Treviso-Mestrina (28 settembre 2014)

Da Forza Treviso Enciclopedia.
Treviso-Mestrina 1-1
Competizione:
Campionato di Eccellenza Veneto (girone B) Stagione: 2014/15
Giornata o turno:
4ª giornata A/R: Ritorno
Luogo:Stadium.png
Stadio Omobono Tenni di Treviso
Data:Nuvola apps date.png
domenica 28 settembre 2014
Arbitro:Arbitro fischietto.png
Spezzati di Padova.
Formazioni
Stemma treviso small.png Treviso :
(4-4-2)
Bortolin; Orfino (46‘ Cisse), Ton, Zamuner, Pilotto; G. Granati, Vianello, Campagnolo (59‘ L. Dal Compare), Fraccaro (69‘ Livotto); Mason, Conte. A disposizione: Franceschini, Del Papa, Marangon, Lazzari. Allenatore: Tentoni.
Stemma mestrina small.png Mestrina :
(3-5-2)
Luciani; F. Dal Compare, Abacha, Zanon (69‘ Vecchione); Danieli, Biondo, Minio, Reggio (60‘ Ballarin), Marchetto; Peron, Gnago (73‘ Scaramal). A disposizione: Ziliotto, De Bortoli, Pin, Castellano. Allenatore: Vecchiato.
Note
Gol:Icona Goal.png
27’ Gnago, 86’ Conte.
Ammoniti:Yellow card.png
Gnago, Campagnolo, Zanon, Cisse, Livotto, Ballarin, Conte, Danieli.
Espulsi:Red card.png
Ballarin all’82’ per doppia ammonizione.
Angoli:Nuvola apps kmines.png
6-1 per il Treviso.
Recupero:Nuvola apps ktimer.png
3'+3'.
Spettatori:Nuvola apps kdmconfig.png
978, incasso Euro 4.658.
Meteo:Nuvola apps kweather.png
Varie:Nuvola apps package editors.png

Treviso-Mestrina è la 4ª giornata del Campionato di Eccellenza Veneto (girone B) 2014/15, giocata domenica 28 settembre 2014 alle ore 15.30.

Indice

Introduzione

Il 9 novembre 1986 si giocò l'ultimo derby tra Treviso e Mestre, concluso sull'1-1 con reti di Cardillo per i padroni di casa e Folli per gli ospiti. Il ritorno, invece, vide il successo dei mestrini al Baracca per 2-1 (Intropido e Guiotto per gli arancioneri, De Pieri per i biancocelesti). Era il 15 marzo del fatidico 1987, e andava in scena l'ultimo di 56 derby in campionato (alle quali vanno aggiunti gli 11 in Coppa Italia). 20 vittorie del Treviso, 16 del Mestre/Mestrina (nel corso della sua storia la società ha cambiato più volte denominazione) e 20 pareggi (al Tenni 28 precedenti, con 12 vinte, altrettanti pareggi e 4 sconfitte). 81 gol biancocelesti, 67 arancioneri (nella Marca 48 gol a 26 per i padroni di casa). Fredde statistiche che in realtà la dicono lunga su quello che, per quasi mezzo secolo, è stato il vero Derby. Per quanto riguarda il Treviso solo con Udinese (60 e Triestina (58) ha giocato più incontri. In mezzo ci sono quasi tre decenni di oblio, seguiti a quella fusione (anche se tecnicamente non si può neanche parlare di "fusione") che ha cancellato uno dei grandi derby d'Italia, quello tra Venezia e Mestre.

Se in laguna le ripartenze in linea con la tradizione nerovedere hanno sempre stentato trovando ostacoli di ogni tipo, in terraferma, per gli arancioneri, le cose sono andate un po' meglio (ma non troppo). Ripartito nel 1991 con il titolo del Malcontenta, il Mestre nel biennio 1994-1996 ha compiuto un doppio salto dall'Eccellenza alla Serie C2. Ma l'incrocio con il Treviso è sempre saltato, perché negli stessi anni i biancocelesti collezionavano a loro volta una promozione dopo l'altra passando dall'Interregionale alla Serie B. Il Mestre invece si stabilizzava in C2, toccando l'apice nel 2001, con la finale play-off persa con la Triestina. Un sorta di canto del cigno, perché due anni dopo i play-out persi con la Pro Vercelli sancivano la retrocessione e fallimento. Un colpo di grazia per la tifoseria. Immediata la ripartenza, anche se dalla Terza categoria: subito due promozioni di fila nel biennio 2003-2005, che diventano tre in seguito alla fusione con il Martellago. Ma è un fuoco di paglia, perché negli anni successivi la prima realtà cittadina resta l'Edo Mestre gialloblu (che per breve tempo aggiunge ai proprio colori sociali l'arancionero, senza ottenere grossi successi), mentre il Mestre fa la spola tra Promozione e Prima categoria, dove si è mestamente stabilizzato da cinque anni.

