Storia del Treviso Calcio

Da Forza Treviso Enciclopedia.

Indice

Gli albori: inizio Novecento

Una delle primissime formazioni del Treviso Foot-Ball Club, nel 1909. In piedi da sinistra: Fabiano, Girani, Coletti, Zamengo, Bottesini. Seconda fila: Nespoli, Capra, Corazza. Terza fila: Paganini, Brevedan, Righetti, Pittini.

La storia del Treviso fbc ha inizio nel lontano 1908 quando, in un freddo lunedì 27 gennaio, nella sala del Caffè Fabio a Treviso si tenne l’assemblea dei promotori della “Società del Calcio”.

La notizia uscì su tutti i giornali giovedì 30 gennaio.

A voler dirla tutta però, il primo campionato di calcio italiano si tenne proprio a Treviso, il 6-7-8 settembre 1896, a Piazza d’Armi a Santa Maria del Rovere, il Turazza Treviso, il Ferrara e l’Udinese diedero vita a un torneo con squadre composte da 11 giocatori, un portiere, due difensori, tre centrocampisti e ben 5 attaccanti.

Alla fine ebbe la meglio l’Udinese, in un torneo dove le partite non duravano in base al tempo, ma ai gol segnati: vinceva chi arrivava per prima a 2 gol segnati.

Ma torniamo al 1908: il presidente della neonata società era il nobile Antonio Morosini, le magliette di colore bianco e nero (solo nel 1914 furono adottate le magliette bianco-celesti) e il campo di gioco era sempre quello di 12 anni prima, cioè il Piazza d’Armi.

Il Treviso, dopo aver cambiato presidenza passando da Morosini a Manfredo Hèrion, gioca la sua prima partita ufficiale il 18 ottobre 1908, al Piazza d’Armi contro il Venezia, in un incontro che finisce 1-1, mentre la prima vittoria arriva il 6 dicembre contro i Volontari Venezia per 2-1.

La data di nascita ufficiale è per tutti però il 18 gennaio 1909, per motivi di cui non ci è dato sapere, visto che l’affiliazione alla Figc è avvenuta solo qualche anno dopo.

Anni Dieci

Continua l’attività della squadra attraverso le amichevoli, mentre la società nella prima parte degli anni 10 subisce delle crisi finanziarie molto forti, che mettono in pericolo l’esistenza della stessa società.

Il vertice societario cambia di continuo, e cambia anche nel 1913 il campo di gioco: si passa dal Piazza d’Armi ai Magazzini De Donà, sul Terraglio.

1914/15

Nel 1914 finalmente arriva la svolta con l’affiliazione alla Figc, e con essa il Treviso venne iscritto al primo campionato, cioè quello di Promozione, girone Veneto-Emiliano, con altre tre squadre: il Verona, che vince il campionato con 2 punti di vantaggio sul sorprendente Treviso, che finisce quindi secondo, il Dolo e la Virtus Venezia che perde tutte e 6 le partite giocate.

Miglior marcatore quell’anno fu Visentin, con 4 gol in 6 partite.

Dal 1915 al 1919 le attività calcistiche del Treviso (sotto la presidenza del cavalier Umberto Venerando Visentin), sono ovviamente condizionate dalla prima guerra mondiale.

L’allenatore dell’epoca, Cosimo Calò e il giocatore Renzo Fadiga, trasferiscono l’archivio del Treviso fbc a Bologna, salvandone la documentazione.

La squadra si divide tra amichevoli e fronte: perdono infatti la vita Erminio Brevedan e Armando Novello.

Mentre si cerca di non far morire tutto il movimento si cambia campo di gioco, che viene trasferito al collegio Vittorino da Feltre, appena fuori Porta Fra’ Giocondo.

Nel 1919, conclusa la guerra, si riprende la vita normale e quindi anche il Treviso fbc riprende le sue attività.

1919/20

Il campionato 1919/20 vede il Treviso sempre iscritto al campionato di Promozione, con il numero delle squadre che sale da 4 a 7: oltre alle tre confermate dell’anno prima (Treviso, Dolo e Virus Venezia, c’è il Bentegodi (Verona), che vince il campionato, lo Schio, l’Ellade Verona e il Mestre.

Il Treviso arriva terzo con 14 punti in 12 partite, frutto di 6 vittorie, 2 pari e 4 sconfitte.

Fadiga, il giocatore che salvò qualche anno prima la documentazione, è il giocatore più presente (12 partite) e l’attaccane più prolifico, 5 gol.

Anni Venti

1920/21

Nel 1920/21 il Treviso partecipa al campionato di Prima Categoria nazionale, la massima categoria in quegli anni, il nuovo campo di gioco è quello di Santa Maria del Rovere e il presidente è Lino Monico. L’impatto con la nuova serie è traumatico: il Treviso infatti arriva ultimo in un girone di 5 squadre (presenti tra le altre il Petrarca Padova che vince il campionato) e il Venezia) con un solo punto. Si salva però dalla retrocessione dopo lo spareggio con il Dolo, vinto per 5-1.

1921/22

Nel 1921/22, sempre in Prima Categoria nazionale, il Treviso arriva quarto con nove punti (3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte) nel girone Veneto, che vede la vittoria del Petrarca (Padova). A fine campionato, vista la volontà di ridurre il numero di squadre in prima divisione da 72 a 36, il Treviso deve giocare le qualificazioni per il prossimo campionato, ma dopo aver battuto il Parma, viene sconfitto dal Derthona. Il Treviso disputa anche la prima edizione della coppa Italia, ma viene eliminato con una sonora sconfitta a Forlì contro il Forti e Liberi per 4-0.

1922/23

Il campionato successivo vede quindi il Treviso disputare il campionato di Seconda Divisione, girone E, e lo conclude al quinto posto (su 8 squadre): grande realizzatore è sempre Fadiga, che segna 7 gol in 14 partite. Il bilancio del Treviso è di 5 vittorie, 4 pari e 5 sconfitte, ma si prende il lusso di battere per 2 volte su 2 l’Edera Pola, assoluta dominatrice della stagione, e che contro il Treviso ha gli unici due stop della sua stagione: 3-2 nell’andata di Pola e 2-0 nel ritorno di Treviso.

1923/24

Il campionato 1923/24 vede la retrocessione del Treviso in Terza Divisione decretato dopo il sesto posto in campionato e lo spareggio con il Petrarca Padova: sconfitta 3-1 a Padova e pareggio per 1-1 a Treviso nel ritorno.

Pronta la reazione nel campionato successivo di terza categoria, che vide il Treviso vincere con due punti di vantaggio sul Pordenone.

Per la promozione in seconda per, c’è bisogno della vittoria delle finali, che si disputano in un girone a 4 squadre: Treviso, Bentegodi, Schio e Pordenone.

Il Treviso vince alla grande le finali (5 vittorie e un pareggio) e ritorna in seconda Divisione: prima promozione della storia del Treviso fbc, che nel frattempo ha cambiato presidente, con la guida della società in mano a Guglielmo Devidè.

1924/25

La squadra è allenata dal mitico ungherese Gyozo Laszlo, che è nel frattempo è anche un gran calciatore: 11 gol in 14 partite per lui, pur giocando in questa stagione in difesa.

Debutta in porta Gino De Biasi, portiere di cui sentiremo molto parlare nelle stagioni successive, visto che resterà ininterrottamente in maglia biancoceleste fino al 1941.

1925/26

E proprio sulla spinta della splendida stagione precedente, il Treviso coglie nel campionato 1925/26 (nuovo presidente Carlo Ancilotto) la sua seconda promozione di fila, arrivando secondo in Seconda divisione, a due soli punti dal Venezia che vince il campionato, e assieme al Treviso, al Gloria Fiume, all’Olympia Fiume e al Monfalcone, vengono promossi in Prima Divisione.

In questa stagione grande l’apporto degli stranieri: oltre al solito Laszlo (9 gol in 17 partite), il nuovo acquisto rumeno Dionisio Weisz realizza 11 gol in 19 partite.

Sono ben 11 le vittorie del Treviso in 20 partite: un’altra stagione trionfale.

1926/27

Nel 1926/27 altra bella stagione per il Treviso, che nel campionato di Prima Divisione, in un girone con squadre del blasone di Pro Patria (che vince il campionato), Atalanta e Triestina, il Treviso si piazza al quarto posto grazie a 7 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte.

Sugli scudi in questa stagione Laszlo, con 10 gol in 13 partite, ma soprattutto Marco Canotto, vicentino che realizza ben 12 gol in 18 partite, ma in questa stagione è tutta la squadra a giocare benissimo.

1927/28

Il campionato successivo vede un Treviso leggermente inferiore sul campo rispetto alla stagione precedente, e la squadra conclude al settimo posto.

In questa stagione c’è innanzitutto l’addio di Laszlo, e il nuovo allenatore è Lino Monaco, che in precedenza era stato anche presidente, e poi c’è l’esplosione di un giocatore che farà la storia dell’Inter, [[Giuseppe Viani|Giuseppe “Gipo” Viani], che realizzò 9 gol in 18 partite.

1928/29

Nel campionato successivo (1928/29), il Treviso, passato sotto la presidenza dell’onorevole Ottavio Frova, si piazza al decimo posto in un campionato di Prima Divisione a 15 squadre, subendo la sconfitta più larga della sua storia: Udinese-Treviso 8-1.

La squadra in questa stagione realizza 24 punti, frutto di 9 vittorie, 6 pareggi e 13 sconfitte, e cambia allenatore in corso: dopo le prime 16 giornate con l’ungherese Sandor Bohacs, la guida tecnica venne affidata a Giuseppe Visentin I.

1929/30

Nella stagione successiva nuovo cambio di presidenza, con Silvio Gemin che resterà alla guida fino al 1932.

La squadra è artefice di una bella stagione in Prima Divisione, conclusa al sesto posto (31 punti frutto di 11 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte) e subisce prima una pesante sconfitta a Ferrara per 6-1, poi realizza una larghissima vittoria per 9-0 contro la Mirandolese.

