Treviso-Sandrigo (6 aprile 2014)

Da Forza Treviso Enciclopedia.
Treviso-Sandrigo 0-0
Competizione:
Campionato di Promozione Veneto (girone B) Stagione: 2013/14
Giornata o turno:
27ª giornata A/R: Andata
Luogo:Stadium.png
Treviso
Data:Nuvola apps date.png
domenica 6 aprile 2014
Arbitro:Arbitro fischietto.png
Balbinot di Belluno.
Formazioni
Stemma treviso small.png Treviso :
(4-4-2)
Bortolin; Pilotto, Ton, Orfino, Zamuner; Marangon, Del Papa, Dal Compare, Viteri (st 18‘ Fonti) ; Bidogia (st 12‘ Giuliato), Gnago (st 38‘ La Cagnina). Allenatore: Tentoni.
Stemma azzurrasandrigo small.png Sandrigo :
(4-4-2)
Andrighetto; Vitacchio (st 41‘ Caretta), Loda, Spegiorin, Contro; Sasso, Cuman, Camara, Ristic (st 24‘ Peruzzo); Di Felice (st 31‘ Graziani), Matta. Allenatore: Bevilacqua.
Note
Gol:Icona Goal.png
-
Ammoniti:Yellow card.png
Del Papa per il Treviso, Maita e Cuman per l’Azzurra Sandrigo.
Espulsi:Red card.png
-
Angoli:Nuvola apps kmines.png
6-2 per il Treviso.
Recupero:Nuvola apps ktimer.png
0'+5'.
Spettatori:Nuvola apps kdmconfig.png
487, per un incasso di Euro 2.870.
Meteo:Nuvola apps kweather.png
Giornata calda e soleggiata, terreno in buone condizioni.
Varie:Nuvola apps package editors.png

Treviso-Sandrigo è la 27ª giornata (12ª giornata del girone di ritorno) del Campionato di Promozione Veneto (girone B) 2013/14, giocata domenica 6 aprile 2014.

Indice

Introduzione

Una settimana davvero strana quella che si sta per concludere. Niente di nuovo in via Ugo Foscolo, visti i tanti problemi affrontati in questi anni di “montagne russe”. Tuttavia gli ultimi sette giorni hanno visto un assurdo alternarsi di emozioni contrastanti, anche per motivi extra calcistici che hanno coinvolto alcuni calciatori biancocelesti. La settimana era iniziata con la gioia per il quinto successo consecutivo, seguito al fiocco rosa in casa Giuliato. Ci si avviava dunque verso il decimo compleanno di forzatreviso.it, “festeggiato” amaramente mercoledì scorso. Prima la notizia del grave lutto che aveva colpito Andrea Zamuner, poi il verdetto del giudice sportivo che di fatto metteva fine a una rincorsa, quella al primo posto, comunque difficile (ma vista la mini crisi della Godigese non impossibile), e scatenava una feroce polemica a cui non potevamo certo sottrarci. Anche perché le ultime indiscrezioni della stampa sui “fatti” di Cassola ha rafforzato la convinzione che sotto ci sia qualcosa di poco chiaro, e che a prescindere da tutto la punizione sia stata eccessiva.

Chiaramente non si vuol certo giustificare eventuali comportamenti, nonostante le provocazioni (non punite e del tutto snobbate dal referto arbitrale) subite da squadra e tifoseria biancoceleste al Tenni nell’andata con l’Eurocalcio Cassola e a Cornedo. Da inizio campionato, poi, ci chiediamo in base a quale criterio vengono comminate le ammende “per offese all’arbitro e alla terna arbitrale”. In ogni partita si sentono critiche, sfottò e insulti all’arbitro o alla terna (infatti anche altre squadre sono state multate, anche se non con la costanza del Treviso), ma non sempre arrivano le ammende; nel caso nostro, poi, ci sono state partite tesissime a cui non seguiti provvedimenti, e viceversa altre relativamente tranquille cui ha fatto seguito la consueta ammende di 120 euro. Tutto dipende dall’arbitro, e forse da come gli gira la giornata...

