Il Treviso non fa sconti e sfata anche il tabù interno con l’Adriese, reduce da tre vittorie di fila al Tenni. Una partita un po’ brutta e sporca, soprattutto nel primo tempo, sbloccata solo grazie a un’autorete, mentre nel secondo tempo il raddoppio di Salvi e il rosso all’Adriese nel giro tre minuti chiudono la partita. Il Treviso festeggia nel migliore dei modi i suoi 117 anni.

L’Adriese che si presenta al Tenni è un lontano parente della squadra che nell’ultimo decennio si è giocata quasi sempre le prime posizioni del girone C: i problemi estivi (passaggio di proprietà saltato, ridimensionamento e iscrizione in extremis) facevano presagire una stagione di passione e così è stato. Come se non bastassero le assenze per infortunio, la squadra di mister Busetto (promosso dal campo un paio di mesi fa) deve fare anche a meno dello squalificato Gozzini, miglior marcatore dei blaugrana. Il Treviso, che in settimana ha salutato a sorpresa Fedato, si presenta con la formazione tipo degli ultimi mesi e parte abbastanza bene. Al 7′ la prima occasione: Scotto raccoglie un cross di Munaretto e prova l’eurogol, ma conclusione è fuori misura. Al 12′ ci prova Artioli con una conclusione dalla distanza, ma Adorni para senza problemi. I biancocelesti in questa prima parte di gara mantengono un predominio territoriale, ma non riescono a imporsi su un Adriese giovane e volenterosa, che sopperisce alle assenze e all’evidente divario tecnico con un pressing totale. Il Treviso, dal canto suo, appare un po’ meno incisivo e più distratto del solito, ma nonostante tutto riesce a creare qualche pericolo con le giocate dei singoli. E anche in una giornata grigia e plumbea come questa (anche dal punto di vista climatico) gli dei del calcio sembrano sorridere a questa squadra: al 27′ calcio d’angolo dalla sinistra, Gucher calcia forte a rientrare, Camerotto dell’Adriese spizza di testa e trafigge il suo stesso portiere. Autorete, ma ancora una volta il destro micidiale di capitan Gucher ha fatto danni… Treviso avanti, ma l’Adriese non sbanda, anzi. Dopo la mezz’ora i tifosi biancocelesti vivono almeno cinque minuti di ansia. Al 32′, dopo un’azione insistita davanti all’area del Treviso, Bedeschi prova un’eurogol da fuori area con un bel tiro forte e spiovente, fortunatamente la palla si abbassa troppo tardi facendo la barba alla traversa. Ma il peggio accade dopo. Sugli sviluppi di un lancio lungo dell’Adriese Munaretto controlla palla e serve all’indietro Vadjunec con un retropassaggio: è troppo corto, Camerotto anticipa il portiere, lo scarta e va alla conclusione a porta vuota, ma fortunatamente bisticcia con il pallone e conclude debolmente, favorendo il salvataggio l’intervento dei difensori biancocelesti. Nei dieci minuti finali si limita poi a controllare le sfuriate adriesi uscendone indenne.
Nella ripresa ci si aspetta un Treviso diverso, ma soprattutto un’Adriese un po’ più stanca dopo un primo tempo a ritmi altissimi. In effetti i padroni di casa sembrano avere più controllo sul gioco e il raddoppio potrebbe arrivare già al 7′: sugli sviluppi di una punizione dalla destra batti e ribatti in area, Brigati dal limite mette in mezzo, Artioli dalle retrovie sorprende la difesa sulla destra e di piatto prova a piazzarla, la palla supera il portiere ma un difensore rinvia a pochi metri dalla linea di porta. Al 20′ è ancora Artioli protagonista, quando anticipa tutti e si guadagna una punizione a due passi dall’area di rigore. Alla battuta va Scotto, Adorni si stende alla sua destra e respinge centralmente, dove arriva come un falco Salvi con le sue lunghe leve per spedire la palla in fondo alla porta. Il raddoppio sembra spegnere le velleità di rimonta dell’Adriese, che inizia a sbandare vistosamente lasciando praterie per i contropiedi del Treviso. Al 32′ Brigati sulla destra serve Scotti che libero s’invola verso l’area di rigore, ma Stalla lo stende: l’arbitro interviene e, un po’ a sorpresa, gli sventola in faccia il rosso diretto. Il difensore si era fatto saltare ma lui e Scotto si trovavano in posizione decentrata e i difensori dell’Adriese al centro forse potevano ancora intervenire.

