Seconda parte dedicata al 2025 biancoceleste e alla prima metà di un campionato che potrebbe finalmente realizzare quell’obiettivo ossessivamente rincorso negli ultimi 12 anni, dopo essere ripartiti dalla Promozione: ritornare nel professionismo, in una categoria più consona alla storia ultracentenaria del Treviso. Tuttavia, l’esperienza del campionato precedente consiglia prudenza. La classifica parla di un dominio costruito con tanti successi di misura, la storia recente insegna che basta poco per spezzare questo equilibrio e ribaltare le sorti di una squadra.

La stagione 2025/2026 del Treviso inizia prima che finisca il campionato ormai vinto dalla Dolomiti Bellunesi: con il sogno C ormai svanito si prospetta l’ennesima rivoluzione e, oltre a gran parte della rosa e mister Parlato, è sicuro l’addio al direttore sportivo Attilio Gementi, apertamente contestato anche dalla tifoseria. Del resto sono cambiati anche gli equilibri societari, con la recente, rumorosa discesa in campo del nuovo presidente Alessandro Botter, comunque già presente da qualche tempo con la moglie Orietta Miotto nell’organigramma societario. Come nuovo uomo mercato circola molto presto un nome a sorpresa, il “debuttante” Pierfrancesco Strano, giovane classe ’92, alla prima esperienza da direttore sportivo dopo anni come collaboratore dell’esperto Giorgio Perinetti, con cui ha appena conquistato la B ad Avellino. Come allenatore, dopo aver scelto profili giovani o quasi emergenti, si punta sull’esperienza di Edoardo Gorini, classe ’74, per tanti anni vice e poi allenatore del Cittadella in Serie B. La squadra viene rivoluzionata, vengono confermati solo il portiere Mangiaracina, il difensore esterno Brigati, il centrocampista Artioli e il fantasista offensivo Beltrame. In difesa si punta sul sicuro con Munaretto e Salvi, collaudata coppia centrale protagonista a Chioggia, mentre a centrocampo il colpo più importante è Robert Gucher, ex capitano di Frosinone e Pisa in B, austriaco. Completano il reparto un altro ex Chioggia, il figlio d’arte Filippo Serena, l’ex Arzignano Tommaso Brevi e il jolly Federico Gianola, un anno prima protagonista nel campionato vinto a sorpresa dal Caldiero. In attacco il primo botto porta il nome di Francesco Fedato, esterno offensivo ex nazionale under 21 e con una carriera tra Serie A e C. L’attacco viene rafforzato da Luigi Scotto, bandiera della Sassari Torres e dal croato Tomi Petrovic della Juve Stabia. Completano il mercato i tanti under, il secondo portiere classe 2006 Rok Vadjunec, dall’Adriese, gli esterni difensivi proveniente dal sud come Guerriero e Fragnelli del 2005, i centrocampisti Patalano (2005) e il 2007 Perin. In attacco l’acquisto più interessante è il classe 2005 Francescotti dal Benevento, protagonista dell’ultima Primavera 2.
Dopo il ritiro, confermato ad Arta Terme, e il positivo precampionato, il Treviso si prepara al debutto in coppa: c’è grande entusiasmo dopo la presentazione “bagnata” dal diluvio sotto la Loggia dei Cavalieri (500 tifosi presenti), ma la prima ufficiale è il solito flop. Il Treviso esce subito dalla coppa per il terzo anno di fila, sconfitto 2 a 1 da una Luparense più brillante; inutile il momentaneo pareggio di Artioli. I tifosi già mugugnano ma, una settimana dopo, a Portogruaro ritorna il sereno: contro i granata non vengono ancora risolte le lacune difensive, ma ci pensa Scotto con una tripletta a risolverla nel secondo tempo per il definitivo 4 a 2. La prima al Tenni contro il Vigasio dimostra subito che la squadra sembra avere gli attributi: trafitta dal colpo di testa dell’ex Pasha, pareggia con Martinelli ma resta in 10; nonostante tutto, nella ripresa domina e vince ancora con Scotto. Gli equilibri difensivi non sono ancora perfetti, ma il Treviso vince anche ad Adria (1-3) grazie a Munaretto, Scotto e Gianola.