Grande stagione di Toni Bisigato che dopo gli 8 gol della stagione precedente, ne realizza ben 13 in questa.

Anni Trenta

1930/31

Nell’ottimo campionato 1930/31 il Treviso viene riaffidato alla guida di Gyozo Laszlo, e i risultati si vedono subito: quarto posto in campionato grazie a 11 vittorie, 10 sconfitte e 5 pareggi, e bomber Bisigato realizza la bellezza di 17 gol in 25 partite, confermandosi un’autentica macchina da gol.

C’è di nuovo però una situazione di difficoltà economica all’interno del club e vengono venduti dei pezzi pregiati nel mercato, tra cui anche quella di Bisigato che finisce al Bari e permette alla società di ripianare il bilancio; si tratta però solo di un arrivederci…

1931/32

Nel 1931/32 la direzione tecnica venne affidata a Gino Visentin II, che è anche capitano della squadra.

Il Treviso disputa un buon campionato, se contiamo le defezioni forzate del mercato, e si piazza al sesto posto con 27 punti (12 vittorie, 3 pareggi e 9 sconfitte).

A metà stagione cambia anche il presidente, dal cavalier Silvio Gemin al professor Domenico Calzavara.

Nella stagione successiva, continua l’alternarsi di presidenti al timone del Treviso: prima è Alberto Fregonese a condurre la società di Via Vittorio Emanuele, poi a fine campionato il dottor Guido Carisi lo sostituirà.

La squadra, guidata da Vicenzo “Sino” Migotti, disputa una stagione straordinaria, sfiorando la promozione in serie B, finendo a soli 5 punti dal Vicenza.

Nell’ottobre del 1932 scoppia però la grana dello stadio: l’Autorità Militare non vuole più concedere il Santa Maria del Rovere alla società.

Alla fine, grazie a delle pressioni del Podestà di Treviso, il Santa Maria del Rovere viene concesso al Treviso fbc fino a quando non sarà pronto un nuovo stadio.

Il nuovo stadio sarebbe quindi sorto tra via Siora Andriana del Vescovo e Rampa, e inizialmente venne denominato “Comunale del Littorio”, con una capienza di 8.000 posti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi anche la voce Stadio comunale del Littorio di Treviso

1933/34

Tessera del Treviso F.C., stagione 1933/34

Nella stagione 1933/34 il Treviso ripete il buon campionato precedente e si piazza quarto, a soli 4 punti dal duo di testa formato da Udinese e Pro Gorizia.

In quell’anno la nazionale Italiana di Pozzo si recò a Treviso per disputare un’amichevole contro il Treviso fbc, che vinse 1-0 con rete di Bozzolo.

1934/35

Nel 1934/35 con il geometra Carlo Biggi designato come Commissario della società, il Treviso disputa un’altra ottima annata in I divisione, piazzandosi quarto, e garantendosi l’ammissione al campionato di serie C, assieme alle altre prime 7 della classifica.

Ottima stagione per l’attaccante Pollini, che realizza 11 gol in 25 partite.

1935/36

L’allenatore è di nuovo Vincenzo Migotti, che in passato (anni ’20) era stato giocatore del Treviso.

La squadra si conferma ottima anche nella stagione successiva, la prima della nuova serie C, girone A, che conclude al quinto posto.

Il Commissario in questa annata è Sigfrido Buosi, e Pollini realizza 8 gol.

Il Treviso disputa anche la coppa Italia, che viene riproposto dopo 13 anni, ma viene nuovamente eliminato al primo turno dalla Pro Gorizia, che batte i biancocelesti per 2-1.

L’evento più importante di questa stagione è il cambio di denominazione della società: il 12 novembre 1935 si passa da Treviso F.B.C. a A.C. Treviso, per volere del Partito Fascista, che non vedeva di buon occhio le denominazioni straniere.

Come allenatore, il Treviso chiama Desiderio Herczha, di origine austriaca.

1936/37

Nella stagione 1936/37 l’allenatore diventa un altro straniero, l’ungherese Emerico Hermann, ed è di nuovo una stagione al vertice, conclusa con un secondo posto finale, a 7 punti dal Padova promosso in serie B, che il Treviso riesce a battere nel confronto del Tenni per 2-1, con reti di Visentin III e Cozzarin (capocannoniere con 9 gol), quest’ultimo gol a 5 minuti dalla fine.

Continua la maledizione della coppa Italia, dove il Treviso viene eliminato dalla Marzotto Valdagno, che batte il Treviso in trasferta per 2-1.

Nella stagione successiva si cambia presidente, e il successore di Buosiè il geometra Mario Capra, mentre è confermato nel ruolo di allenatore ungherese Hermann.

Il Treviso si conferma nella parte alta della classifica di serie C, vinta dalla Spal (che il Treviso batte al Tenni per 1-0 con una rete allo scadere di Visentin su rigore) con 45 punti, staccando di 5 punti il Vicenza, secondo, di 6 la Ponziana, terzo, e di 7 il Treviso, quarto.

In cattedra è sempre Umberto Visentin III, che segna 15 gol in 21 partite.

Visentin III è anche capitano della squadra, assieme a Bruno Bozzolo e Gino De Biasi, portiere che disputa tutte e 30 le partite di questa stagione.

Non fa più notizia la toccata e fuga del Treviso in coppa Italia, vista l’eliminazione sempre alla prima partita, questa volta ad opera del Vicenza che vince per 2-0.

1938/39

Nel 1938/39, il Treviso si supera e sfiora la promozione in serie B.

Il presidente di questa stagione è il geometra Mario Rachello; confermato invece il tecnico Hermann.

Il Treviso finisce secondo a 4 punti dall’Udinese, che viene così promosso in serie B.

Decisiva la doppia sconfitta nello scontro diretto (1-2 a Udine, 0-1 a Treviso).

Stagione comunque stratosferica della squadra: in porta sempre De Biasi, il quale viene premiato con una medaglia d’oro dal prefetto di Treviso per la sua carriera in maglia biancoceleste.

Il goleador della stagione e Antonio Maran II, neo-acquisto dallo Schio, che realizza 26 gol in 26 partite, con un solo rigore.

1939/40

Nel 1939/40, il Treviso chiude un decennio passato nei primi posti della classifica con un campionato in zona retrocessione, che il Treviso evita per 4 posti.

L’allenatore della stagione è Paolo Szalay, ungherese, che continua quindi la dinastia degli allenatori austro-ungheresi alla guida del Treviso.

Si cambia due volte presidente: a dicembre viene nominato Lino Monaco, che durerà fino alla nomina di Bruno Monti, cavaliere in carica dal gennaio 1940.

La stagione difficile è figlia del mercato estivo, attivo soprattutto in uscita, con le cessioni del bomber Maran II alla Reggiana e l’ala sinistra Appiani all’Atalanta.

Grossi investimenti nel vivaio quindi, e arriva a Treviso il bolognese Eros Roncareli, miglior realizzatore della stagione con 8 gol in 21 partite.

Il Treviso chiude al decimo posto il primo campionato con i numeri sulle maglie, proprio nell’anno dell’entrata in guerra dell’Italia (11 giugno 1940).

In coppa Italia finalmente il Treviso riesce a superare i primi due turni (contro Sacile e Marzotto), ma perde nuovamente a Vicenza per 5-1.

Anni Quaranta

1940/41

La stagione 1940/41 vede il Treviso nuovamente nelle zone alte della classifica.

È la prima stagione condizionata dalla guerra: l’allenatore Fadiga (ex giocatore biancoceleste) resterà alla guida della squadra per 6 partite, prima di essere trasferito con la Croce Rossa altrove; verrà sostituito prima da Umberto Visentin III, poi da Giuseppe Girani.

È la stagione dei ritorni e degli addii.

Ritorna a Treviso il centravanti Maran II, che realizza altri 14 gol in 27 partite, mentre dopo 18 stagioni Gino De Biasi lascia la maglia biancoceleste: le sue 328 presenze restano ancora un record imbattuto.

Si ritira anche Umberto Visentin III, dopo 5 stagioni e 46 gol in 149 presenze, settimo goleador di sempre in maglia del Treviso.

Il campionato è appassionatissimo, e il Treviso arriva quarto, a tre punti dalla Fiumana che viene così promossa in serie B; decisive per il Treviso, in modo negativo, le sconfitte alla terz’ultima e alla penultima giornata per 1-0 contro Ampelea e Pieris.

In coppa Italia, passato il primo turno dopo la vittoria per 2-0 contro il Belluno, la corsa del Treviso si ferma a Rovigo, dove la squadra di casa batte ed elimina il Treviso per 3-2.

1941/42

Buona anche la stagione 1941/42, chiusa al quinto posto.

Cambio di allenatore in corsa: la stagione viene iniziata da Giuseppe Girani, confermato dalla scorsa, che viene però sostituito prima dal "solito" Umberto Visentin III, poi da Vincenzo "Sino" Migotti. Capocannoniere della stagione è Cogo, che in 27 partite realizza 14 gol.

1942/43

Nella stagione successiva (1942/43), il Treviso sfiora per l’ennesima volta la prima storica promozione in serie B, sfuggita per un solo punto; alla fine a essere promossa sarà la Pro Gorizia.

In questa stagione, parecchi giocatori vengono richiamati alle armi, mentre i mattatori sono i due Bortoletto, Piero e Raoul, che realizzano rispettivamente 9 e 16 gol, con Poli altro grande protagonista (15 gol) del Treviso (guidato da Antonio Bisigato, allenatore-giocatore-capitano) che realizza la bellezza di 64 gol, ben 16 in più rispetto alla Pro Gorizia.

1943/44

Nel 1943/44 l’Italia è sempre più coinvolta nella seconda guerra mondiale, e Treviso ne risente moltissimo, visto il bombardamento del 7 aprile 1944 che causa oltre 1.450 morti. Sportivamente parlando, il bombardamento distrugge interamente l’archivio storico del Treviso, e causa un cratere nel campo di gioco e la distruzione della copertura della tribuna centrale.