L'avversario: Stemma mestrina small.png Mestrina 

Ma se il Mestre è in Prima categoria, ora che ci fa in Eccellenza? In realtà la Mestrina attualmente iscritta in Eccellenza non ha (per ora) nulla a che fare con il Mestre che nel 2003 ha ereditato la tradizione arancionera. La prossima avversaria del Treviso, tecnicamente, è l'ex Edo Mestre. In realtà della vecchia società, a parte il settore giovanile e qualche giocatore della prima squadra, è rimasto ben poco. Questa estate l'Edo, dopo mezzo secolo di vita e l'ottima gestione della famiglia Luppari, è stato prelevato da una cordata rappresentata dal presidente Ignazio Guerra e il direttore generale Giorgio Betrò, che hanno rifondato la Mestrina Fc 1929. Un progetto ambizioso, se si pensa che fin dalle prime dichiarazioni i diretti interessati, pur non rivelando il nome dell'occulto finanziatore, hanno espresso la volontà di riportare nel calcio professionistico la realtà mestrina. Un progetto che, un po' come quello partito in estate a Treviso, vede la presenza in società di veri cuore arancioneri. Il responsabile della comunicazione è Andrea Checconi Sbaraglini, rappresentante di una tifoseria che, dopo anni si sofferenza, ha ritrovato l'entusiasmo, sostenendo la nuova società. E il Mestre? Con la società di Prima categoria è già stato intavolato un progetto per creare un'unica realtà, eliminare ogni ambiguità e favorire il decollo verso il professionismo. Per ironia della sorte, insomma, il rilancio in grande del calcio mestrino potrebbe passare per un'altra... fusione.

In realtà la Mestrina può farcela da sola, viste le forze imprenditoriali che è riuscita a coinvolgere in pochi mesi. Tutto questo grazie anche all'iniziativa della dirigenza, che con il dg Betrò ha attuato una campagna marketing volta a coinvolgere imprenditori e commercianti locali. Sono così partite iniziative interessanti, anche in sinergia con altre realtà sportive cittadine come il basket. Tutto ciò ha richiamato l'interesse di una città che, per tradizione e considerevole numero di abitati, mantiene un grande potenziale; senza dimenticare le mai sopite rivendicazioni autonomiste nei confronti di Venezia. Lodevoli, al di là della rivalità che si può provare, le iniziative volte a coinvolgere la tifoseria. Nel mese di agosto un gruppo di supporters si è ritrovato per ripulire il Baracca, mentre sul muro all'entrato è stato dipinto lo stemma societario, simbolo materiale della rinascita arancionera. La campagna abbonamenti ha confermato che i tifosi sono tornati: 50 abbonamenti solo nei primi due giorni (ai primi 150 una bandiera con lo stemma societario in omaggio), circa 250 in totale. Numerose le presenze al Baracca, con quota 1000 toccata alla prima in casa con l'Union QDP. La ciliegina sulla torta è arrivata due settimane fa con l'annuncio del main sponsor: il marchio Oplà che Bontà fa infatti parte del gruppo Malgara, colosso dell'alimentazione italiana che negli anni '80 aveva sponsorizzato il Milan. La presentazione è avvenuta con un incontro pubblico tra dirigenza e Mattia Malagara, imprenditore e candidato sindaco alle prossime elezioni per il comune di Venezia.