Il ritorno al Tenni coincide con l’unico turno infrasettimanale: contro il Campodarsego la partita è equilibrata, ma nel finale arriva il guizzo del neoentrato Fedato e, nel recupero, il sigillo del giovane Perin. Bottino pieno, ma all’orizzonte c’è la fatal Bassano… il Treviso va in vantaggio con Fedato, nella ripresa sciupa tre occasioni d’oro per chiuderla e nel finale rischia la doppia beffa: subisce il pareggio a cinque dalla fine e, per poco, nel recupero non arriva la sconfitta, ancora una volta sugli sviluppi di un calcio piazzato Una situazione di gioco che nelle prime giornate si è rivelata essere il tallone d’Achille dei biancocelesti. In classifica finisce a -2 dal Cjarlins Muzane ancora vincente, ma la rincorsa dura una settimana: nell’anticipo contro l’ostico Brian Lignano è una papera del portiere ospite a spalancare le porte al primo gol di Petrovic e, il giorno seguente, arriva il primo stop per il Cjarlins, fermato 2 a 2 a Legnago. Una settimana dopo la vetta condivisa diventa solitaria: l’Este blocca i friulani sullo 0 a 0, il Treviso in superiorità numerica fatica a piegare il Noale fino al siluro sotto l’incrocio di Perin, poco prima del rigore di Scotto chiude la gara.
Una settimana dopo arriva al Tenni l’ex Aliu con il Legnago, il Treviso gioca meglio e crea tante occasioni ma spreca tutto e viene beffato proprio dal bomber albanese, che non esulta. Fortunatamente i biancocelesti restano soli in vetta grazie al pari della diretta concorrente con la Luparense. In ogni caso, il primo ko interno pone qualche interrogativo in vista dei prossimi big match. A Chioggia, contro una squadra in crisi, arriva una prestazione solida, suggellata dal missile vincente di Brigati. Si arriva così, con due punti di vantaggio, al big match contro il Cjarlins Muzane privo di Marangon, infortunato. Altra partita equilibrata, ma ben giocata dal Treviso che, ancora una volta, trova il gol con un bel tiro a giro di Artioli nella parte finale della ripresa. Il +4 segna il primo tentativo di fuga della squadra di Gorini, che a San Martino di Lupari conferma il trend di questo equilibrato campionato. Match tirato con poche occasioni e, tanto per cambiare, risolto nella ripresa: questa volta la sblocca una deviazione di testa di Salvi su calcio d’angolo, mentre Scotto mette al sicuro i tre punti trasformando il rigore procurato da Francescotti, infortunatosi seriamente.
In classifica si resta a +4, ma una settimana dopo il vantaggio aumenta di due lunghezze: il Cjarlins Muzane viene bloccato ad Altavilla Vicentina, il Treviso vince la solita gara sporca di misura nel catino dell’Obermais a Merano, sotto una pioggia continua. Il ritorno al Tenni dopo due trasferte di fila non cambia la trama: l’Unione La Rocca Altavilla, seconda miglior difesa del girone C, resta in dieci a inizio ripresa e Gucher segna il gol vittoria da calcio d’angolo quando i tifosi sono ormai rassegnati al pareggio. Si arriva così al derby di Marca al Soldan di Conegliano, dove i padroni di casa passano quasi subito in vantaggio rompendo la lunga imbattibilità di Vadjunec; il Treviso trova subito il pari con Salvi, cresce e domina creando tante palle gol, ma l’attacco continua a stentare e i gialloblu vincono con cinismo trovando il gol nell’unica occasione della ripresa. Il clamoroso ko del Cjarlins Muzane a Merano mantiene il +6 in classifica, ma ai tifosi la giornata storta rievoca il ko di fine gennaio a Bassano. Il Treviso ha sprecato un’occasione per allungare in vista della difficile chiusura di fine dicembre?
Con questi interrogativi si arriva alla (sulla carta) abbordabile sfida interna con il San Luigi, ma a un quarto d’ora dall’inizio della partita sul Tenni scende di colpo un silenzio irreale, quasi palpabile, perché tra l’incredulità di tutti si sta diffondendo una triste notizia: Istrana, tifoso storico simbolo della curva sud, ci ha lasciato dopo alcune settimane di ricovero in ospedale. La partita inizia, la curva dedica un coro a Maurizio e poi resta in silenzio; in campo apre le marcature Beltrame, chiude la tripletta del solito Scotto e in classifica si vola a +8 sul Cjarlins Muzane fermato dal Bassano. Quattro giorni dopo c’è l’ultimo saluto a Maurizio nella sua Pezzan di Istrana, la curva sud e tanti amici lo onorano con cori e striscioni.