Il Treviso disputa comunque il campionato regionale di Alta Italia, chiudendo al secondo posto il suo girone alle spalle del Venezia e rinunciando (assieme al Vicenza) alle finali, che furono disputate solo da Venezia e Verona. Ottima la stagione di Del Grosso che realizza 11 gol in 11 partite.

1945/46

Dopo una stagione di inattività, il Treviso riprende dalla stagione 1945/46 nel campionato misto di serie B e C, che chiude al sesto posto, esattamente a metà classifica. Il portiere è sempre Giuseppe Moro, che nel 1941 ha preso il posto di Gino De Biasi, come anche l’allenatore Bisigato, che però si è ritirato dal calcio. Nasce la figura del direttore sportivo. Il Treviso viene, grazie al sesto posto finale, ammesso per la prima volta nella sua storia al campionato di serie B.

1946/47

Una partita casalinga della stagione 1946/47

La prima stagione nella seconda serie nazionale è ottima. Il Treviso conclude al quarto posto, miglior risultato della storia del Treviso dopo l’ultimo posto nella stagione 2005/06 in serie A, a 8 punti dalla Lucchese, prima in classifica e promossa in serie A. Moro disputa la sua ultima stagione, mentre il mattatore è Eros Burattini, che in 24 partite realizza 17 gol. Su 40 partite, il Treviso ne vince 19, grazie alla direzione tecnica di Luigi Miconi prima, e Luigi Bozzolo poi.

1947/48

La stagione successiva (1947/48) è una stagione amara per il Treviso, che non riesce a confermare la sua partecipazione alla serie B.

In base alla riforma della lega, a fine campionato infatti, le 7 in testa alla classifica restano in serie B. Il Treviso, tredicesimo, assieme alle ultime 11, retrocede in serie C.

1948/49

L’allenatore in questa stagione è Enrico Colombari, che resta in carica per 24 partite, prima di lasciare spazio a Bruno Bozzolo.

Il Treviso torna dunque in serie C, ma la reazione è prontissima.

I biancocelesti, allenati dal grande Umberto Visentin III, arriva terzo a soli 4 punti dall’Udinese, promosso in serie B, che il Treviso riesce a battere sia all’andata (perentorio 3-0 a Udine) che al ritorno (1-0 al comunale).

Grande la stagione del neo-acquisto Alvaro Zian dalla Cremonese, autore di 21 gol in 35 partite, mentre a gennaio ritorna Burattini, che realizza 19 gol in sole 22 partite.

In difesa, ottima stagione del portiere Geatti e del difensore Favaro, mentre a centrocampo si fa valere Ruzza, che realizza anche 7 gol.

1949/50

La stagione 1949/50 è la stagione della svolta. Il Treviso dopo 25 anni vince un campionato, e torna trionfalmente in serie B.

Il presidente è sempre Bruno Monti, che investe molto per rinforzare la squadra, mentre in panchina sedie prima Jean Neu, poi dalla 26esima giornata lo sostituirà Antonio Bisigato.

Dalla Libertas Trieste arriva Giordano Persi che forma una coppia d’attacco formidabile con Alvaro Zian: 20 gol il primo, 22 il secondo.

Tra gli altri, ottimo il campionato del portiere Moretto, dei difensori Zorzi, Tremonti e Favaro e dei centrocampisti Bearzi e Pantaleoni.

Il Treviso ingaggia un duello entusiasmante con il Parma.

Chiude il girone di andata al secondo posto, e dopo qualche battuta d’arresto all’inizio del girone di ritorno, esonera il tecnico Neu, quando è al sesto posto in classifica.

Il finale di campionato è strepitoso: 10 vittorie, 3 pareggi e sole 2 sconfitte.

Il sorpasso al Parma si materializza proprio all’ultima giornata, alla vigilia della quale il Treviso è secondo in classifica a un solo punto dai ducali.

Il Parma però perde in casa della Luparense per 1-0, in un incontro abbastanza agevole sulla carta contro una squadra di bassa classifica, mentre il Treviso coglie l’intera posta in palio in casa del Marzotto Valdagno, dove passa per 3-0 con gol di Zian e doppietta di Persi.

Il sorpasso è compiuto proprio sul filo di lana: è di nuovo serie B, dopo soli 2 anni.

Anni Cinquanta

1950/51

Gli anni ’50 si aprono quindi con il ritorno in serie B. Si apre la grande epopea di Nereo Rocco, ex allenatore della Triestina, che sostituisce alla nona giornata Antonio Bisigato sulla panchina del Treviso, e ci rimarrà per tre grandi anni fino al 1953. Il Treviso parte con l’obiettivo della salvezza, che raggiunge con un po' di fatica vincendo l’ultima partita.

Persi e Zian, confermati in attacco, segnano 25 gol in due (14 il primo, 11 il secondo) e guidano la squadra la cui formazione tipo è: Pozzan; Realini, Cattozzo; Pavanello, Chiodi, Tremonti; Zian, Ruzza, Persi, Bonaretti, Vascellari.

Di prestigio è la vittoria ottenuta il 4 marzo 1951 al comunale contro la Spal, che vincerà poi il campionato ottenendo la promozione in A, in un incontro terminato per 2-0 con le reti, neanche a dirlo, di Persi e Zian.

1951/52

La rosa 1951/52. Rocco (allenatore), Zian, Padoan, Dozzo, Vascellari, Persi, Bonaretti, Aliprandi, Maronilli (massaggiatore), Moretto (accompagnatore). Seconda fila: Pavanello: Bearzi, Chiodi, Minozzi, Zorzi, Ruzza. Terza fila: Donzelli, Realini, Pozzan, Moretto, Cattozzo, Sari.

Nella stagione successiva il Treviso perde Zian, che va al Fanfulla; al suo posto, arriva Trapanelli dal Milan. Il Treviso, dopo una crisi societaria nel mese di luglio che però non porta cambiamenti a livello presidenziale ma solo a livello di consiglio direttivo, disputa un campionato memorabile, finito al sesto posto in coabitazione con il Piombino.

Si tratta di una serie B dal livello molto alto, con squadre come la Roma (al suo unico campionato cadetto della storia, battuta al comunale per 2-0 con reti di Bonaretti e Vascellari), il Brescia (battuta a Treviso per 1-0, marcatore Vascellari) e il Genoa.

Tra le altre partite memorabili di questa stagione, la vittoria nel derby col Venezia per 1-0 (marcatore Pavanello), i colpi esterni a Livorno (2-1, Persi e Vascellari) e nel derby di Verona (1-0, Persi), e la sconfitta di misura a Roma contro i giallorossi per 2-1, con il gol in extremis dei romanisti, dopo che il Treviso aveva trovato il pari con Pantaleoni III.

Persi è il miglior marcatore, con 15 gol in 35 partite, mentre Vascellari ne realizza 10 in 34.

Ultima annotazione: il Treviso chiude la stagione con zero sconfitte interne.

1952/53

L’estate 1952 è parecchio difficile per il Treviso, che per ripianare il bilancio (in rosso di 10 milioni) deve vendere diversi giocatori, tra cui il difensore Cattozzo al Bologna, il bomber Persi al Genoa e l’ala Vascellari, che non vuole rispettare il contratto.

Al loro posto, arrivano Marussi dal Valdagno, Scagliarini dal Marzotto e Badiali dal Cagliari.

La formazione tipo di quest’anno è: Geatti (Pozzan); Realini, Marussi; Pavanello, Chiodi, Mion; Scagliarini, Ruzza, Loschi, Badiali, Pantaleoni.

Il capocannoniere del Treviso in questa stagione è Scagliarini con 9 gol (in 26 partite), seguito da Loschi con 6 (in 17 presenze).

Il Treviso arriva nono, con 12 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte, ma riesce anche quest’anno a battere il vincitore del campionato, il Genoa per 2-1, con reti dell’ex Persi nel Genoa, ma Ruzza e Badiali ribaltano il risultato per il Treviso.

Questo è l’ultimo campionato di Nereo Rocco sulla panchina del Treviso, visto che non riesce a trovare l’accordo per il rinnovo.

Bruno Ruzza viene squalificato per tre anni per tentativo di corruzione in Padova-Catania.

1953/54

Il campionato 1953/54 vede il Treviso profondamente in crisi finanziaria, visto il passivo di trenta milioni di euro.

Il nuovo allenatore si chiama Guido Testolina, che viene però esonerato, e al suo posto viene dapprima chiamato il suo vice Busidoni, e poi Alfredo Bruno Notti.

La formazione base è simile a quella dell’anno precedente, con Donzelli al posto di Marussi, Paulinich al posto dello squalificato Ruzza, e Farina e Bodini che si alternano rispettivamente con Loschi e Badiali.

Il Treviso ha una stagione molto difficile, culminata con il terz’ultimo posto, a un solo punto dal Fanfulla che retrocede in serie C, grazie anche ai 5 punti di penalizzazione.

In attacco, Scagliarini e Bodini realizzano 8 e 5 gol, cioè più della metà delle reti della squadra.

Poco importa: il Treviso si garantisce il settimo campionato cadetto della sua storia.

Sarà però l’ultimo, almeno fino al 1997: il Treviso infatti nella stagione 1954/55 retrocede, finendo la stagione al penultimo posto, a un solo punto di distacco dal Verona.

1954/55

Nell’estate 1954 c’è il rientro di Persi, in cambio di Bodini al Livorno, mentre lasciano Treviso il difensore Mion (va alla Spal) e il centrocampista Pantaleoni, ma soprattutto il 1954 vede le dimissioni di Bruno Monti, dopo ben 14 anni di presidenza.

Persi però ha decisamente smarrito la via del gol, e la stagione non va come dovrebbe andare.

A farne le spese il nuovo allenatore Giacinto Ellena, che viene sostituito (senza migliorare la situazione) dal giocatore Paulinich.