Se la dirigenza è cambiata, la prima squadra ex Edo Mestre è stata sostanzialmente rivoluzionata. Tra i pochi confermati l'esterno Mattia Zanon ('92) e il centrocampista Christian Minio ('85), il capitano. Tanti, invece, i volti nuovi. Dai rivali del Laguna Venezia (che come abbiamo visto rappresenta la risposta "tradizionalista" della storica Venezia neroverde all'Unione), insieme a mister Mauro Vecchiato (classe '75, mestrino doc, ha giocato con il Treviso dei primi '90 prima per poi essere ceduto all'Inter), sono arrivati i gemelli de gol Andrea Peron ('87) e Marco Scaramal ('93) e il difensore Giuliano Danieli ('90). In attacco, forse il vero fiore all'occhiello di una squadra competitiva in ogni reparto, sono stati prelevati dalla Liventina Gorghense il trequartista Andrea Biondo ('87) e Giacomo Cavalli ('90), al ritorno in campo dopo la discussa squalifica dello scorso campionato (otto mesi per aver colpito l'arbitro durante un torneo estivo). In porta una coppia di under classe '94, il confermato Elia Ziliotto e Francesco Luciani, che nonostante la giovane età vanta esperienza in D e C2. A una squadra già competitiva, si sono successivamente aggiunti tre colpi nella fase finale del mercato, tutti ex biancocelesti. Il primo è stato il colosso ivoriano Yves Gnago ('92), visto all'opera nella seconda parte della scorsa stagione, nella quale - pur se in modo discontinuo - aveva fatto vedere grandi cose, segnando 4 gol e collezionando molti assist decisivi. Gli altri due innesti, entrambi difensori, sono ex meno recenti: Alessandro de Bortoli (81) e Federico Dal Compare ('94). Il primo è cresciuto nelle vecchia e gloriosa cantera del Treviso, tornando per sei mesi nel campionato di Serie D 2010/2011. Un acquisto di categoria superiore, come Dal Compare. Figlio di Massimiliano, protagonista in biancoceleste in due tempi (Interregionale 1992/1993, Serie C2 e C1 nel biennio 1995-1997), Federico è cugino del nostro Luca, ed era arrivato a Treviso dalla Primavera del Milan durante il mercato invernale 2013. In quel manicomio di squadra (oltre 40 "giocatori" in rosa) e società non aveva trovato spazio, e il successivo fallimento societario aveva impedito (solo per qualche mese) che la dinastia biancoceleste dei Dal Compare continuasse. Dopo una stagione in Seconda divisione con il Castiglione, Federico riparte dall'Eccellenza. Viste come sono andate le cose, sarebbe stato suggestiva - oltre che importante per la qualità della rosa - la ricomposizione dei cugini Dal Compare in via Ugo Foscolo...

Situazione interna

Il debutto di Dal Compare al Baracca, a pochi giorni dal tesseramento, è stato coronato dal gol del pari contro l'Istrana. Una partita strana, dominata per 90 minuti, ma proprio come il Treviso gli arancioneri hanno pagato i troppi errori in attacco. Una prima battuta d'arresto per la squadra di Vecchiato, fin qui protagonista di una partenza perfetta. Se il precampionato aveva fatto presagire buone cose, la Coppa Dilettanti ha confermato che la rosa è tra le più forti del girone B. Nei primi due turni successi a Murano e col Calvi Noale, entrambi per 1-0 e firmati proprio dagli ex Treviso (De Bortoli e Gnago). In campionato sfavillante avvio con l'Union Quartier del Piave (doppio Zanon e ancora Gnago), trasferta corsara a Vigonza con la pennellata di capitan Minio e il terzo gol consecutivo di Gnago. Nell'ultimo turno, come detto, primo pareggio, anche se la vera nota dolente è è stato il ko del difensore Bertocco ('86), out per almeno due mesi. Ma questa Mestrina ha dimostrato di avere valide alternative, e al Tenni ci arriva con propositi ambiziosi.

Nell'analizzare brevemente il derby in casa biancoceleste partiamo dalla questione Gnago. Nella conferenza stampa di ieri il direttore sportivo Tonicello ha svelato il "mistero". Queste le parole raccolte dal sito ufficiale: «Il ragazzo ci poteva far comodo ok, ma c’erano dei grossi problemi a livello burocratico e quindi non ci siamo presi questo rischio. Avendo un permesso di soggiorno per motivi di studio e non avendo sostenuto nessun esame, non era più possibile rinnovare il rapporto di collaborazione con l’atleta, anche per evitare dei ricorsi. Mi stupisco come la Mestrina sia riuscita a risolvere questa situazione in cosi’ breve tempo. Buon per loro». Nessun mistero insomma. Certo, il mancato chiarimento in estate ci aveva insospettiti, ma adesso Tonicello ci conferma che Gnago è stato lasciato andare per problemi burocratici.