Non sono certo queste decisioni (e nemmeno i pochi cartellini che quasi tutti i fischietti sventolano a degli avversari solitamente più fallosi) a condizionare un campionato, però influiscono certamente sulle casse societarie: tra ammende super e standard il Treviso è stato multato di 1410 euro. Un contributo al Crv e ai papaveri che contro il Mussolente sono venuti personalmente a controllare che tutte le disposizioni per la gara a porte chiuse fossero osservate. Tra società e tifosi, che ogni domenica garantiscono cospicue entrate extra alle società ospitanti, il Treviso sembra un buon affare per la categoria, anche se in estate metà presidenti fanno le barricate denunciando i soliti favoritismi. Perdonateci dunque un po’ di ironia, visto che secondo i soliti gufi/anonimi non dovremmo neanche permetterci di protestare perché la categoria ci sarebbe stata regalata.

Un regalo pagato caro, viste la tante ammende e le stangate di Cornedo e Cassola. La seconda, come avevamo anticipato, sta assumendo contorni sempre più fumosi. Il referto parlava di sassaiola all’indirizzo dei giocatori avversari al rientro negli spogliatoi. Noi avevamo sottolineato, facendo riferimento anche al video della partita, che negli stessi momenti la tifoseria era ammassata sulla rete insieme alla squadra in trionfo; inoltre non capivamo come fosse possibile che ci fossero sassi sotto la tribuna. E poi, nessuno ha visto niente di strano (a parte il presidente dell’Eurocalcio Cassola intervistato da venetogol), tant’è che se dopo Cornedo avevamo già anticipato i fatti del dopo gara prevedendo almeno quanto meno un’ammenda salata, questa volta la stangata è stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Ma si sa, dicono che il referto arbitrale è legge e incontrovertibile (anche se in Serie A abbiamo visto il contrario). Tuttavia negli ultimi giorni, a confermare i nostri dubbi e infittire il mistero ci ha pensato la tribuna di Treviso. Stando alle indiscrezioni riportate dal quotidiano, sembra addirittura che l’episodio non sarebbe stato visto dall’arbitro, ma riferito dai carabinieri. Questo perché, tra le altre cose, l’episodio non sarebbe accaduto nemmeno all’interno, ma fuori dallo stadio di San Giuseppe di Cassola! Niente di ufficiale, ma comunque una importante conferma dei dubbi espressi dalla tifoseria nei giorni scorsi. Sacrosanto, a maggior ragione, il ricorso. Il cui esito, tuttavia, salvo sorprese saranno negativi (esattamente come quello per Cornedo-Treviso). Al massimo potrebbe venire tolto un punto, o “posticipata” la penalizzazione al prossimo campionato.

Per fortuna, classifica a parte, in campo gli obiettivi non cambiano. Avevamo detto che il Treviso, non avendo niente da perdere, doveva puntare sempre al massimo risultato, perché se non è il primo posto, vi sono pur sempre altri obiettivi: dal secondo posto al +10 sulla quinta per evitare la prima partita dei play-off. Il -2 complica le cose anche per l’obiettivo secondario, come se non bastasse un calendario tutt’altro che agevole. A questo si aggiunge infine una lunga lista di diffidati che potrebbe creare problemi, specialmente dopo una settimana carica di tensioni.

I ragazzi che andranno in campo avranno sicuramente voglia di rivalsa, ma d’altra parte dovranno stare attenti a non sfogare la rabbia accumulata in settimana nel modo sbagliato. Anche perché gli arbitri tendono a punire più frequentemente le proteste che gli interventi da cartellino. In settimana Tentoni ha dichiarato che la stangata del giudice sportivo sarà “una molla” da sfruttare. Tuttavia questa molla andrà fatta scattare nel modo giusto, senza perdere quella lucidità che ha permesso ai biancocelesti di infilare il miglior filotto stagionale. Un filotto da migliorare già dalla sfida con l’Azzurra Sandrigo.

