Treviso-Petra Malo (1 dicembre 2013)

Da Forza Treviso Enciclopedia.
Treviso-Petra Malo 3-1
Competizione:
Campionato di Promozione Veneto (girone B) Stagione: 2013/14
Giornata o turno:
13ª giornata A/R: Ritorno
Luogo:Stadium.png
Treviso
Data:Nuvola apps date.png
domenica 1 dicembre 2013
Arbitro:Arbitro fischietto.png
Tardivo di San Donà.
Formazioni
Stemma treviso small.png Treviso :
(4-3-3)
Bortolin; Pilotto, Ton, Balzan (st 42′ Vio), Del Papa; Di Prisco, Livotto (st 11′ Orfino), Giuliato; Quell'Erba (st 24′ Marangon), Gnago, Dal Compare. A disposizione: Vincenzi, Pillon, Mensah, Da Tos. Allenatore: Piovanelli.
Stemma petramalo small.png Petra Malo :
(4-4-2)
M. Rossi; Crocco, Dal Santo, Zanca, Meneguzzo; Lotto (st 27′ D. Rossi), Scapellato, De Zaiacomo (st 8′ Del Giudice), Zanella; Primucci, Beltrame (st 27′ Savio). A disposizione: Bernardelle, M. Dal Pozzolo, N. Dal Pozzolo, Marchioro. Allenatore: Fontana.
Note
Gol:Icona Goal.png
pt 3′ Quell’Erba, 33′ Zancan, st 20′ Quell’Erba, 33’ Giuliato.
Ammoniti:Yellow card.png
Beltrame, Dal Santo (PM), Giuliato, Ton (TV).
Espulsi:Red card.png
-
Angoli:Nuvola apps kmines.png
8-2 per il Treviso.
Recupero:Nuvola apps ktimer.png
2'+5'.
Spettatori:Nuvola apps kdmconfig.png
386, incasso € 1.933.
Meteo:Nuvola apps kweather.png
Clima freddo, giornata solleggiata.
Varie:Nuvola apps package editors.png
Campo in pessime condizioni.

Treviso-Petra Malo è la 13ª giornata del Campionato di Promozione Veneto (girone B) 2013/14, giocata domenica 1 dicembre 2013.

Indice

Introduzione

Ormai la rabbia e la frustrazione, com’è consuetudine a Treviso in quest’ultimo decennio (salvo un paio di campionati “normali”), hanno lasciato spazio alla rassegnazione e all’apatia. Vista l’odissea estiva che ha preceduto la rocambolesca iscrizione a un quarto d’ora dal nulla, non potevamo attendere miracoli. Ma dopo aver ingoiato un altro rospo (la mancata iscrizione in Eccellenza per evitare il balzello dei 100 mila euro iniziali), ci si aspettava di fare una figura decorosa almeno in Promozione. Invece stiamo vivendo un incubo fin troppo simile a quello dell’Eccellenza: incoraggiante ma illusorio avvio, seguito da un lento ma costante declino. Tra dicembre 2009 e gennaio 2010 il Treviso aveva toccato quello che pensavamo fosse il punto più basso della nostra ultracentenario storia: Treviso in zona play-out, a rischio retrocessione in Promozione. Poveri illusi! Quattro anni dopo in Promozione ci siamo finiti per davvero, e se qualcuno non si dà una svegliata rischiamo di finire invischiati nella palude che conduce alla Prima categoria. Un’altra categoria dal nome beffardo e ingannevole, proprio come la Promozione. Viste le difficoltà economiche e logistiche (Lancenigo e 3/4 del Tenni occupati dal vecchio Treviso), si potevano trovare giustificazioni per un Treviso incapace di stare al passo con le prime della classe. Ora che i biancocelesti sono a metà classifica, a quattro punti dai play-off e tre dalla zona retrocessione, il tempo degli alibi è finito anche per chi va in campo.