Fatale è la sconfitta di Brescia all’ultima giornata, mentre il Verona batte l’Alessandria 4-0 e si conferma in serie B.

1955/56

Nella stagione 1955/56, il presidente Alfredo Grippo Belfi cerca aiuti economici, ma in molti gli girano le spalle.

L’allenatore è Marcello Vecchiet, mentre la formazione base è la seguente: Barluzzi (Pozzan); Caldana, Marussi; Tulissi, Palma, Cervato; Farina, Dozzo, Sega, Petris, Persi (Taffarello).

Petris è il miglior marcatore (8 reti), in una stagione dove il Treviso arriva al decimo posto, a soli 2 punti dalla zona retrocessione.

1956/57

Il campionato successivo, 1956/57, il Treviso subisce addirittura l’onta della retrocessione in IV Serie, finendo penultimo.

In questa stagione si alternano 3 allenatori (Felice Arienti, Alberto Marchetti e Arturo Silvestri), senza mai riuscire a trovare il bandolo della matassa.

Vanno via il bomber Petris e Chiodi, mentre arrivano Sperotto, Manzardo e Dal Pozzo.

A nulla servono i 9 gol di Mantovani, gli 8 di Manzardo e i 6 del sempreverde Persi, che dopo 6 stagioni, 174 presenze e 62 gol (secondo marcatore di sempre), viene ceduto definitivamente al Genoa.

In questa stagione disastrosa, c’è anche l’episodio dell’incidente stradale, con il pullman di ritorno dalla trasferta di Biella che va a sbattere contro un’autovettura.

Si torna quindi mestamente in IV serie.

1957/58

Fortunatamente però, la permanenza in Interregionale dura un solo anno, il tempo per finire la stagione al secondo posto alle spalle del Mantova, e essere promossi in serie C.

L’allenatore è sempre Arturo Silvestri, mentre la formazione della promozione è la seguente: Vecil; Corradi (Binda), Simoni; Sperotto, De Negri, Fornasarig; Mantovani, Magistrelli, Trinca, Bresolin, Manzardo.

I 5 in attacco sono devastanti; Mantovani (10 reti), Trinca (10 reti), Manzardo (9), Bresolin (6) e Magistrelli (4) giocano un calcio spettacolo, e si può quindi festeggiare il ritorno in terza serie con il pareggio a reti inviolate nella penultima giornata di campionato a Vittorio Veneto.

1958/59

Il campionato 1958/59 non è dei più entusiasmanti per il Treviso, che comunque, con l’ottavo posto finale, si assicura la permanenza nella categoria.

In porta è nel frattempo ritornato Barluzzi, mentre al posto di Simoni, De Negri, Bresolin e Manzardo ora ci sono Miglioranza, Cervato, Taffarello e Trevisan.

Mantovani e Trinca si mantengono sulle medie realizzative della scorsa stagione, con 9 e 8 gol rispettivamente, mentre si alternano due allenatori: Arturo Silvestri fino alla quattordicesima, poi gli subentra Enrico Radio.

Il Treviso si permette il lusso di battere i due vincitori del campionato, il Mantova e il Siena (che perderà lo spareggio promozione coi mantovani a Genova per 1-0), rispettivamente 2-0 e 1-0, sempre a Treviso.

1959/60

Il decennio si chiude con un altro campionato anonimo, quel 1959/60 concluso al quattordicesimo posto in classifica.

L’allenatore è sempre Enrico Radio, mentre vengono ceduti Cervato, Mantovani (per coprire il consueto disavanzo), Magistrelli e al loro posto vengono solitamente schierati Rigonat, Orio e Bressa.

Anche quest’anno però il Treviso si concede il lusso di battere la vincitrice del torneo, quella Pro Patria battuta al Comunale di via Ugo Foscolo per 1-0, con rete di Rigonat.

Capocannoniere del campionato biancoceleste è Taffarello con 6 reti.

Prima stagione come vice allenatore per Piero Bortoletto, che resterà con questa carica per ben 30 anni.

Anni Sessanta

1960/61

La stagione 1960/61 è di nuovo un campionato anonimo per il Treviso, che anzi, rischia addirittura di retrocedere in serie D, salvandosi per soli 2 punti e classificandosi al 12esimo posto.

Cambi durante la stagione sia per quanto riguarda l’allenatore (Radio viene sostituito alla tredicesima giornata da Petagna), sia per quanto riguarda la società: a fine campionato, Belfi lascia il posto al vice-presidente Luigi Tesser.

La nota positiva è la presenza di parecchi giovani in formazione, e quindi si cerca, con successo di ripianare il deficit di bilancio che da 100 milioni passa a 39 milioni.

Il conto viene pareggiato con la cessione di Bresolin al Milan.

1961/62

La stagione 1961/62 vede nuovamente Petagna sulla panchina del Treviso, ma resta in carica fino alla sconfitta di Saronno della diciannovesima giornata, quando viene sostituito da Marcello Vecchiet.

I buoni propositi di inizio stagione vengono nuovamente delusi, e il Treviso finisce al decimo posto.

La formazione tipo è: Soldan; Nicolè, Marcato; Spangaro, Mingardi, Dal Pozzo; Minto (Cecchetto), Baldo, Oderda, Rovatti, Zagatti.

1962/63

Nella stagione successiva (1962/63), il Treviso continua nelle sue stagioni di metà classifica in serie C, cosa che lo accompagneranno per quasi tutti gli anni 60. Il nuovo allenatore è il sergente di ferro Ruggero Salar, ma il Treviso ripete il risultato dell’anno prima, finendo al decimo posto.

Questa volta però il risultato viene accolto con entusiasmo, visto che il Treviso si salva agevolmente in una stagione in cui, secondo le previsioni, avrebbe dovuto lottare per non retrocedere fino all’ultima giornata.

1963/64

Salar allora viene confermato alla guida tecnica della squadra anche per la stagione 1963/64, che nell’estate vede le dimissioni del presidente Tesser. Al suo posto, il cosiddetto triumvirato, composto dal commendator Leopoldo Cantini, il professor Antonio Fabris e il ragionier Alberto Sembiante.

La squadra generata dal mercato è buona e si punta alla promozione, ma nelle prime dieci giornate il Treviso vince solo tre partite, e salta la panchina di Salar: al suo posto prima Bortoletto, poi dopo due partite tocca a Sergio Manente.

Il Treviso gioca quindi un girone di ritorno da primi posti, e chiude all’ottavo posto, miglior risultato eguagliato da quando è tornato in serie C.

La formazione base è la seguente: Alfieri; Sirena I, Marcato; Dal Pozzo, Secco, Panisi, D’Andrea, Valentinuzzi, Urban, Sartori, Magrini.

Il capocannoniere a fine stagione si rivela Urban, con 7 gol in 24 partite, mentre da notare l’acquisto dal Mogliano di Edy Sartori, il futuro presidente della rinascita del calcio Treviso nell'estate 2009, che gioca 27 partite realizzando 6 gol.

1964/65

In questa stagione lo stadio viene dedicato a Omobono Tenni, motociclista scomparso in Svizzera nel 1948.

Sergio Manente resta in carica anche per la stagione 1964/65, che il Treviso conclude nuovamente all’ottavo posto.

Da segnalare l’acquisto del centravanti Giuseppe Galtarossa dal Padova, che dopo i 6 gol di questo campionato (secondo marcatore dietro Volpato, 7 reti), sarà ininterrottamente capocannoniere del Treviso per le tre stagioni successive.

Il Treviso si prende il gusto di battere alla seconda giornata il Novara che stravincerà il campionato, per 2-1, con autorete del portiere piemontese Lena e sigillo di Urban a 20 minuti dalla fine.

1965/65

La stagione 1965/66 è una delle migliori del Treviso in questi anni.

La squadra si laurea infatti campione di inverno, ma un girone di ritorno assolutamente deludente la “condanna” al quinto posto finale, a 8 punti dal Savona promosso in serie B.

La formazione base è la seguente: Zabeo; Sirena II, Marcato; D’Andrea, Secco, Spangaro (Bressan); Galtarossa, Zanardello, Volpato, Urban, Simonato.

1966/67

La stagione successiva (1966/67) vede il Treviso dei giovani realizzare un grande campionato, finendo terzo alle spalle delle due corazzate Monza e Como (che il Treviso riesce a battere per 2-1, con rete di Simonato e autorete di Carmignani), riuscendo a superare in classifica una formazione del calibro dell’Udinese.

Il Treviso in questa stagione ha la media di età più bassa di tutti i campionati professionistici (A – B – C): 21 anni.

Volpato e Urban, vengono ceduti rispettivamente a Napoli e Foggia, ma i giovani reclutati dai settori giovanili del trevigiano li sostituiscono alla grande.

Ecco la formazione tipo: Zabeo; Bellina, Zahtila; D’Andrea, Bressan I, Busatta; Galtarossa, Spangaro II, Fava, Zanardello, Simonato.

L’allenatore è sempre Sergio Manente, il suo vice sempre Piero Bortoletto.

1967/68

Nella stagione successiva, il 1967/68, l’evento è lo scudetto vinto dalla formazione juniores, che nella finale di Roma batte il Giulianova 3-1 ai rigori e si laurea campione d’Italia.

La prima squadra non riesce a ripetere il bel campionato precedente, e finisce al dodicesimo posto.

Il mercato vede le solite cessioni dei giovani che hanno fatto bene la stagione precedente, rimpiazzati dai giovani rampanti provenienti dall’ottimo settore giovanile, e il titolo nazionale della juniores conferma questa tesi.

La squadra disputa un ottimo girone di andata, concluso al quarto posto, ma prima l’infortunio a Bressan (stagione finita), poi la squalifica per ben 6 turni a Galtarossa, porteranno alle 6 sconfitte consecutive che faranno precipitare la squadra a metà classifica.

1968/69

La stagione 1968/69 vede due cambiamenti, uno per quanto riguarda l’allenatore, l’altro per quanto riguarda il presidente, o consiglio di reggenza.