Una squadra da non sottovalutare, a dispetto della classifica, anche perché il Treviso in questo campionato ha dimostrato di soffrire soprattutto contro le “piccole”. All’andata i biancocelesti erano tornato dal vicentino con un pareggio deludente ma meritato; sul podio delle peggiori prestazioni, probabilmente Sandrigo sta tra Cartigliano e Rossano. I biancocelesti, con in campo il debuttante Gnago (destinato a cambiare gli equilibri dalla gara successiva), avevano creato ben poco, salvando il punticino grazie a Bortolin. Se non altro dopo quella partita le cose sono radicalmente cambiate, mentre per l’Azzurra sono arrivate tre sconfitte di fila che sembravano aver posto fine all’avventura di mister Bevilacqua. Ma al giro di boa nulla è cambiato, e l’Azzurra si è risollevata, riportandosi in pianta stabile nella zona salvezza. Il girone di ritorno lo testimonia: per i vicentini quattro vittorie, cinque pareggi e due solo sconfitte, peraltro di misura, in casa di Eurocalcio Cassola e Godigese. Non certo una squadra materasso, come dimostra il 2-0 casalingo rifilato al Sarcedo. Al momento l’Azzurra Sandrigo occupa il quint’ultimo posto in coabitazione con il Campigo, vicinissima alla salvezza.

La partita

“Con referti inventati non ci avete spezzati”, recitava lo striscione polemico esposto dalla curva sud durante Treviso-Azzurra Sandrigo. Purtroppo la stangata del giudice sportivo, col suo seguito di polemiche, se non ha spezzato il Treviso lo ha certamente condizionato. Lo si è visto fin dai primi minuti, con una squadra più confusionaria del solito, in attacco con i soliti gol incredibili mangiati (più un palo di Dal Compare), in difesa con un paio di svarioni difensivi che potevano regalare la vittoria a una coriacea Azzurra Sandrigo. Che alla fine, grazie a una punizione inventata dal mediocre Balbinot di Belluno (irritante ai limiti del sopportabile), ha sfiorato il gol beffa. Sarebbe stato troppo, fermo restando che i vicentini hanno meritato il punto. Un’altra giornata assurda (specchio perfetto di una stagione maledetta), a tratti tragicomica, come quando tra i due tempi lo speaker ha annunciato che se non finivano i fischi la partita rischiava di essere sospesa (!). Fischi per l’arbitro (meritatissimi) o fischio di un solitario molestatore? Altra ammenda? Boh, cambia poco, nel giro di tre giorni tra stangata e partita da dimenticare ci siamo (e ci hanno!) tolto di mezzo per la corsa al primo posto. Missione compiuta. Un vero peccato, perché la Godigese è stata umiliata a Sarcedo (5-0!), contro una squadra in formissima, paradossalmente ancora in lotta per la vittoria del campionato e purtroppo favorita anche per il secondo posto, oramai unico obiettivo rimasto al Treviso.

Cronaca

Il Treviso era presentato in campo con un'assenza pesante: out Frankie Mensah, nemmeno in panchina. Tentoni ridà fiducia a Luca Bidogia, confermando Gianluca Del Papa al centro e regalando una maglia da titolare al panamense Rogelio Viteri sulla corsia sinistra. Prima del fischio iniziale, minuto di silenzio per ricordare Gino Zamuner, padre di Andrea; tutti i giocatori indossano una maglia con su scritto "Zamu siamo con te. Non mollare...". Il roccioso difensore è comunque in campo, ma l'emozione è comunque forte. Lo si capisce al 3', quando un suo passaggio impreciso verso Carlo Bortolin innesca Di Felice, che fortunatamente sciupa tutto facendosi ipnotizzare dall'estremo difensore. Tuttavia è tutto il Treviso a essere meno brillante, evidentemente frastornato dai fatti della settimana. Davanti si litiga col pallone, e quando capitano occasioni d'oro, chi dovrebbe metterla dentro dimostra di non esserci proprio. Lo si capisce all'8', quando Gnago fa tutto bene, entra in area e tira; sulla deviazione il tiro svirgolato di Del Papa si trasforma in assist per Bidogia, che solo al centro dell'area, tenuto in gioco da due difensori, non è assolutamente reattivo e si fa anticipare dal portiere Andrighetto. Il Treviso, pur pasticciando tanto, sembra in crescita. Dal Compare comincia a ingranare, e arrivano le botte. Al secondo fallaccio Balbinot di Belluno si decide, finalmente, a tirare fuori un giallo (prossimo all'arancione) per un intervento pericoloso di Maita. Il Treviso non riesce comunque a manovrare, si affida troppo spesso al lancio lungo e gioca su una sola fascia. E rischia pure di andare sotto, quando il guardalinee non fischia un fuorigioco dubbio, regalando a Di Felice un'altra voltata verso Bortolin, che questa volta non ha bisogno di intervenire grazie al miracoloso recupero di Zamuner. Il Treviso si rifà vedere con un tiro di Dal Compare ribattuto, ma nel finale rischia di nuovo su punizione del solito Di Felice.