Sul fronte societario qualche errore sarà stato commesso, ma come detto in apertura ci sono stati (e ci sono ancora...) tanti, troppi ostacoli da superare. In estate abbiamo più volte sottolineato l’importanza di un salvataggio che ha evitato un umiliante anno sabbatico, e siamo certi che quanto fatto in estate verrà pienamente compreso solo quando verranno tempi migliori e il Treviso, si spera, militerà in qualche categoria più dignitosa. Intanto qualcosa si muove sul fronte Lancenigo: dopo mesi di assordante silenzio, La Tribuna di Treviso di giovedì è riuscita a strappare una dichiarazione dall’assessore allo sport Michielan: «Il documento è stato inviato alla Provincia da 4-5 giorni». Riuscirà ad arrivare sano e salvo al Sant’Artemio? Attendiamo fiduciosi. Rimaniamo scettici, invece, riguardo alla fantomatica entrata di nuovi soci. Come volevasi dimostrare, la settimana scorsa non si è concluso niente. Giovedì scorso, nel già citato articolo de La Tribuna, il co-presidente Frandoli ha evitato altri rinvii a cui nessuno avrebbe creduto, e per giustificare il disinteresse degli imprenditori ha ripescato lo spauracchio corvezziano. «Sono spaventati dalla possibile presenza di Renzo Corvezzo, con il quale non vogliono avere niente a che fare». A questo proposito Frandoli ricorda che il presidente del vecchio Treviso «ha detto che anche le sue squadre giovanili vogliono usufruire dei campi a Lancenigo, senza contare che la sede ce l’ha allo stadio Tenni. È gente che quel personaggio non lo può proprio vedere: finché ci sarà il rischio di rivederlo da qualche parte ci penseranno bene prima di accettare la loro entrata. Guardate, io davvero a questo punto non ne posso più, anzi sapete cosa vi dico? Che se avessi saputo di tutti questi casini non mi sarei preso la briga di calarmi in questa avventura e mi sarei risparmiato tutte queste rotture di scatole». Certamente la gestione Corvezzo, seguita a pochi anni di distanza al crack del Treviso di Setten, ha contribuito ad allontanare ulteriormente l’imprenditoria trevigiana dal calcio; tuttavia siamo certi che il vero problema sia lo storico disinteresse delle forze economiche locali nei confronti del calcio. Quattro anni fa non c’era nessun spauracchio, il Tenni era interamente a disposizione insieme ai campi di Lancenigo (nonostante gli screzi con l’amministrazione comunale, Gentilini a parte), eppure non si è fatto vivo nessuno; e alla fine, il Treviso finì quel campionato proprio grazie all’intervento di Corvezzo. Che poi ha vinto due campionati e ne ha combinate di tutti i colori, ma in quel momento cruciale ci risulta fosse stato l’unico a interessarsi alle sorti dell’Asd Treviso. Quattro anni dopo siamo messi allo stesso modo, se non peggio; il Treviso è vivo soprattutto grazie alla sponsorizzazione di mister Segafredo (che rimane una mezza beffa dopo i teatrini pre e post campagna elettorale...), ma senza altri iniezioni di liquidità non resta in dubbio la risalita, ma la stessa sopravvivenza della società.

Dagli uffici al campo, dove gli alibi, come detto, sono finiti. Domenica, contro il Petra Malo, non dovrebbe essere ancora disponibile il difensore-bomber La Cagnina, che si spera di recuperare per la trasferta di Sarcedo. Per il resto, salvo acciacchi dell’ultimo momento, la squadra dovrebbe essere quasi al completo. Il mercato di dicembre è iniziato, ma in via Ugo Foscolo sembra tutto fermo: arriverà l’attaccante di razza? O arriveranno prima i tagli? Intanto spazio per il possente centrocampista ivoriano Yves Gnago, che a Sandrigo è stato protagonista di un buon debutto. Basterà per interrompere un’astinenza dal gol che dura da 346 (!) minuti?

L'avversario: Stemma petramalo small.png Petra Malo 

L’avversario di giornata è il Petra Malo, società fondata nel lontano 1908 e giunta al secondo anno consecutiva in Promozione, categoria riconquistata nell’estate 2011 dopo una lenta risalita dall’inferno della Seconda categoria. I nerostellati, dopo i due campionati nella Serie C della Lega Nord dell’immediato dopoguerra, hanno vissuto la loro epoca d’oro negli anni settanta (1969-1974), quando militarono per un quinquennio in Serie D. E al biennio 1972-1974 risalgono i quattro precedenti con il Treviso, tutti vinti dai biancocelesti. Per quanto riguarda le sfide al Tenni, nel campionato 1972/73 rotondo 3-0 per Frandoli e compagni (doppietta di Semenzin e Osellame); nel campionato successivo vittoria di misura grazie alla rete del compianto Nico Zambianchi. A fine stagione la retrocessione in Promozione (allora quinto livello del calcio italiano); da allora i vicentini non sono più riusciti a raggiungere l’Interregionale, navigando tra Promozione, Eccellenza e Prima categoria.