Dopo 5 anni, Manente non è più l’allenatore del Treviso: lo sostituisce Luigi Radice, che 6 anni dopo farà vincere il settimo scudetto al Torino. Ildebrando Stefanelli subentra a Leopoldo Dantini nel ruolo di Premier e Commissario Straordinario.

La stagione è ottima, e il Treviso la conclude al quarto posto.

Il mercato vede il Treviso, diversamente dagli anni passati, più attivo sul fronte acquisti: i due attaccanti acquistati, Goffi (pagato ben 26 milioni dal Padova) e Magistrelli (dall’Alessandria), realizzano rispettivamente 8 e 11 gol.

Si ripete la storia del campionato precedente, con un girone di andata strepitoso (secondo posto) e un girone di ritorno così-così, che comunque consente alla squadra di concludere meglio rispetto alla stagione passata.

La formazione base è: Casagrande; Sirena I, Paladin; Zahtila, Bellina, Alberti; Magistrelli, Spangaro II, Goffi, Zambianchi, Cei.

1969/70

Nella stagione successiva (1969/70), il Treviso, se possibile, fa ancora meglio.

Il nuovo allenatore è Tino Molina, mentre la squadra è praticamente la stessa dell’anno precedente, se si eccettua il portiere Casagrande, passato al Torino, rimpiazzato da Piccoli del Verona.

La squadra disputa un grande campionato, e lo finisce al terzo posto, a 6 punti dalla vincitrice Novara, e a 2 dal Lecco.

Sugli scudi Goffi, che realizza 12 gol in 37 partite e Cei, 8 gol in 33 partite, ma è tutta la squadra a giocare un calcio spettacolare.

Il derby perso a Padova alla quint’ultima giornata spezza gli orizzonti di gloria dei biancocelesti, che però nella giornata successiva si permettono di battere in rimonta il Lecco per 2-1, con gol dei soliti Goffi e Cei.

Anni Settanta

1970/71

La stagione 1970/71 risente della delusione per la mancata promozione dell'anno precedente.

L'allenatore Tino Molina si dimette per motivi di lavoro, e al suo posto vengono chiamati Oscar Massei in panchina (ex Trevigliese) e Renato Cavalleri come General manager.

Vengono ceduti il portiere Piccoli al Modena, l'attaccante Goffi al Lecco e il centrocampista Galtarossa alla Mestrina.

Al loro posto, arrivano il portiere Storto dalla Mestrina e gli attaccanti Pedroni dal Lecco e Perego dal Monza.

Proprio questi ultimi due formano una discreta coppia di attacco, e realizzano 6 gol a testa.

Il cammino del Treviso però è assolutamente altalenante.

Parte male (2 sole vittorie nelle prime 11 partite), poi si riprende, totalizzando 13 punti nelle successive 7.

Le 5 sconfitte in 7 partite a cavallo tra girone di andata e ritorno portano all'esonero di Massei, che lascia spazio all'allenatore-giocatore Magistrelli.

Il Treviso si riprende e chiude il campionato al nono posto con 39 punti, frutto di 15 vittorie, 9 pareggi e 14 sconfitte.

Alla ventinovesima giornata, grande vittoria nel derby del Penzo contro il Venezia, 1-0 gol di Perego.

1971/72

La stagione successiva (1971/72) è disastrosa.

Vengono confermati Magistrelli come allenatore e Cavalleri come General manager.

In attacco arrivano Osellame dal Montebelluna e Trombini dal Catania, mentre per sopperire alla traumatica partenza di Colusso al Modena, viene ingaggiato Palù dalla Massese.

Il Treviso parte bene, e nelle prime 7 giornate totalizza 2 vittorie e 5 pareggi.

Poi il blackout fatale, con 14 partite senza vincerne una.

Si ritorna a vincere nel derby del Penzo, con il gol dell'1-0 di Mazzon al novantesimo, ma è solo un fuoco di paglia, visto che il Treviso nelle restanti 16 partite riesce a vincere solo 4 volte, perdendo l'ultima sfida, decisiva, in casa col Legnano, già salvo da tempo: è retrocessione in serie D.

A nulla è valso il cambio in panchina con Cavalleri che affianca Magistrelli dalla ventottesima giornata in poi.

1972/73

Si ricomincia quindi dalla IV serie.

Come allenatore viene richiamato Tino Molina, e vengono confermati parecchi giocatori dalla precedente stagione, e vengono acquistati l'attaccante 20enne del Piacenza, De Bernardi, i centrocampisti Volpato dal Monza e Zambianchi dal Trento.

Si spera in un pronto ritorno in serie C, ma le prime 8 giornate sono un disastro, che il Treviso pagherà a fine stagione: solo 7 punti sui 16 disponibili.

L’andamento è altalenante per tutto il girone di andata, che il Treviso termina al quinto posto.

Il girone di ritorno è ottimo, il Treviso è primo come rendimento (11 vittorie, 5 pareggiate e 2 perse), ma il distacco dall’Union ChioggiaSottomarina è pressochè incolmabile, e alla fine i biancocelesti terminano il campionato con un buon secondo posto, a 8 punti dalla capolista, promossa in serie C.

Il neo-acquisto De Bernardi è il capocannoniere, con 8 gol in 24 gare, mente il difensore Alberti disputerà tutte e 34 le partite di questa stagione.

1973/74

La stagione 1973/74 è molto simile alla precedente, ma solo a gironi invertiti.

Confermato il tecnico Molina (e ovviamente Piero Bortoletto al suo fianco come suo vice), vengono effettuati pochi acquisti ma mirati: il portiere Da Ros dalla Marenese, il difensore Schugur dal Sandonà e il centravanti Turola dall’Adriese.

Il girone di andata, come accennavamo in precedenza, è stratosferico: su 17 partite, il Treviso ne vince 12, ne pareggia 4 e ne perde 1 sola.

Sembra il preludio al ritorno in serie C, ma lo scontro diretto della prima giornata di ritorno al Tenni con la Mestrina (record d’incasso con quasi 15 milioni di lire e 8.000 paganti), che il Treviso conduce 1-0 fino a 10 minuti dalla fine, termina in pareggio.

Il girone di ritorno si dimostra un incubo, e il Treviso nelle prime 14 partite riesce a vincerne solo 2.

Raccoglie poi 5 punti nelle 3 partite ma ormai la frittata è fatta: la Mestrina infatti vince il campionato con 4 punti di vantaggio sul Treviso, nuovamente secondo, ed è promossa in C.

Non basta un attacco mitraglia ai biancocelesti: De Bernardi realizza 14 gol, Scheda 8, Zambianchi e Turola 5 e la squadra alla fine risulta quella più prolifica in fase offensiva del campionato.

1974/75

Non basta però per il ritorno in serie C, e il Treviso lancia una nuova sfida nella stagione 1974/75, che vede in panchina il promettentissimo allenatore Massimo Giacomin.

Vengono acquistati Spreggiorin dal Malo, Cusinato dal Cittadella, Pasinato dall’Olimpia Cittadella e De Biasi dal Vittorio Veneto.

Il Treviso disputa un ottimo girone di andata, e le avversarie quest’anno si chiamano Adriese e Triestina.

I primi vengono regolati all’ultima giornata di andata, con un 2-0 al Tenni firmato da De Bernardi e Zambianchi; i secondi invece vengono regolati da una doppietta di Spreggiorin alla sesta di ritorno (2-1 il risultato finale) e il Treviso viene promosso in serie C, con 3 punti di vantaggio sull’Adriese e 6 sulla Triestina, grazie a 19 vittorie, 11 pareggi e 4 sconfitte.

La formazione base è: Da Ros, Tomasini, Schugur, Colusso, Pasinato, Frandoli, De Bernardi, Zambianchi, Musiello, De Biasi, Osellame.

De Bernardi realizza 18 gol, capocannoniere assoluto e il Treviso è ampiamente (e nuovamente) miglior attacco del campionato; da sottolineare anche I 9 gol di Osellame e le 34 presenze su 34 di capitan Zambianchi.

1975/76

Si torna in C dopo 3 anni quindi, e la panchina lasciata vuota da Giacomini (diretto a Udine), viene occupata da Gianni Mialich, ex allenatore del Montebelluna.

La formazione è praticamente identica all’anno precedente, e il campionato è ottimo.

Il Treviso termina la stagione 1975/76 con un ottimo quinto posto finale con 43 punti, mettendosi alle spalle squadre come Udinese, Venezia e Padova.

La coppia d’attacco De Bernardi-Osellame realizza 20 gol (8 il primo, 12 il secondo).

1976/77

La stagione 1976/77 vede Bruno Fornasaro nuovo tecnico della formazione biancoceleste, che accoglie tra le sue fila l’attaccante Marchini proveniente dal Conegliano, il centrocampista Stefanelli dal Foggia, e i difensori Fellet dal Chieti, Tesser e Zavarise dal Montebelluna.

Il Treviso disputa un campionato se possible ancora migliore del precedente, vince entrambi i derby sia con il Venezia (3-1 al Tenni con doppietta di De Bernardi e gol di Salati e 2-1 al Penzo con gol di Fellet e sempre del solito De Bernardi) che con il Padova (doppio 1-0 con Pasinato e Marchini marcatori), e alla fine si classifica al terzo posto con 48 punti, alle spalle di Cremonese (prima con 55 punti ma battuta al Tenni nel retour-match per 1-0 con autorete di Pardini) e Udinese (seconda con 51).

Nonostante il grande campionato, la società è in cattive acque (si parla di un debito di quasi 500 milioni di lire) il presidente Archiutti viene pesantemente contestato dalla tifoseria nell’ultima partita di campionato in casa con il Bolzano, in quanto a detta dei tifosi (che scavalcano le recinzioni e organizzano un sit-in in mezzo al campo, ritardando l’inizio della partita di 8 minuti) non aveva indetto l’assemblea dei soci; in seguito si dimetterà, e al suo posto viene preso prima dal Conte Francesco Foscolo, successivamente da Luigi Palla.