Poco prima che inizi il secondo tempo, lo speaker parla del pericolo di sospensione della gara se non cesseranno i fischi. Francamente non si capisce di che fischi (o di che fischio, o fischietto?) si parli, ma tanto basta per accendere i tifosi di curva e tribuna. Il resto lo fa il mediocre direttore di gara, irritante nelle piccole cose. I primi dieci minuti sono effettivamente una sequenza di fischi: quelli dell'arbitro e quelli del pubblico. Su parecchi interventi fallosi dell'Azzurra Sandrigo lascia correre, per poi sanzionare, poco dopo, lo stesso intervento commesso da un giocatore del Treviso. Tutto questo, sommato alla stangata del -2 percepita da tutti come un'ingiustizia, avvelena ulteriormente l'umore di tanti tifosi. Non ci vuole tanto per passare dai semplici fischi alle "teorie del complotto". Purtroppo, dietrologia a parte, la realtà della partita parla comunque di un Treviso sottotono. Se poi si sbagliano certi gol... All'11' un buco difensivo clamoroso della difesa ospite spalanca le porte a Bidogia, che punta un Andrighetto sorpreso, mal posizionato vicino al primo palo e con tre quarti di specchio di porta liberissimo. Lo spazio per segnare non manca, ma Bidogia ancora una volta fa la cosa meno logica e conclude debolmente sullo stesso Andrighetto. No, gol così non si possono sbagliare. Mani nei capelli per i tifosi, e forse anche per Tentoni, che poco dopo sostituisce l'attaccante con Giuliato, spostando Dal Compare dalla fascia destra (dove torna Del Papa) all'attacco per far coppia con Gnago. Proprio l'ivoriano va vicino al vantaggio un quarto d'ora dopo, poco prima della mezz'ora, quando entra in area, resiste alle cariche e da posizione decentrata conclude di sinistro sul palo ben coperto dall'ottimo Andrighetto. Nel quarto d'ora finale, l'Azzurra Sandrigo si chiude in difesa. Il Treviso fatica a trovare spazi, anche se al 33' un tiro apparentemente innocuo di Dal Compare attraversa lentamente l'area finendo sul palo. La partita si va poi lentamente spegnendo. Tentoni toglie Gnago e getta nella mischia La Cagnina, che si ritrova attaccante. Ma il tempo passa, cominciano le sceneggiate perditempo degli avversari, mentre davanti il Treviso continua a buttare palloni alti che non trovano nessuno. Si arriva così al recupero, dove gli ospiti rischiano di passare in vantaggio, grazie a una punizione inventata dall'arbitro per un fallo inesistente di Zamuner. Il mancino di Contro è delizioso, ma la traversa salva Bortolin, strozzando l'urlo del folto gruppo di vicentini sistemati in tribuna. Come detto in apertura, sarebbe stato troppo, anche se l'Azzurra Sandrigo ha legittimato il risultato (identico all'andata) con una prestazione attenta e con poche sbavature. Per i vicentini la salvezza non è lontana, per il Treviso il primo posto è ormai un miraggio.

Commento

E pensare che vincendo oggi, e senza la penalizzazione, i biancocelesti potevano trovarsi a -2 dalla Godigese con altre tre partite da giocare, compreso il derby dell'ultima giornata. La stangata ha trasformato la classifica e lo stesso Treviso, oggi decisamente sottotono, sfortuna a parte. Se poi, come sembra, il verdetto sul ricorso non arriverà questa settimana (come quello, respinto, seguito ai fatti di Cornedo-Treviso) ma più avanti, avremo la conferma che il "caso" Cassola è una pagliacciata.

Galleria

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Note


Riepilogo partite stagionali

A.C.D. Treviso - Partite 2013/14
Campionato di Promozione Veneto (girone B)

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Play-off di Promozione Veneto (girone B)

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