Una perdita importante, un po' come quella di Mensah (che però non ha giustificazioni, avendo richiesto un aumento a due giorni dal ritiro per poi accasarsi al Passarella), che come abbiamo più volte ripetuto è stata acuita dal mancato arrivo di una almeno una prima punta forte fisicamente, al momento assente in rosa. Questo, più che la mancata conferma di Gnago, è secondo noi il vero problema. Fermo restando che il mercato estivo resta ottimo, e ora come due mesi fa la nostra scelta tra la coppia Mason-Conte e Gnago-Mensah ricadrebbe sui primi due. Certo, con Gnago e Mensah il Treviso avrebbe avuto un attacco variegato e con ottime alternative (probabilmente il più forte di tutto il girone), ma c'è sempre il budget da rispettare.

Nella stessa conferenza stampa Tonicello ha chiesto alla tifoseria di sostenere la squadra il più possibile, ricordando l'età media relativamente bassa (inferiore ai 22 anni) della squadra; confermando in ogni caso che gli obiettivi rimangono ambiziosi, visto che si punta almeno a disputare i play-off. Da questo punto di vista bisognerà stare attenti, perché adesso i punti di distacco necessari per far saltare i play-off si sono ridotti da nove a sei. Il Treviso, salvo infortuni, ha la rosa per poter ambire a questo tipo di campionato, e se arriveranno buoni risultati l'età giovane da handicap si trasformerà in spinta propulsiva. Un'esperienza che i confermati hanno sperimentato quest'anno, dopo il difficile inizio seguito al cambio di allenatore.

Un cambio di mentalità di cui è stato artefice Tentoni, che domenica scorsa, forse anche grazie al ritorno del 4-4-2, ha ottenuto i primi risultati del nuovo corso. Alla vigilia della trasferta in laguna il mister aveva rivelato che la famosa molla era pronta a scattare; ci è voluto un tempo, ma il Treviso a Murano sembra aver trovato il bandolo della matassa.

La partita

Ancora in fase di rodaggio. Non ci viene in mente altro riguardo al Treviso visto oggi al Tenni nel derbissimo contro la Mestrina. Purtroppo la squadra di Tentoni fatica a trovare la propria fisionomia, alterna buoni sprazzi gioco a minuti di nulla più assoluto. E sempre purtroppo ci viene da pensare che finora stanno venendo a meno due dei tre pilastri (l’altro è capitan Ton) sui quali la società aveva puntato la costruzione della squadra: Campagnolo e Mason. Il primo è ancora distante dal ruolo di “faro” della squadra che gli addetti ai lavori gli avevano assegnato, il secondo è riuscito a segnare solo a Murano finora; oggi non ci sono stati gli errori sotto porta visti soprattutto a Feltre, ma la prestazione del nostro bomber è stata sicuramente al di sotto della sufficienza.

Passando brevemente alla cronaca, possiamo dire che si è trattata di una partita molto strana, senza un filo conduttore ma con “strappi” continuo. Nel primo tempo la contesa è stata abbastanza equilibrata; forse però ai punti meglio i biancocelesti, che hanno espresso un buon calcio fino alla trequarti; poi la solita mancanza di lucidità dei nostri attaccanti. Nella prima fase è molto attivo il solito Conte, ma questa volta il nostro goleador non è preciso sui calci piazzati. Nella fase centrale della prima frazione sale in cattedra Gnago, che per due volte sfugge via a Orfino sulla sinistra del fronte di attacco arancionero: la prima volta crossa in mezzo per Peron, che viene anticipato da Bortolin; la seconda volta decide di mettersi in proprio ed entrato in area trafigge Bortolin in uscita. Fin qua lo Gnago-calciatore. Poi però il nostro ex si lascia andare a una INDEGNA esultanza arrampicandosi sulla rete della Curva Di Maio, scatenando l’inevitabile reazione dei supporters biancocelesti. Per quale motivo visto che l’anno scorso quella stessa curva ti aveva sostenuto nonostante eri rimasto per 4 mesi senza segnare un misero gol, e oggi ti avevano accolto come un normalissimo ex? Il Treviso subisce il colpo, ma continua a costruire azioni da gol che si infrangono sulla difesa mestrina ed a collezionare calci d’angolo. Si conclude così il primo tempo.