1977/78

La squadra, nella stagione 1977/78, perde pezzi importanti come il portiere Gregoriutti, il difensore Zavarise e l’attaccante De Bernardi.

Al loro posto vengono prelevati il portiere Riccarand dal Torino, il difensore Michelazzi dal Monza, I centrocampisti De Poli dal Cittadella e Fava dal Lecce e l’attaccante Zandegù dal Lecco, mentre in panchina resta sempre Fornasaro.

Il campionato è nuovamente buono, e il Treviso si piazza al sesto posto, grazie a 14 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte.

Il capocannoniere è Zandegù con 11 centri, ma quello che stupisce più di tutti è Petta, arrivato a novembre, e che in sole 17 partite realizza ben 10 gol.

Il Treviso affronta anche il torneo Anglo-Italiano, perdendo a Nuneaton contro i locali per 2-0, poi per 2-1 a Bangor city; infine batte il Minehead a Treviso per 2-1, prima di arrendersi sempre al Tenni al Bath City per 2-0.

1978/79

La stagione 1978/79 è una tra le più sofferte della storia del club.

Partiamo col dire che si tratta del primo campionato che vede la divisione della serie C in serie C1 e serie C2; il Treviso, grazie al quinto posto della stagione precedente, è ammesso in C1.

In panchina c’è Romano Mattè, che viene esonerato dopo 8 giornate, lasciando posto prima a Piero Bortoletto, poi dopo una giornata a Caro Soldo.

Gli acquisti principali sono: il portiere Eberini e il terzino Soro dall’Albiese, il difensore De Cian dal Belluno, il libero Mayer dal Lecce e l’attaccante Giavardi dal Lecco.

La partenza, come si può immaginare visto il precoce esonero di Mattè, è traumatica: il Treviso nelle prime otto giornate non riesce mai a vincere.

Poi, con Soldo in panchina la situazione lentamente migliora, e il Treviso riesce ad arrivare decimo, salvandosi con 3 punti di vantaggio sul Trento, quart’ultimo e retrocesso in C2 assieme al Padova (sconfitto per 6-0 in un epico derby al Tenni), Spezia e Modena.

La formazione base è: Eberini: Fiore, Soro; Mayer, Zavarise, Michelazzi; Zandegù, De Poli, Fava, Colusso, Giavardi.

Il capocannoniere della stagione è Zandegù con 10 reti in 31 partite.

1979/80

Gli anni 80 si chiudono con un altro decimo posto nella stagione 1979/80, ma questa volta sicuramente migliore del precedente, visto che il Treviso chiude con 12 vittorie, altrettanti pareggi e 10 sconfitte.

Sulla panchina biancoceleste siede Gianni Rossi, assieme ovviamente al grande Piero Bortoletto, mentre c’è da segnalare la dipartita di Francesco Foscolo dalla società.

Sul fronte del mercato, arrivano il difensore Battoia dall’Udinese (pagato la bellezza di 70 milioni di lire), l’attaccante Parlato e il difensore Betta dal Trento (pagati oltre 100 milioni), il centrocampista Dragoni dalla Solbiatese, il difensore Nuti dal Chieti, il centrocampista Conforto dal Chieti, i centrocampisti Niero e Foscarini e l’attaccante Fantinato dal Montebelluna.

L’11 di base è composto da: Mattarollo; Michelazzi, Battoia; Dragoni, Nuti, Donà; Zandegù (Foscarini), Conforto, Rombolotto, Scarpa (Colusso), Niero.

Il capocannoniere è Rombolotto con 5 reti in 21 presenze.

Anni Ottanta

1980/81

Il Treviso inizia il nuovo decennio confermando il panchina Gianni Rossi e buona parte della formazione titolare. Partono solo Zandegù (Triestina) e Donà (Varese); al loro posto gli attaccanti Beccaria dal Chieti e Cozzella dal Cassino, e il difensore Moz dal Vittorio Veneto.

Il campionato, il primo sotto la presidenza Mansi, è sorprendete e il Treviso sfiora la promozione, finendo al sesto posto con 38 punti, frutto di 13 vittorie, 12 pareggi e 9 sconfitte.

I tre attaccanti che si alternano come titolari, sono molto profilici: Beccaria realizza 9 gol, Rombolotto 6, Cozzella addirittura 14, e il Treviso a fine campionato ha il secondo attacco del campionato.

1981/82

Rossi viene confermato per il terzo anno consecutivo sulla panchina del Treviso, e la squadra nella stagione 1981/82 realizza l'ennesimo buon campionato.

In estate, il presidente Mansi compie una mini-rivoluzione, e i migliori due marcatori della passata stagione, Beccaria e Cozzella, lasciano Treviso, per andare rispettivamente al Rende e all'Udinese. Il Treviso perde anche i due difensori Michelazzi (va al Ravenna) e Battoia (svincolato); inoltre il centrocampista Foscarini finisce all'Atalanta. Vengono acquistati il portiere Violini (dal Chieti), i difensori Mosconi (dal Cesena) e Dozzi (dalla Paganese), i centrocampisti Sassanelli (dal Chieti) e Mimmo Di Carlo (dal Cassino), mentre l'attacco viene rinforzato con Pietropaolo dalla Sanremese e Tolio dalla Salernitana.

Il Treviso finisce decimo nel campionato di C1 con 31 punti, e si permette il lusso di battere 1-0 con rete di Pietropaolo il Monza, che a fine campionato arriverà secondo e assieme all'Atalanta verrà promosso in serie B.

La formazione base è: Violini, Dozzi, Mosconi, Colusso, Nuti, Niero, Conforto, Di Carlo, Pietropaolo, Sassanelli, Tolio. In questa stagione sono ben 3 i migliori marcatori per la squadra biancocelesti, con 5 gol: Nuti (che realizza 5 rigori), Conforto e Pietropaolo.

Questa è anche la prima stagione in cui verrà introdotta la possibilità di esibire sulla maglie di gioco una scritta pubblicitaria. Per il Treviso il primo sponsor sarà i "Magazzini Pellizzari Vedelago".

1982/83

Nella stagione 1982/83, il Presidente Mansi è costretto a sostituire Rossi in panchina (divergenze salariali, si trasferisce a Venezia) con Vasco Tagliavini, ex giocatore dell'Inter e allenatore per ben 6 stagioni della Triestina, mentre il nuovo direttore sportivo è Salvatore Fiore, che prende il posto di Alberti, nuovo ds del Padova. Come al solito, il Treviso non naviga nell'oro e deve cedere per riuscire ad andare avanti. Il portiere Violini finisce al Palermo, Mosconi alla Paganese, Colusso al Venezia, Scarpa alla Cavese, Pietropaolo ritorna alla Sanremese, Tolio all'Abano. In porta arriva Santucci dal Fano, in difesa Piccini dal Centro del Mobile mentre Zavarise che ritorna dal Pordenone; il centrocampo viene rinforzato con Arzeni dal Matera, Bergamaschi dal Verona, D'Oriano dal Milan e Franca dal Prato. In attacco c'è l'acquisto di Trevisan dal Grosseto e di Rondon dal Taranto. Proprio quest'ultimo è autore di una stagione favolosa, nella quale realizza 16 gol in 33 presenza; quasi un gol ogni due partite.

La formazione base, di un Treviso che, autore di 33 punti, conferma il decimo posto dell'anno precedente è la seguente: Santucci, Dozzi, Piccinin, Arzeni, Zavarise, Nuti, Bergamaschi (D'Oriano), Sassanelli (capitano), Trevisan, Franca, Rondon.

La squadra manca il sesto posto raggiunto dal Parma per un solo punto; sesto posto che avrebbe permesso la partecipazione alla Coppa Italia di A e B. A gennaio 1983, Mansi lascia la presidenza: il suo posto viene preso temporaneamente da Ciano Donadon, agente di commercio, che guiderà la squadra per tre anni esatti.

1983/84

Nella stagione 1983/84 vi sono due nuovi cambi nell'area tecnica: via l'allenatore Tagliavini e il diesse Fiore, dentro l'allenatore Franco Fontana, brianzolo e la bandiera Domenico Zambianchi come direttore sportivo. Vengono ceduti il bomber Rondon al Vicenza, Santucci all'Ancona, Arzeni al Modena, Piccinin alla Triestina, Dozzi alla Torres, Sassanelli al Matera, mentre Di Carlo rimane al Como. Arrivano nella Marca il portiere Memo e l'attaccante Tirapelle dalla Paganese, il difensore Grezzani dalla Ternana, il centrocampista Moneta dal Pergocrema e gli attaccanti Cambiaghi dal Brescia e Di Nicola dalla Pro Patria.

Il Treviso finisce 11° nel suo sesto campionato consecutivo di C1, con 32 punti. È però decisivo nella corsa promozione, visto che blocca con 2 pareggi il Vicenza, che perde la promozione in serie B a discapito di Parma e Bologna, per un solo punto.

La formazione base è: Memo, Grezzani, Zavarise, Moneta, Niero, Nuti, Tirapelle, Bergamaschi, Cambiaghi, Franca, Di Nicola. Il tridente Tirapelle-Cambiaghi-Di Nicola è molto profilico e i 3 attaccanti realizzano 7 gol a testa.

1984/85

Nell’estate 1984, il Treviso vede incassare l’addio di mister Fontana; il presidente Donadon, con l’aiuto del diesse Zanbianchi, ingaggia il goriziano Edy Reja, allenatore promettentissimo.

Il Treviso cede il difensore Nuti alla Torres, i centrocampisti Franca al Pordenone e Bergamaschi libero, gli attaccanti Cambiaghi al Brescia e Di Nicola alla Pro Patria; acquista i difensori Nardi dal Cesena e Pizzolon dal Veneziamestre, I centrocampisti Di Carlo (di ritorno dal Como), Biasin dal Monza e Rossi dal Monza, mentre salgono alla ribalta tanti giovani del settore giovanile, come i centrocampisti Gava e Zanatta.