Il tributo di tifosi e amici durante l’ultimo saluto a Istrana


Uno viene portato anche nella tana dell’Este, una delle squadre più in forma del girone C. Contro i padovani le previsioni non vengono smentite: è un’altra dura battaglia, solo che il gol decisivo stavolta arriva nel primo tempo, dopo il rigore (contestato, ma netto) procurato da Beltrame. Scotto se lo fa parare, ma sulla ribattuta non sbaglia. Il finale di gara è comunque decisivo, ma in difesa: nel finale il Treviso resta in dieci per il secondo giallo a Guerriero, ma Vadjunec si conferma fenomenale tra i pali e salva tutto in pieno recupero con una parata che vale un gol. L’1 a 0 si trasforma in un +10 sul Cjarlins Muzane, fermato dal San Luigi sul sintetico di Trieste. Il resto è storia recente grazie al derby del Terraglio contro il Mestre: l’ennesima partita (apparentemente?) senza padrone e con poche occasioni da gol viene risolta nella ripresa. Il Treviso rompe gli indugi negli ultimi venti minuti, costringe il Mestre al fallo sistematico e guadagna la superiorità numerica per il secondo giallo a Soprano pochi minuti prima di trovare il gol vittoria di Brevi a cinque minuti dalla fine. Un successo reso speciale anche dal giro d’onore tributato prima del fischio d’inizio al leggendario numero 9 Gigi Beghetto, uno dei più prolifici attaccanti nella storia biancoceleste.

Gigi Beghetto sotto la curva prima del derby con il Mestre


Il Treviso ha chiuso il girone di andata con un vantaggio da record. Nella stagione 2022/2023 in Eccellenza i biancocelesti avevano stabilito la miglior partenza di sempre, raggiungendo un gap sulle inseguitrici simile a quello attuale già ad ottobre, ma dopo la crisi di novembre avevano dilapidato quasi tutto chiudendo l’andata a +4 sulla Godigese; tra gennaio e febbraio avevano perso tutto il vantaggio, finendo addirittura a -3 dai rivali durante il turno di riposo, e per un’ora di gioco dell’ultima giornata erano stati virtualmente secondi. Questi e altri precedenti molto recenti (il Padova da +12 al testa a testa finale con il Vicenza con sorpasso e controsorpasso finale), dovrebbero far riflettere chi pensa già alla Serie C. Senza dimenticare che, storicamente, il Treviso non ha mai vinto il campionato con largo anticipo.
Inevitabile qualche paragone con il passato più o meno recente. Rispetto alla precedente versione il Treviso versione 2025/2026 sembra una squadra più solida; le analogie ci sono, perché tende a risolvere le partite negli ultimi 15-20 minuti del secondo tempo grazie alle invenzioni dei singoli… ma le differenze non mancano. Nel campionato 2024/2025, anche nel suo momento migliore, il Treviso risolveva le partite con modalità simili ma dopo partite molto più sofferte, spesso dominate da avversari anche più deboli per lunghi tratti della partita. Il nuovo Treviso non ha mai dato questa impressione. Ci sono state alcune partite che, senza gli errori avversari, sarebbero probabilmente finite in pareggio (Brian Lignano e Unione La Rocca Altavilla decise da due incertezze dei giovani portieri); d’altro canto, nelle tre partite non vinte, i biancocelesti avrebbero meritato di vincere. Nel pareggio di Bassano e nelle sconfitte con Legnago e Conegliano decisivi sono stati i tanti errori sotto porta; in particolare, nel derby al Soldan gli avversari hanno segnato negli unici due tiri in porta di tutta la partita, uno per tempo.
La dipendenza dalle giocate del guerriero sardo Luigi Scotto, attuale capocannoniere del girone C, è uno dei pochi aspetti preoccupanti di un campionato quasi perfetto. Mancano i gol di alcuni compagni di reparto, anche se l’unica vera nota dolente è Petrovic, la punta centrale di peso arrivata con grandi aspettative, come dimostra la forma contrattuale concordata con la Juve Stabia. Inizialmente limitato dagli infortuni, paradossalmente ha fatto peggio quando è tornato in forma e ha giocato titolare con continuità. Il classe ’99 che in C aveva lasciato un bel ricordo a Trento non può essere quello spaesato visto negli ultimi due mesi. Forse non è riuscito a inserirsi negli schemi di Gorini e, con il passare del tempo, ha perso fiducia. Il suo destino sembra segnato e la partenza nel mercato di gennaio è decisa, tant’è che altri attaccanti proveniente dalla Serie C sono stati accostati al Treviso.