Ma il direttore di gara non ha dubbi, nonostante le proteste degli ospiti. A quel punto la partita sembra veramente finita e mister Gorini dà avvio alla girandola di cambi: debutto casalingo per il neoacquisto Svidercoschi, che al 37′ si libera bene al limite dell’area ma fa partire un tiro di esterno che si spegne sul fondo; Brigati, ammonito, dovrà invece scontare il turno di squalifica nella trasferta di Campodarsego. Nel tempo restante, compresi i cinque minuti di recupero, il Treviso controlla agilmente il risultato, permettendosi anche alcuni giochi di prestigio intorno all’area. Uno lo rischia lo stesso Scotto, che messo a tu per tu con il portiere da posizione decentrata, invece di concludere a botta sicura spreca tutto rientrando sul sinistro e facendosi fermare da due difensori. Nessun rischio dall’altra parte del campo e al triplice fischio il Treviso festeggia la sesta vittoria consecutiva.
Era una partita da vincere assolutamente e il Treviso non ha steccato, pur non giocando una delle sue migliori partite. Inevitabile e comprensibile un calo di tensione dopo un campionato del genere, con distacchi abissali dalle inseguitrici, ma aver chiuso sul 2 a 0 anche una sfida come questa dimostra ancora una volta la forza di questa squadra. Dall’altra parte, poi, c’era una avversaria che nonostante le difficoltà ha venduto cara la pelle. A parte qualche eccezione (San Luigi e Portogruaro demolite 4 a 0 in casa) partite facile non ce ne sono state, nonostante il divario abissale in classifica. Il Cjarlins Muzane perde il derby friulano a Lignano (2-0), mentre a partita conclusa arriva la notizia del pareggio in pieno recupero del Conegliano contro il Mestre al Soldan: e chi lo segna? L’ex prodotto del vivaio biancoceleste, nonché figlio d’arte Gianmarco Zigoni, arrivato solo qualche giorno fa. E così il +15 sulla seconda diventa +16, con l’Union Clodiense unica inseguitrice a non commettere passi falsi grazie al 3-0 sul Calvi Noale.
Unica nota dolente della giornata è l’ennesima, sconsolante risposta dell’apatica piazza trevigiana, con solo 1080 spettatori (ufficiali…). Per qualcuno non è una novità e nemmeno uno “scandalo”, un situazione a cui siamo abituati da decenni, si potrebbe dire. Ma di fronte a una squadra che vola a +16 in classifica verso la Serie C, dopo 13 campionati dilettantistici (niente in confronto ai 3-4 anni di “purgatorio” in Serie D negli anni Settanta e Novanta), ci si aspetterebbero molti meno vuoti anche in tribuna. Un vero paradosso: nella stagione 2023/2024, la prima in D dopo il decennio di agonia tra Eccellenza e Promozione, avevamo assistito a una media spettatori in netto incremento rispetto alle stagioni precedenti, nonostante un campionato finito di fatto a novembre con la fuga della Clodiense. La scorsa stagione, con la squadra sempre in lotta per il primato, la media è sorprendentemente scesa… è ora che la squadra sta dominando la classifica da mesi e sembra lanciata verso la Serie C la situazione sembra addirittura peggiorata. Un dato davvero emblematico e inspiegabile, anche per una piazza come Treviso. Non a caso la questione del pubblico è stato il principale argomento di discussione tra i tifosi in curva.
TABELLINO
TREVISO – ADRIESE 2-0 (1-0)
Reti: pt 27’ aut. Camerotto (A), st 20’ Salvi (T).
TREVISO: Vadjunec, Brigati (st 36’ Kalombola), Munaretto, Salvi, Fragnellli (st 28’ Guerriero), Serena, Gucher (st 36’ Gianola), Perin, Artioli (st 25’ Svidercoschi), Beltrame (st 33’ Brevi), Scotto. All. Gorini.
ADRIESE: Adorni, Bedeschi, Stalla, Gasparini (st 25’ Nordio), Bah (st 7’ Zuolo), Morelli (st 4’ Badalì), Lolli (st 39’ Temgoua), Andreoli, Bertoni, Cescon, Camerotto (st 40’ Di Maira). All. Busetto.
Terna arbitrale: Davide Ammannati di Firenze, assistenti Davide Salinelli di Genova e Andrea Gentilezza di Civitavecchia.
Note: ammoniti Brigati del Treviso, Andreoli dell’Adriese. Espulso al 32’ del secondo tempo Stalla dell’Adriese per fallo da ultimo uomo. Angoli: 4-5. Recupero: pt 2’, st 5′. Spettatori: 1.080.