La squadra però ha una stagione disastrosa, totalizza 22 punti in 34 partite, e retrocede mestamente, finendo all’ultimo posto.

Nel frattempo se n’è andato il diesse Zambianchi, rimpiazzato da David.

1985/86

La stagione 1985/86 vede quindi il Treviso ai nastri di partenza della C2, per la prima volta nella sua storia.

Cambio in panchina: arriva Ivan Romanzini, ex primavera del Padova. Partono il portiere Memo (destinazione Spal), il difensore Grezzani (libero), i centrocampisti Gava (Torino) e Biasin (Monza), e l’attaccante Niero (Conegliano). Arrivano invece i difensori Casagrande dal Vittorio Veneto e Marcato dalla Miranese, i centrocampisti Meneghetti dal Padova e Manzin dal Padova e l’attaccante Morucci dal Torino.

La squadra parte bene, poi però ha una flessione, e mister Romanzini il 24 febbraio presenta le dimissioni, che vengono però respinte dal Presidente.

La squadra finisce al decimo posto, con 33 punti in 34 partite, Morucci realizza 6 gol.

La formazione base è la seguente: Pierobon; Moneta, Zavarise; Casagrande, Marcato, Mantovani; Meneghetti, Zanatta, Berto, Manzin (Di Carlo), Morucci.

1986/87

Nell'estate 1986 avviene un fatto che potrebbe cambiare la storia del Treviso: la società viene ceduta a Massimo Zanetti, ricco patron della Segafredo Caffè, e l'obiettivo annunciato è quello del ritorno in C1; la presidenza è però affidata a Marco Negromanti-Tini, mentre il direttore generale è Sandro Vianello; l'allenatore è sempre Ivan Romanzini.

La campagna acquisti è di quelle importanti: il diesse Zambianchi cede Pierobon al Conegliano, Meneghetti al Padova, Morucci al Torino, Di Carlo al Vicenza, Moneta alla Pievigina, Berto allo Jesolo e Manzin alla Pro Vercelli.

Vengono acquistati il portiere Baccari dal Giorgione, i difensori Castioni dal Trento, Ramponi dalla Centese e Renna dal Forlì, i centrocampisti Aimo dall'Ospitaletto e Schincaglia dal Vicenza, e gli attaccanti Buffone dal Messina e Cardillo dalla Lodigiani.

Il Treviso parte col freno a mano tirato, e nelle prime 4 partite totalizza solo tre pareggi; nelle successive otto invece c'è un inversione di tendenza, con 4 vittorie e 4 pareggi, ma si tratta solo di un fuoco di paglia, visto che l'andamento della squadra è altalenante e i biancocelesti chiudono al settimo posto, distanti ben 8 punti dal Pavia, secondo in classifica e promosso in C1.

La formazione base è: Baccari; Casagrande (Ramponi), Castioni; Mantovani, Marcato, Renna; Zanatta, Aimo, Buffone, Schincaglia, Piovanelli (Cardillo).

Il capocannoniere è Buffone, che in 29 partite realizza 9 gol.

1987/88

Domenico Zambianchi, presidente del Treviso Calcio dal settembre 1987 al marzo 1988

Il mezzo fallimento della stagione precedente ha lasciato il segno, e il 25 agosto 1987, dopo un mercato tutto sommato all'altezza (ceduto Marcato al Piacenza, Ramponi e Mantovani alla Centese, Zanatta all'Opitergina e Piovanelli al Poggibonsi, mentre al loro posto vengono ingaggiati il portiere Bacchin, i difensori Ibba e Serra dal Carbonia, Stacul dall'Udinese, i centrocampisti Biancuzzi dal Montebelluna e De Biasi dal Vicenza) Zanetti regala la società al diesse Zambianchi, garantendo una sponsorizzazione per la stagione in corso.

La situazione però è critica: Zambianchi chiede aiuti agli imprenditori, ma senza risultati concreti, e il 28 gennaio, viene inoltrata istanza di fallimento; viene attivato un azionariato popolare, ma è insufficiente; ma quando tutto sembra perduto ecco che entra in scena Dino De Poli (presidente della Cassamarca), che salva club e titolo sportivo.

La presidenza passa da Zambianchi a Edy Sartori; in tutto questo marasma la squadra (guidata dal mister Elvio Salvori), che nel frattempo si era rivolta all'AIC per salvaguardare i propri diritti, si salva con due giornate d'anticipo, ma soprattutto si toglie una grande soddisfazione, andando a espugnare il Baracca di Mestre, vincendo il derby col Veneziamestre, squadrone allestito da Zamparini (che a fine anno sarà promosso in C1), per 1-0, con rete di Buffone, che a fine anno sarà di nuovo capocannoniere con 9 gol.

1988/89

La stagione 1988/89 inizia con Dino De Poli, che viene affiancato dalle "Sette Stelle", una sorta di azionariato di imprenditori composto, tra gli altri, da Ronny, Piavato, Guaraldo e la Faram.

Sartori ingaggia Agnoletto come nuovo allenatore, proveniente dal Sandonà.

Vengono ceduti Aimo al Modena, Schincaglia al Giarre, Buffone al Baracca Lugo, Cardillo alla Lodigiani, Biancuzzi al Giorgione, Bacchin alla Fiorentina, Piovanelli e Mantovani al Tombolo e Ibba e Serra all'Olbia; vengono acquistati il portiere Raveane dal Bassano, i difensori Striuli e Morao dal Sandonà, Iacuzzi dallo Schio, i centrocampisti Seno dalla Pievigina e Strukelj dalla Reggiana, l'attaccante Bressan dal Giorgione.

Agnoletto rimane sulla panchina per sole 5 giornate, nelle quale la squadra totalizza solo tre punti, e viene richiamato Franco Fontana (già a Treviso nella stagione 1983/84) che conclude il campionato salvando la squadra alla penultima giornata.

La formazione base è la seguente: Raveane; Morao, Iacuzzi; Ghedini, De Biasi, Intropido; Baratto, Zanuttig (arrivato a novembre dal Veneziamestre), Bressan, Seno, Salamone.

Il Treviso chiude al dodicesimo posto, mentre Bressan è il capocannoniere della squadra con 5 gol.

1989/90

La stagione 1989/90 è universalmente riconosciuta come una delle più belle della storia del Treviso.

In estate, Domenico Zanini rileva la società e ingaggia come allenatore Francesco Guidolin, rampante tecnico proveniente dal Giorgione.

Vengono ceduti Intropido all'Oltrepò e De Biasi al Bassano, mentre arrivano i difensori Babuin dalla Reggina, Fantinato dal Martellago e Salvalajo dal Giorgione, il centrocampista Mantovani dal Veneziamestre, Lenisa dal Conegliano e Pillon dal Giorgione e gli attaccanti Capuzzo dal Caerano e Calamai dalla Fiorentina.

Il Treviso gioca un calcio spettacolare, e solo un rendimento deficitario fuori casa (2 vinte, 6 pareggiate e ben 9 perse) gli impedisce di ottenere la promozione in serie C1.

La formazione base è la seguente: Raveane; Morao, Fantinato; Pillon, Salvalajo, Lenisa; Calamai, Seno, Capuzzo, Mantovani, Strukelj.

Capuzzo è capocannoniere con 10 gol, mentre Seno ne realizza 8.

Anni Novanta

1990/91

Nell'estate 1990, Guidolin se ne va al Fano, e Biason, vicepresidente, propone Cavasin come allenatore, che viene così ingaggiato da Zanini.

Vengono ceduti Strukelj all'Arezzo, Babuin alla Reggina, Seno al Como, Capuzzo alla Pievigina, Raveane al Belluo; vengono ingaggiati il portiere Turci e il libero Pedroni dalla Cremonese, il difensore Mayer dal Sandonà, il centrocampista Gheller e l'attaccante Visentin dalla Reggina, l'attaccante Toffoli dal Francavilla.

Il girone di andata è pessimo, e la squadra lo conclude al terz'ultimo posto; così, dopo due giornate del girone di ritorno, Cavasin viene esonerato; al suo posto Fogli che si dimetterà dopo tredici giornate e soli 7 punti conquistati; chiude la stagione Gianni Bortoletto, che traghetta la squadra all'ultimo, desolante posto in classifica, a ben 8 punti di distanza dalla zona salvezza.

Il capocannoniere è Toffoli con 7 reti.

1991/92

Nella stagione 1991/92 si torna in serie D dopo 16 anni e lo scenario è chiaramente diverso rispetto all'ultima apparizione: il campionato ora è dilettantistico e si chiama Interregionale. Zanini si affida ora all'allenatore Filippi e al diesse Salvi, che opera un autentica, confermando il solo Salamone e acquistando i difensori Tardini dalla Vis Pesaro, Bignone dalla Sambenedettese e Biasi dalla Battipagliese, i centrocampisti Bonfante dallo Schio e Cianci dall'Empoli, e gli attaccanti Barbuti dalla Rondinella e Barbarossa dal Carpi; per il resto, tutti giovani del vivaio.

L'inizio è sconvolgente: il Treviso viene sconfitto dal Santa Lucia per 2-1 al Tenni, e nelle prime 12 partite ne perde 5, pareggiandone 6 e vincendone solo 1; il cambio di allenatore è inevitabile, e Filippi lascia il posto a Francesco Feltrin. La squadra inverte la rotta e chiude il campionato in tranquillità al nono posto, e il Treviso in questa stagione ha il terzo miglior attacco del campionato con 38 gol, 12 dei quali segnati da Barbuti, 9 da Salamone e 5 da Bonfante.