Il guerriero sardo Luigi Scotto nella battaglia contro il Mestre (foto Nalmar Ph)

Se c’è un reparto che invece non sembra aver bisogno di rinforzi e in certi momenti ha “sofferto” di abbondanza, è il centrocampo. Gucher, Serena, Brevi e Gianola sarebbero tutti titolari fissi in qualsiasi squadra. Considerati l’età e il ruolo delicato, la mezzala classe 2007 Perin è stato tra i migliori, ma la società potrebbe affiancargli un pari età per tutelarsi, visto che la disposizione in campo degli under tra difesa e centrocampo è molto importante per gli equilibri tattici. In difesa la coppia centrale Munaretto-Salvi, collaudata dal triennio a Chioggia, si è dimostrata un muro quasi invalicabile dopo un breve rodaggio, mentre sulle fasce Brigati si è confermato un versatile mastino decisivo anche con gol e assist. Artioli e Beltrame, altrettanto duttili e costantemente tra i migliori, si contendono con il difensore il titolo di biancoceleste dell’anno essendo i tre confermati. Discorso diverso per lo sfortunato Mangiaracina: prima di infortunarsi gravemente (tornerà a Padova), dopo un campionato 2024/2025 quasi perfetto ha pagato un paio di errori iniziali lasciando la porta a Rok Vadjunec, che ha proseguito la crescita dimostrata ad Adria. Il suo nuovo vice, De Franceschi, ha debuttato positivamente contro il San Luigi. Nel decisivo girone di ritorno incideranno la resistenza fisica e mentale della squadra, perché dopo un girone di andata del genere la pressione sarà tutta sui biancocelesti. Il mercato di riparazione un anno fa non ha fatto la differenza dove ce n’era più bisogno (a centrocampo); nel gennaio 2026 potrebbe farlo davanti, garantendo maggior peso offensivo a quello che, seppur di un solo gol, rimane il miglior attacco del girone C.
Le statistiche confermano la superiorità del Treviso, tra le migliori formazioni di tutta la Serie D. I biancocelesti hanno miglior attacco e difesa (la meno perforata della categoria) del girone e vantano il maggior distacco sulla seconda nel panorama nazionale. Un risultato che nessuno si aspettava visto le previsioni iniziali sulla competitività del girone C. In realtà, il campionato è più equilibrato di quanto sembri, ma il Treviso, oltre all’indispensabile buona sorte, è stato quasi perfetto anche nei dettagli, mentre le principali concorrenti hanno pagato errori e sfortuna (infortuni, come nel caso del Cjarlins Muzane), raccogliendo meno del previsto. Ma restano squadre con un organico di alto livello e nel girone di ritorno tutto può ancora succedere. Emblematico il caso della Clodiense, che dopo l’arrivo in panchina di Roberto Vecchiato e l’eterno ex Treviso Yves Gnago ha cambiato marcia e si candida a mina vagante del girone di ritorno, sognando una incredibile rimonta.




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