Questa estate, dopo l’ottavo posto conquistato da matricola, il Petra Malo si era presentato ai nastri di partenza con l’obiettivo di disputare un altro campionato da medio-alta classifica. L’inizio è stato incoraggiante: tre vittorie nelle prime quattro partite, poi un lento e inesorabile declino che, dopo la sconfitta di inizio mese a Sarcedo, ha portato alle dimissioni di mister Disha, sostituito da Fontana. Il debutto del nuovo allenatore è stato da favola: 1-0 interno contro la rivelazione Godigese. Un fuoco di paglia, visto che nei due turni successivi sono arrivati un pareggio (2-2 a Loreggia) e una sconfitta interna (2-1 per il Caldogno Rettorgole). Insomma, la crisi non è finita anche dopo il cambio di allenatore; lontano da casa sono arrivate 4 sconfitte (i nerostellati vantano questo poco lusinghiero record insieme al Rossano ultimo in classifica), ma contro il Treviso di questo periodo tutto può accadere...

La partita

Un’altra domenica di ordinario dominio biancoceleste allo stadio Tenni, solo che questa volta il Treviso riesce perfino a vincere, ritrovando il gol dopo circa 350 minuti di astinenza. Protagonista di giornata l’istrionico Quell’Erba, che in mezzo alla doppietta personale si permette il lusso di sbagliare un rigore. Il 3-1 finale è di Giuliato, di Zancan il momentaneo pareggio del Petra Malo. Da segnalare l’ottima prova di Yves Gnago, migliore in campo insieme al goleador di giornata.

Cronaca

Una vittoria netta, meritata, ma comunque sofferta, e non certo per colpa di un Petra Malo in crisi. I biancocelesti sono in piena emergenza difensiva: La Cagnina difficilmente sarà a disposizione per i due big match con Sarcedo e Godigese, mentre Fonti è ancora ai box dopo l’infortunio nel riscaldamento di Sandrigo. Con Balzan al centro, Piovanelli preferisce un esterno offensivo come Del Papa a Mensah, ma l’ex Sacilese, pur giocando fuori ruolo, non deluderà. Per il resto confermata la formazione della domenica precedente, salvo il rientro di Giuliato dalla squalifica.

I biancocelesti partono fortissimo, e al terzo minuto vanno subito in vantaggio: Gnago riceve palla al limite dell’area e libera Dal Compare che la mette al centro; la palla attraversa tutta l’area e trova la deviazione vincente di Quell’Erba sul secondo palo. Treviso subito avanti. Dopo i festeggiamenti, continua l’assedio: triangolazione Del Papa-Quell’Erba sulla destra, palla al centro e Dal Compare prova una mezza rovesciata, ma un difensore ospite interviene sul più bello. Sull’azione successiva il cross, stavolta di Quell’Erba, arriva da sinistra, ma Dal Compare arriva sbilanciato e calcia fuori. Quell’Erba ci riprova al 12′, su suggerimento dell’ottimo Gnago, ma il suo sinistro viene deviato in angolo dal portiere Rossi. Due minuti tocca proprio a Gnago: azione personale di Dal Compare, che da posizione decentrata scocca un destro insidioso; sulla respinta di Rossi l’ivoriano colpisce a porta sguarnita, ma la debole conclusione trova il salvataggio sulla linea di un difensore ospite. Il panzer ivoriano ci riprova poco dopo: bel cross di Giuliato e stacco imperioso del numero 9, ma la palla sorvola la porta. Il 2-0 non arriva, e la beffa, sempre puntuale, non si fa attendere. Al 33′ lancia nell’area di rigore biancoceleste, dove ci sono un paio di nerostellati in fuorigioco: il guardalinee non segnala nulla, la difesa biancoceleste si ferma e il più furbo di tutti è Zancan, che calcia al volo e trafigge Bortolin. Un tiro in porta, praticamente l’unico in tutta la partita degli ospiti, e un gol. Il Treviso riprende l’assedio, e al 40′ potrebbe tornare anche in vantaggio, dopo che Quell’Erba viene steso poco prima dell’area di rigore. Tardivo di San Donà assegna il rigore, ma l’attaccante biancoceleste entra nella lista nera calciando forte ma centrale, e concedendo un piccolo momento di gloria a Marco Rossi. Cinque rigore sbagliato su sei, scoppia la giustificata rabbia degli spettatori. La reazione del Treviso è veemente, ma si concretizza in una serie di corner che non portano a nulla, salvo l’ennesima conclusione a botta di sicura di Dal Compare deviata in angolo. Negli spogliatoi rientro a testa bassa, Piovanelli è una furia, e a fine partita verrà colto da un piccolo malore.