1992/93

Treviso campione della Coppa Italia di serie D
Questi i risultati della favolosa cavalcata degli uomini di Rocchi:
Primo girone eliminatorio
  • Sandonà-Treviso 0-0;
  • Treviso-Centro del mobile 6-1 (marcatori: Rebonato, Sandri, De Poli, autorete, Sandri, De Poli)
Secondo girone eliminatorio
  • Manzanese-Treviso 0-7 (Sandri, autorete, Pettenò, Bonfante, Dal Compare, Samaritani, Bonfante)
  • Treviso-Caerano 3-1 (Rebonato, Bonfante, Rebonato)
Triangolare
  • Bassano-Treviso 0-1 (Samaritani)
  • Treviso-Sassuolo 2-0 (Pettenò, Gilardi)
Girone semifinale
  • Legnano-Treviso 2-2 (Samaritani, Samaritani)
  • Treviso-Sestese 3-1 (Rebonato, Novello, Rebonato)
Finale
  • Cariatese-Treviso 0-0
  • Treviso-Cariatese 1-0 (Orecchioni)
Finale nazionale giocata ad Alghero (contro la vincente della coppa nazionale eccellenza-promozione)
  • Treviso-Imola 4-2, dopo i calci di rigori (0-0 nei 120')

La stagione 1992/93 vede nuovamente un cambio nei ruoli chiave della gestione sportiva della società: il nuovo diesse è Capuzzo, mentre il nuovo allenatore è Rocchi, ex Rovigo. Capuzzo ingaggia il portiere Aiani dal Como, i difensori Dal Compare dal Bassano, Favaretto dal Rovigo e Pastrello del Mira, i centrocampisti Orecchioni dal Tempio, De Poli dalla Mestrina e Gilardi dall'Ospitaletto; in attacco arrivano Barbieri dal Corsico, Rebonato dal Mantova e Samaritani dalla Sambenedettese.

Il girone di andata è ottimo, e la squadra si trova in testa al campionato; succede però che Zanini decide di cedere il club a Giancarlo Usvardi, lasciando il Treviso a un passo dal fallimento; l'uomo della salvezza è Eugenio Crotti, trevigiano puro sangue, che da metà ottobre 1992 a metà marzo 1993 regge da solo la società, tra pignoramenti di ex giocatori e anche di imprenditori trevigiani, ma con il grande attaccamento di giocatori e personale, che continuarono il campionato senza ricevere gli stipendi, e pagandosi la propria pizza alle cene. A fine dicembre 1992 il Treviso viene condannato alla liquidazione coatta amministrativa e a ripartire dalla terza categoria; il primo febbraio 1993 viene creata una nuova società, denominata Treviso FBC 1993, e il 5 marzo l'intero patrimonio della società AC Treviso (quella fallita e presieduta da Zanini) viene trasferito alla nuova società, permettendo al Treviso di salvarsi e di concludere il suo campionato; e infine il primo aprile, Crotti cede il 90% della società a Giovanni Caberlotto, colui che aprirà il favoloso ciclo di fine anni '90. La squadra intanto, crolla nel girone di ritorno, e si classifica quinta, a soli 4 punti dal Cittadella, promosso in serie C2; se pensiamo che nelle ultime 6 giornate, il Treviso racimola la miseria di 4 punti, ecco che i rimpianti crescono a dismisura.

Questa stagione, tra le varie cose, verrà ricordata per la vittoria della prima coppa ufficiale della storia del Treviso: la Coppa Italia di serie D, vinta dopo aver battuto la Cariatese nella finale di serie D, e l'Imolese (vincitrice del raggruppamento di eccellenza-promozione) nella finale nazionale, disputata ad Alghero.

Questa la formazione titolare base di quell'anno: Aiani; Pastrello, Dal Compare; Orecchioni, Favaretto, Pettenò; De Poli, Gilardi, Samaritani, Barbieri, Rebonato.

Quest'ultimo realizza 11 gol, ed è capocannoniere della squadra.

1993/94

Il Treviso nell'estate 1993 coltiva speranze di ripescaggio in C2 grazie alla vittoria della coppa Italia di serie D; ripescaggio che puntualmente non avviene, a Caberlotto affida a Gastone Marchi il ruolo di direttore generale, che affida a Zambianchi il ruolo di diesse e D'Alessi quello di allenatore.

Vengono ceduti Dal Compare al Sandonà e Rebonato al Legnago; vengono acquistati il difensore Moro dal Torino, i centrocampista Della Bella dal Giorgione, Franzin dal Siracusa e Venturato dal Pergocrema, gli attaccanti Marchetti dal Giorgione e Trombetta dalla Pistoiese.

Il girone d'andata è buono, e la squadra lo chiude al terzo posto; nel ritorno però c'è l'ormai consueto crollo, e il Treviso finisce il campionato al quinto posto, ma a ben 16 punti di distanza dal Sandonà, promosso in C2.

La formazione base è la seguente: Fabbian; Moro, Pastrello; Della Bella, Favaretto, Berti; De Poli, Venturato, Trombetta, Bonfante, Marchetti.

Marchetti è il capocannoniere con 8 gol, insieme a Bonfante.

1994/95

L'estate 1994 sembra la solita sessione estiva del mercato, nel tentativo di ritornare in C2, che ormai sembra stregata; a Treviso probabilmente non sanno che quelle che stanno costruendo sono le basi per la squadra, probabilmente, più forte, in 101 anni di storia di calcio a Treviso.

L'allenatore è Giuseppe Pillon, il diesse è Renato Favero; con loro, dal Bassano, arrivano tre difensori (Maino, Margiotta e Bernardi), un portiere (Tonella) e due centrocampisti (Bressan e Novello). Dal Padova arriva il centrocampista Boscolo, mentre in attacco viene ingaggiata la coppia Fiorio (dal Ravenna)-Pradella (dal Mantova, con Bonavina, centrocampista); in difesa arriva il terzino sinistro Lombardi dall'Inter. In pratica l'unico superstite in pianta stabile in formazione è De Poli.

Il Treviso inizia bene il campionato, e inizia un duello emozionante con la Triestina per il primo posto nel girone; arriva allo scontro diretto del Tenni della penultima giornata di andata con un ritardo di due punti; ma a Treviso arriva la doccia fredda: i giuliani passano a 13 minuti dalla fine con un gol in contropiede, cogliendo una vittoria immeritata e cacciando i biancocelesti a -4 in classifica; il Treviso però non si arrende, e dopo il pareggio di Mirano della settimana successiva, vince 12 delle successive 14 partite, pareggiando solo a Donada per 0-0 e perdendo in casa col Bolzano per 3-1, e presentandosi alla penultima giornata a Trieste con gli stessi punti della Triestina. La partita è una sorta di spareggio: chi vince è in C2. Il Treviso subisce all'inizio la pressione della Triestina, ma passa in vantaggio con un tiro di Boscolo, deviato da Incitti; prima della fine del tempo però, la Triestina pareggia con una punizione di Zocchi; nel secondo tempo il Treviso gioca meglio, ma la partita sembra bloccata sull'1-1; succede che Pavanel, centrocampista della Triestina, atterra Bernardi e viene espulso per doppia ammonizione; sulla conseguente punizione, Bonavina fa la sponda di testa sul lungo lancio di Bressan, la palla arriva perfettamente sulla testa di Pradella che schiaccia la palla in rete, mandando in visibilio i 1500 tifosi giunti a Trieste dalla Marca trevigiana; il Treviso vince quindi 2-1, pareggia in casa l'ultima giornata con la Miranese, e vince il campionato.

La formazione base è la seguente: Tonella; Maino, Bernardi, Lombardi, Margiotta; De Poli, Boscolo, Bressan, Bonavina; Pradella, Fiorio.

Fiorio è capocannoniere con 20 gol, seguito da Bonavina con 14 centri e Pradella con 11.

1995/96

Squadra che si vince non si cambia, o quantomeno si cambia poco: il Treviso che ritorna tra i professionisti dopo 5 anni, si presenta ai nastri di partenza con pochi ma mirati ritocchi. Arriva quindi il portiere Pierobon e il centrocampista Pasa dalla Fidelis Andria e il difensore Ezio Rossi dal Legnago.

Il Treviso nelle prime 4 giornate stenta, non vince mai e totalizza 3 punti, perdendo a Castelfranco (campo neutro per l'inagibilità del Tenni) contro il Livorno; da quel momento però i biancocelesti sono imbattibili per 17 lunghe giornate, totalizzando 12 vittorie e 5 pareggi; il finale di stagione, nonostante le sconfitte in casa contro la Vis Pesaro e a Trieste, è favoloso, e il Treviso vince anche il campionato di C2, questa volta con una giornata di anticipo, festeggiando in casa contro l'Imola.

La formazione base è: Pierobon; Maino, Bernardi, Rossi, Margiotta; De Poli, Boscolo, Pasa, Bonavina; Pradella, Fiorio.

Fiorio è nuovamente capocannoniere con 19 gol, precedendo Pasa con 11, Pradella con 8 e Bonavina e De Poli con 5.

1996/97

Un undici iniziale della stagione 1996/97

Il campionato 1996/97 vede nuovamente la conferma della squadra dell'anno precedente, con l'unico cambiamento in porta: via Pierobon (Venezia), dentro Ramon e Bacchin; per il resto solo acquisti al di fuori della formazione titolare, con il centrocampista Leoni dallo Spezia e gli attaccanti Soncin, dal Sandonà e Costa dalla Ternana.

Anche in questo campionato, l'inizio non è buono: pareggio e sconfitta nelle prime due giornate; poi 2 sole sconfitte nelle successive 15 partite del girone di andata, che i biancocelesti chiudono al primo posto, con l'eclatante vittoria a Ferrara per 5-2 contro la Spal della penultima giornata. Il Treviso gioca un ottimo girone di ritorno, con una flessione solo nelle ultime giornate, quando ormai i giochi sono fatti, e la terza promozione consecutiva della storia è incamerata: il risultato è storico, perché mai nessuna squadra in Italia ha vinto 3 campionati consecutivi conquistando altrettante promozioni. I ragazzi di Pillon hanno dimostrato in questi tre anni grandissime doti sia sul campo che al di fuori.

La stagione è però macchiata da un terribile fatto: il presidente Caberlotto scompare ad inizio marzo, non potendo gustarsi la terza promozione in fila ma soprattutto lascando un vuoto incolmabile dal punto di vista umano.

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