristic (st 24‘ Peruzzo); Di Felice (st 31‘ Graziani), Matta. A disp. All. Bevilacqua
ARBITRO: Balbinot di Belluno.
NOTE: giornata calda e soleggiata, terreno in buoen condizioni. Ammoniti Del Papa per il Treviso, Maita e Cuman per l’Azzurra Sandrigo. Angoli: 6-2 per il Treviso. Spettatori 487, incasso 2870. Rec: pt 0’, st 5’.