Nel secondo tempo ci si aspetta l’arrembaggio biancoceleste, invece a parte un cross di Mason non sfruttato dagli altri attaccanti, le occasioni sono tutte arancionere: prima Bortolin dice di no a Gnago che a due passi dal gol spara addosso al portiere biancoceleste; poi sul successivo corner Peron schiaccia fuori di testa a 3 metri dalla porta; infine Zanon si divora un gol fatto, concludendo di poco a lato. Sembra che la sconfitta sia inevitabile, ma invece una giocata di Cisse, subentrato a Orfino, provoca la seconda ammonizione a Ballarin, che deve quindi lasciare la sua squadra in 10. E’ un momento decisivo nell’economia della partita: il Treviso prende coraggio e si riversa per l’assalto finale negli ultimi 10 minuti. Arriva subito il pareggio, con una grande giocata di Conte che libera Dal Compare, il cui tiro un po’ strozzato viene deviato debolmente da Luciani. La palla balla sulla linea, si avventa come un falco proprio Conte che da due passi deposita in rete la palla dell’insperato pareggio. Da qua alla fine il Treviso preme, e avrebbe anche una bella occasione con Mason lanciato in contropiede, ma Daniele lo stende, meritandosi un giallo sacrosanto; l’ultima speranza per raccogliere una vittoria insperata e soprattutto immeritata è sul sinistro di Zamuner, ma il nostro difensore non replica la magia di Castello di Godego di 4 mesi fa, e il suo tiro finisce alle stelle.

Finisce così, e per come si è messa è un punto veramente d’oro. Il problema, oltre al gioco, è che in classifica davanti volano, e ora i punti da recuperare sulle prime restano 5. Ora ci aspettano due derby trevigiani, a Vittorio e in casa contro il Liapiave, entrambe a 9 punti. Basterà il Treviso visto oggi per collezionare almeno 4 punti nelle prossime due partite? Dura.

Commento: il (doppio) caso Gnago

Il pareggio nel finale ha addolcito di poco una giornata amara. Non solo per la prestazione deludente del Treviso (la Mestrina per quanto creato meritava di stravincere, niente da dire), ma per il clamoroso “colpo di testa” dell’ex Gnago, protagonista di una prova maiuscola (a tratti ha ridicolizzato il Treviso, facendo reparto da solo) ma anche di un’esultanza insensata dopo il gol del vantaggio. E parliamo di “colpo di testa” perché, come dimostrano le immagini di Sportelevision, il panzer ivoriano sembra perdere completamente la ragione.

Prima la “spallata” sulla curva, con tanto di sputo (!) che ha centrato un incolpevole tifoso biancoceleste di vecchia data (in curva l’abbiamo visto tutti); poi si è lasciato andare a gesti provocatori e a uno sfogo che lasciava trasparire un feroce... risentimento? Un sentimento incomprensibile, specialmente verso la tifoseria (tutta, non solo la curva), visto che dalla curva non sono partiti cori o sfottò verso l’ex giocatore biancoceleste. Anzi, durante l’entrata in campo per il riscaldamento era stato salutato calorosamente da alcuni tifosi, rammaricati dalla sua mancata permanenza a Treviso. Che, tra l’altro, ci risulta sia tuttora la sua città “adottiva”. Tutto quel livore era forse rivolto alla società che non l’ha confermato per i famosi problemi burocratici (su quale torneremo nella seconda parte dell’articolo)? Il gesto resta ingiustificabile. Punto. Gnago ha perso completamente le testa, visto che non pago di quanto aveva combinato, voleva regolare i conti con le cattive anche con quello che fino allo scorso luglio era il SUO capitano, Matteo Ton! Facendo un discorso più generale su quanto accaduto in questi due campionati tra Promozione ed Eccellenza, ne abbiamo le tasche piene di giocatori avversari che provocano senza motivo i tifosi biancocelesti, innescando reazioni che finiscono per coinvolgere anche la società. E restando quasi sempre impuniti. Nelle serie superiori comportamenti come questi portano a squalifiche lunge (falle 3 alle 5 giornate). Nel post partita c’è stata pure una mezza rissa tra i giocatori delle due squadre e alcuni dirigenti, tanto per capire la tensione provocata da quella scellerata esultanza. Siamo veramente delusi, e le scuse di Gnago nella sala stampa contano poco o nulla in questo momento. Anche perché il giocatore, per quanto abbiamo visto, ha mantenuto un atteggiamento irriverente anche mentre usciva dal campo con i compagni di squadra. Dunque pochi minuti prima delle sue scuse, espresse nella sala stampa e di fronte ai giornalisti, non ai tifosi. Emblematici gli scatti pubblicati sul sito de la tribuna di Treviso.