La ripresa, non servirebbe dirlo, si apre con l’assalto all’arma bianca dei biancocelesti. Nei primi minuti subito due occasioni: Dal Compare devia troppo debolmente un bel cross di Quell’Erba; sull’azione successivo l’ex Jesolo mette in mezzo, ma Gnago non coglie l’attimo. Nei minuti successivi l’ivoriano sale in cattedra: una forza della natura, peraltro dotata di buona mobilità. Al 20′ parte da centrocampo e, dopo aver resistito a più cariche, appoggia per Dal Compare che dalla destra fa partire uno dei suoi traversoni; la palla attraversa l’area e arriva a Quell’Erba, che dopo un veloce controlla trasforma con un gesto acrobatico. Il numero 7 si dirige verso il centrocampo e, dopo aver zittito la tribuna, si volta brevemente anche verso la curva. Un gesto evitabilissimo, ma dopo il triplice fischio, durante i festeggiamenti finali, il giocatore cercherà di rimediare scusandosi con i tifosi per lo sfogo inappropriato. Non è certo un caso se poco dopo Piovanelli lo sostituisce con Marangon. La reazione del Petra Malo è sterile, e il Treviso sfiora il 3-1 con Gnago: girata in area e conclusione debole che Rossi respinge malamente, ma per sua fortuna in area non c’è nessun falco biancoceleste e la difesa può spazzare. Non gli va bene al 35′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Dal Compare: Ton devia di tacco, il portiere respinge malamente e Giuliato anticipa tutti. Urlo liberatorio dell’ex Giorgione, che insieme a Ton va ad esultare sulla rete della curva sud, con i tifosi. Mentre rientrano a centrocampo, i due si vedono sventolare in faccia un giallo: cose MAI viste. Eppure di esultanze simili ne abbiamo viste sia al Tenni che fuori casa, anche in questa stagione. E così, in una partita di rara correttezza (il Petra Malo non si è messo a randellare a destra e manca come tutte le altre avversarie), il Treviso si prende due gialli come gli avversari...

Avanti di due gol e con meno pressione addosso, i biancocelesti si esaltano ma il quarto gol non arriva. Meglio così, visto come sono andate le cose dopo i sei gol rifilati al Rossano.

Commento

A fine partita, nonostante il successo, il clima non era molto sereno. Piovanelli è arrivato in sala stampa in ritardo, a causa di un piccolo calo di pressione che l’ha costretto sul lettino.Dopo essersi ripreso, non le ha mandate a dire: «Niente di particolare - ha dichiarato il tecnico a Il Gazzettino di Treviso in merito al malore – ora sono qui alla faccia di chi mi vuole male». Nessun nome ovviamente, ma non è difficile comprendere a chi sia indirizzata la “dedica”... Dopo il primo tempo il mister era rientrato con tanta rabbia in corpo: «In spogliatoio – ha rivelato a La Tribuna di Treviso - ho dato una bella strigliata: abbiamo giocato per un quarto d’ora, poi basta: non ce lo possiamo permettere perché il risultato non lo sappiamo gestire». E su Gnago, ultimo acquisto voluto da Sartori, «fosse stato tesserato prima... Però bene, ci darà un mano in più ruoli, ora aspettiamo di vedere cosa ci porterà Babbo Natale».

