
Dal campo si era capito che l’infortunio poteva essere serio e, purtroppo, nei giorni scorsi è arrivata la conferma: lesione del legamento collaterale del ginocchio sinistro, possibile rottura del crociato e, dunque, stagione finita per il capocannoniere del Treviso e del girone C Luigi Scotto. Decisivo, probabilmente, il duro intervento in anticipo (su gamba e pallone) del numero 31 Tony del Legnago, peraltro non sanzionato dall’arbitro. Scotto è rimasto a terra ma non ha neanche provato a restare in campo, sostituito immediatamente da Francescotti.
Come riportato da Il Gazzettino di Treviso, dopo la partita Scotto è rientrato in Sardegna e gli esami strumentali hanno emesso il primo verdetto. Più avanti, quando il ginocchio si sgonfierà, la risonanza magnetica rivelerà se c’è anche la rottura del crociato, in quel caso i mesi di stop sarebbero almeno sei. Ma per il Treviso cambierebbe poco, perché ormai dovrà fare a meno di Scotto per il resto del campionato.
Più che una doccia gelata, la materializzazione di un incubo per i tifosi biancocelesti che durante la stagione si sono preoccupati spesso delle condizioni di Scotto, specie dopo ogni contrasto duro o una camminata claudicante in campo. Abbiamo sottolineato per tutto il campionato la “dipendenza” del Treviso da questo giocatore, complice anche l’insufficiente apporto offensivo – almeno in termini di gol realizzati – degli altri compagni di reparto. 16 gol (6 su rigore), miglior marcatore del girone C e secondo a livello nazionale, tanti assist decisivi, ma soprattutto una forza carismatica che ha tirato fuori il Treviso dai guai in tante partite sofferte. Tutto questo senza voler sminuire l’apporto di tutta la squadra, altrimenti non si potrebbe spiegare il vantaggio maturato in classifica fino a questo momento.
Purtroppo le brutte notizie non si fermano qui, perché se l’emergenza diventa totale se si pensa alla difesa. Salvi sta ancora smaltendo l’infortunio patito a Lignano, Martinelli è uscito nel finale per un problema alla caviglia. Munaretto, il giocatore della rosa con il minutaggio più alto, è ancora una volta acciaccato (era giù uscito contro la Calvi Noale), mentre anche Brigati – altro stakanovista – è alle prese con un affaticamento muscolare. Praticamente tutta il reparto difensivo, a parte gli under terzini, ha problemi fisici, ma non si può certo parlare di sola sfortuna.
Per chi legge da inizio stagione questo sito o i commenti dei tifosi nel forum ricorderà frequenti interrogativi posti su una rosa da puntellare nei due reparti ora in piena emergenza. Già in estate veniva fatto notare la necessità di un altro difensore centrale, visto che lo stesso Martinelli è un jolly che può giocare sia al centro che come terzino sinistro. Proprio i frequenti problemi fisici dell’ex Montevarchi, insieme al mancato rafforzamento del reparto, ha costretto agli straordinari la coppa Munaretto-Salvi. Per l’attacco il problema è ancora più serio. Un altro Scotto sarebbe stato impossibile da trovare, altrettanto lampante la dipendenza dai suoi gol, ma perché non intervenire nemmeno dopo la partenza di Fedato a gennaio? Un addio apparso sempre più scontato già a inizio dicembre insieme a quello di Petrovic, tant’è che pur rimanendo in rosa il giocatore ora alla Lucchese non veniva utilizzato nemmeno nel finale a risultato acquisito. La sua mancata sostituzione può forse trovare una motivazione (non una giustificazione) nell’abissale vantaggio maturato in quel periodo. Ma abbiamo visto come quel +16 sia diventato un +10 in appena due settimane, salvo tornare un più rassicurante +13 nelle ultime due giornate.
Purtroppo l’emergenza arriva nel momento peggiore, a pochi giorni dallo scontro diretto contro l’Union Clodiense. Nell’immediato, preoccupano soprattutto i problemi difensivi, visto che i chioggiotti hanno un attacco fortissimo e “pesante” se si pensa alla stazza di Rosso e il solito Gnago, reduce da un infortunio ma sempre pericoloso con il suo strapotere fisico… ma per le restanti otto partite c’è comunque il problema dell’attacco. Unica nota positiva è la pausa dell’8 marzo che riguarderà la Serie D, tempo utile per recuperare qualche acciaccato, non di certo la mezzala Serena che, infortunato anche lui a Lignano, ne avrà ancora per un mese almeno. Lunedì una possibile soluzione vede capitan Gucher adattato a difensore centrale, ruolo ricoperto di recente nella sua esperienza in Serie C. Il centrocampo, del resto, è subito apparso il reparto più completo, anche se ora alcuni giocatori da alternative potrebbero essere “convertiti” in altri ruoli. Una soluzione comunque da evitare, visto il peso specifico dell’ex Frosinone e Pisa per gli equilibri tattici del Treviso.
In una stagione lunga queste situazioni possono capitare, ma puntellare la rosa con un paio di elementi, uno per reparto, tra dicembre e gennaio, avrebbe permesso qualche rotazione in più, forse evitando il concentrarsi di tutti questi infortuni nello stesso momento. Sfortuna a parte, nel caso dell’attacco alcune problematiche erano evidenti già durante lo straordinario girone di andata, seppur nascoste dal rassicurante vantaggio in classifica. Un errore che sarebbe meglio evitare a marzo, perché dopo la Clodiense ci saranno subito altre sfide difficili con Cjarlins Muzane e Luparense.