L’altro “caso Gnago”, riguarda il suo mancato tesseramento. Nella conferenza di venerdì scorso, a cui pochi tifosi sono riusciti ad essere presenti, il direttore sportivo Tonicello aveva motivato la mancata conferma dell’attaccante: «Il ragazzo ci poteva far comodo, ok, ma c’erano dei grossi problemi a livello burocratico e quindi non ci siamo presi questo rischio. Avendo un permesso di soggiorno per motivi di studio e non avendo sostenuto nessun esame, non era più possibile rinnovare il rapporto di collaborazione con l’atleta, anche per evitare dei ricorsi. Mi stupisco come la Mestrina sia riuscita a risolvere questa situazione in così breve tempo. Buon per loro». Nel prepartita avevamo liquidato la vicenda sui cui tanto avevamo discusso per concentrarci sul derby, ma dopo il comportamento di Gnago e i rumors rimbalzati tra radio e stadio non possiamo non ritornare sull’argomento. Sono circolate addirittura voci, mai confermate, di un presunto ricorso per il tesseramento irregolare di Gnago. Una vicenda grottesca: o il tesseramento è effettivamente irregolare, oppure si rischierebbe una brutta figura. Peraltro si sono già giocate tre gare di Coppa Italia e quattro di campionato: se ci fossero state irregolarità, possibile che nessun dirigente sia stato abbastanza furbo da segnalarle? La verità purtroppo è che, fino a prova contraria, gli arancioneri sono riusciti a risolvere i problemi burocratici di Gnago. A quanto pare ce l’aveva fatta il (quasi) ds dell’Union Quinto De Miceli, prima di dimettersi insieme a mister Berlese per la disastrosa situazione economica dei rossoblu; la Mestrina, forse, ha percorso la stessa strada, realizzando un grande colpo di mercato. Se ci dovessero essere sviluppi sull’irregolarità del tesseramento, ne prenderemo atto. Ma per ora siamo solo alle “ciacoe”. Al momento contano solo i fatti, e i fatti non parlano a nostro favore. In ogni caso, ripetiamo, si tratta solo di voci, il cui unico risultato è stato allarmare la tifoseria mestrina.

In ogni caso, dopo quanto accaduto oggi non possiamo più rimpiangere la mancata permanenza di un giocatore che ha dimostrato tanto talento ma poca intelligenza, oltre che ingratitudine e irriconoscenza verso una città, una squadra, un allenatore e una tifoseria che l’hanno accolto e osannato. Sul nostro sito (che ricordiamo, è gestito da 2-3 tifosi e non rappresenta l’organo ufficiale di nessun club, gruppo o della tifoseria), abbiamo sempre difeso Gnago anche nei momenti più difficili, ricordando che pur non segnando aveva sfornato almeno una decina di assist decisivi per i compagni di squadra. Gli stessi che ha attaccato dopo quella oscena esultanza. Un discorso simile potremmo farlo per il compagno di reparto, il ghanese Frankie Mensah, altro trevigiano “adottato”. Stando alla speigazione del ds Tonicello ha chiesto una cifra più alta 48 ore prima del ritiro, nonostante l’accordo già raggiunto e accettato... e dopo neanche una settimana era già presente alla presentazione del Passarella. Eppure era stato proprio il Treviso a lanciarlo dal nulla, dopo qualche esperienza con gli amatori del Canizzano e i rifiuti ricevuti da squadre di categoria inferiore. Entrambi avrebbero fatto molto comodo a questo Treviso, ma umanamente ci hanno deluso. Dunque si torna al solito punto: non sarà stato sbagliato non confermarli (anche se il nostro ex ieri sembra insostituibile…), ma non trovare almeno un sostituto per una prima punta come Gnago sta pesando e non poco. Lo scorso campionato Bidogia e l’ivoriano, salvo qualche partita, sono stati tutt’altro che fenomenali, hanno segnato appena 7 gol in due, eppure hanno portato un grande contributo alla squadra. Al Tenni la Mestrina si è presentata con due vere prime punte, e oltre a Gnago lo stesso Peron ha messo continuamente in imbarazzo la difesa biancoceleste. Ecco che quello che intendavamo per prima punta di “peso”. Capiamo i problemi di budget, ma forse al posto di prendere tanti esterni e mandare in panchina gente come Del Papa e Dal Compare si potevano fare scelte diverse.