Insomma, un Piovanelli decisamente su di giri e incontentabile. Al centro di tutto, ancora una volta, il mercato. A parte la tanto attesa prima punta (Gnago non può bastare, perché anche se rivelasse un discreto senso del gol dopo un infortunio saremmo punto e capo...), a questa squadra servirebbero un secondo portiere (per ora ci sono Bortolin e l’ex Berretti Vincenzi, occupati a tempo pieno nel week-end tra juniores e prima squadra) e almeno un altro difensore centrale. Difficile sperare in qualche innesto di spessore, specialmente guardando il sempre più spelacchiato manto erboso del Tenni...

Intanto c’è da pensare alle due ultime sfide del girone di andata: Sarcedo fuori casa e Godigese al Tenni. Un calendario da brivido, visto che parliamo delle due squadre che inseguono la capolista Eurocalcio Cassola a un solo punto di classifica. La prima della classe ieri ha conosciuto la prima sconfitta stagionale contro il Cornedo, ora non più penultimo.

Galleria

Riepilogo 13ª giornata

Risultati Classifica Prossimo turno
  • Caldogno Rettorgole-Sarcedo 1-0
  • Campigo-Trebaseleghe 1-2
  • Cornedo-Eurocalcio Cassola 2-1
  • Mussolente-Azzurra Sandrigo 1-0
  • Loreggia-Godigese 1-3
  • Rossano-Nove Stefani 0-2
  • Summania-Cartigliano 3-1
  • Treviso-Petra Malo 3-1
  1. Eurocalcio 26
  2. Godigese 25
  3. Sarcedo 25
  4. Caldogno Rettorgole 24
  5. Cartigliano 21
  6. Treviso 20
  7. Nove Stefani 19
  8. Mussolente 19
  9. Ambrosiana Trebaseleghe 18
  10. Summania 18
  11. Azzurra Sandrigo 14
  12. Petra Malo 14
  13. Loreggia 11
  14. Campigo 11
  15. Cornedo 11
  16. Rossano 6
  • Nove Stefani – Summania
  • Ambrosiana Trebaseleghe – Cartigliano
  • Azzurra Sandrigo – Campigo
  • Sarcedo – Treviso
  • Caldogno Rettorgole – Loreggia
  • Eurocalcio Cassola – Rossano
  • Godigese – Cornedo
  • Petra Malo – Mussolente