Galleria

Riepilogo 4ª giornata

Risultati Classifica Prossimo turno
  • Istrana - Feltrese 1-1
  • Calvi Noale - Opitergina 3-1
  • Liventinagorghense - Nervesa 1-1
  • Treviso - Mestrina 1-1
  • Union Qdp - Laguna Venezia 0-0
  • Union Quinto - Vittorio Falmec 1-4
  • San Giorgio - Passarella 0-1
  • Vigontina - Liapiave 2-3
  1. Nervesa 10
  2. Calvi Noale 10
  3. Liapiave 9
  4. Vittorio Falmec 9
  5. Mestrina 8
  6. Liventinagorghense 8
  7. Passarella 7
  8. Laguna Venezia 7
  9. Feltrese 6
  10. Treviso 5
  11. Istrana 3
  12. San Giorgio 3
  13. Union Qdp 2
  14. Opitergina 0
  15. Vigontina -1
  16. Union Quinto -2
  • Laguna Venezia - Feltrese
  • Liapiave - Istrana
  • Mestrina - Calvi Noale
  • Nervesa - Union QdP
  • Opitergina - Union Quinto
  • S. Giorgio Sedico - Liventina
  • Vigontina - Passarella
  • Vittorio Falmec - Treviso

Collegamenti esterni

Note


Riepilogo partite stagionali

A.C.D. Treviso - Partite 2014/15
Campionato di Eccellenza Veneto (girone B)

(1) Feltreseprealpi-Treviso • (2) Treviso-Istrana • (3) Laguna Venezia 2011-Treviso • (4) Treviso-Mestrina • (5) Vittorio Falmec-Treviso • (6) Treviso-Liapiave • (7) Passarella-Treviso • (8) Treviso-Nervesa • (9) Union San Giorgio Sedico-Treviso • (10) Treviso-Opitergina • (11) Union Quinto-Treviso • (12) Treviso-Liventina Gorghense • (13) Vigontina-Treviso • (14) Treviso-Calvi Noale • (15) Union QDP-Treviso • (16) Treviso-Feltreseprealpi • (17) Istrana-Treviso • (18) Treviso-Laguna Venezia 2011 • (19) Mestrina-Treviso • (20) Treviso-Vittorio Falmec • (21) Liapiave-Treviso • (22) Treviso-Passarella • (23) Nervesa-Treviso • (24) Treviso-Union San Giorgio Sedico • (25) Opitergina-Treviso • (26) Treviso-Union Quinto • (27) Liventina Gorghense-Treviso • (28) Treviso-Vigontina • (29) Calvi Noale-Treviso • (30) Treviso-Union QDP

Coppa Italia Dilettanti

Treviso-IstranaNervesa-TrevisoTreviso-Union QuintoVittorio Falmec-TrevisoCampodarsego-TrevisoTreviso-Campodarsego

Amichevoli

Treviso-ClodienseTreviso-AbanoBologna/Primavera-TrevisoTreviso-MontebellunaDolo 1909-TrevisoCodognè-TrevisoGorghense-TrevisoTreviso-ConeglianoTreviso-San Michele SalsaUnion Pro Mogliano Preganziol-Treviso

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