Il punto

Dieci squadre su sedici comprese in otto punti: questa la classifica consegnata dalla 13a giornata, caratterizzata da un paio di risultati eclatanti. Tutto “merito” della (apparente?) crisi del Sarcedo, che a Caldogno ha raccolto la terza sconfitta di fila (la quarta, dopo quella del debutto stagionale). I padroni di casa hanno legittimato il successo, risultando superiori agli ospiti per gran parte del match. Il gol di Marcante a inizio ripresa ha rimediato all’errore dal dischetto di Piovan nel primo tempo. La squadra di Ferronato rimane seconda, a un solo punto dall’Eurocalcio Cassola, che scivolando nel più classico dei testacoda ha conosciuto il primo ko in campionato. L’impresa di giornata è del Cornedo, penultima forza del girone B, trascinato dalla seconda doppietta consecutiva di Bellotto, che una settimana prima aveva rimontato uno doppio svantaggio a un’altra big, il Nove Stefani. I padroni di casa, dopo essere stati salvati dalla traversa, hanno segnato due reti in cinque minuti, e nella ripresa, nonostante il gol ospite, sono riusciti a portare a casa il successo senza rischiare troppo. Al secondo posto, insieme al Sarcedo, c’è la Godigese, che a Loreggia ha dimostrato tutta la propria prolificità offensiva liquidando i padroni di casa con tre gol nel primo quarto d’ora. I biancoblu sono la squadra del momento, ma visto l’organico e le ambizioni estive della società non è certo una sorpresa vederli così in alto. Continuano a peccare di costanza gli eterni rivali del Cartigliano, che a Piovene Rocchette rimediano tre sberle dall’altra grande rivelazione del momento; ancora protagonista Calgaro, che con una doppietta (ma un rigore sbagliato) consolida il primato nella classica marcatori. Il Summania dopo il fortunoso 0-0 di Treviso ha cambiato marcia: 4 vittorie e 2 pareggi, e 14 gol fatti; passato in vantaggio con il sigillo del solito Crestani, il Cartigliano ha perso un’occasione ghiotta per avvicinarsi alla vetta, e al contempo si ritrova il fiato sul collo del gruppone a ridosso della zona play-off. A guidarlo c’è proprio il Treviso, staccato di un punto, che dopo 350 minuti di astinenza ritrova il gol e una vittoria interna che mancava da quasi due mesi. Altra domenica da dimenticare per il Petra Malo: l’effetto Fontana è durato appena due partite valse quattro punti, e le due sconfitte consecutive hanno spinto i nerostellati al sest’ultimo posto, seppure in coabitazione con l’Azzurra Sandrigo, sconfitta di misura a Mussolente (decisivo il rigore del misquilese Guidolin a un quarto d’ora dal termine) dopo una partita molto equilibrata e avara di emozioni. I gialloneri tallonano il Treviso insieme al Nove Stefani, che sbroglia senza troppi patemi la pratica Rossano con un gol per tempo di bomber Gianluca Caciotti. I gialloblu rimangono in fondo alla classifica, e ora la zona play-out è distante ben cinque punti in virtù dell’impresa compiuta dal Cornedo, ora a quota undici con due deluse che non riescono proprio a vedere la luce in fondo al tunnel. A Loreggia l’arrivo di Anali al posto di Volpato non ha prodotto alcun risultato concreto, mentre l’ex tecnico Liviero, arrivato a Campigo in estate con un gruppone di ex biancorossi, è appena stato esonerato. Al suo posto Alberto Maggiotto, storico mister dei castellani, con i quali ha conquistato un campionato di Seconda categoria e una coppa di Prima valsa il salto in Promozione. Per l’ormai ex tecnico Liviero è stata decisiva la sconfitta interna con l’Ambrosiana Trebaseleghe; avanti con Marchioro, nella ripresa i gialloblu hanno concesso due gol nel giro di tre minuti agli ospiti (doppietta di Pavanetto). Per i padovani la scalata continua: adesso la zona play-off dista solo tre punti. Nel prossimo turno il match di cartello è a Sarcedo, dove l’ex dominatrice del girone ospiterà il Treviso, a caccia del quinto posto insieme Ambrosiana Trebaseleghe (che ospiterà proprio il Cartigliano), Nove Stefani e Summania. Match più agevoli per l’Eurocalcio Cassola e Godigese, che ospiteranno Rossano e Cornedo.

Statistiche

Classifica capocannonieri

Collegamenti esterni

Note


Riepilogo partite stagionali

A.C.D. Treviso - Partite 2013/14
Campionato di Promozione Veneto (girone B)

(1) Loreggia-Treviso • (2) Treviso-Caldogno Rettorgole • (3) Treviso-Cornedo • (4) Cartigliano-Treviso • (5) Treviso-Rossano • (6) Mussolente-Treviso • (7) Treviso-Summania • (8) Campigo-Treviso • (9) Treviso-Nove • (10) Ambrosiana Trebaseleghe-Treviso • (11) Treviso-Eurocalcio Cassola • (12) Sandrigo-Treviso • (13) Treviso-Petra Malo • (14) Sarcedo-Treviso • (15) Treviso-Godigese • (16) Treviso-Loreggia • (17) Caldogno Rettorgole-Treviso • (18) Cornedo-Treviso • (19) Treviso-Cartigliano • (20) Rossano-Treviso • (21) Treviso-Mussolente • (22) Summania-Treviso • (23) Treviso-Campigo • (24) Nove-Treviso • (25) Treviso-Ambrosiana Trebaseleghe • (26) Eurocalcio Cassola-Treviso • (27) Treviso-Sandrigo • (28) Petra Malo-Treviso • (29) Treviso-Sarcedo • (30) Godigese-Treviso

Play-off di Promozione Veneto (girone B)

Treviso-Eurocalcio CassolaGodigese-TrevisoTreviso-Benaco BardolinoPassarella-Treviso

Amichevoli

Suseganese-TrevisoTreviso-Union QuintoTreviso-FontaneTeam Biancorossi-TrevisoFossalta di Piave-TrevisoScorzè-TrevisoGazzera Olimpia Chirignago-TrevisoUnion Pro Mogliano Preganziol-TrevisoLiventina Gorghense/Juniores-Treviso

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