Sgomento al Tenni: il Treviso, crollato fisicamente e mentalmente, cede di schianto contro il Maia Alta Obermais terz’ultimo in classifica e mai vittorioso in trasferta. Nel primo tempo, dominato e con almeno 4 palle gol, gli altoatesini trovano il gol con Ngom dopo l’ennesimo pasticcio difensivo di giornata. Nella ripresa il Treviso riesce a creare un paio di palle gol per pareggiare, ma rischia di subire il raddoppio che comunque arriva con Turini dopo un’altra colossale dormita dei padroni di casa. In classifica la Clodiense accorcia a -10.

Una sconfitta meritata, senza appello, che certifica la prima vera crisi stagionale di Treviso, niente a confronto dei tre pareggi consecutivi tra gennaio e febbraio. Anche allora la flessione aveva riportato la Clodiense in netta rimonta a -10, ma adesso la situazione è molto più preoccupante perché adesso il Treviso sembra bollito come quello del girone di ritorno del campionato precedente. Il pareggio in extremis a Sevegliano con il Cjarlins Muzane e l’umiliante cappotto casalingo con la Luparense (che ieri a rischiato di perdere in casa con il San Luigi, tanto per dire) avevano fatto sorgere i primi sospetti, l’indizio di un crollo che oggi è diventato realtà. E pensare che, rispetto alle due partite precedenti, il Treviso non era partita così male, controllando senza pungere per il primo quarto d’ora di gioco. Sembrava che il ritorno all’assetto originario deciso da Gorini, con la difesa a 4 e il miglior modulo possibile avesse sortito qualche effetto…
Un’illusione svanita quasi subito, dopo i primi controlli sbagliati, i lanci nel nulla per Svidercoschi sempre anticipato, l’assenza della bella manovra che il Treviso aveva sempre avuto, anche nelle giornate peggiori coincise con le rare sconfitte. Un lontano ricordo, anche se inizialmente i biancocelesti riescono a creare qualcosa. All’11’ ci prova a Artioli con un tiro debole e fuori misura, un po’ meglio fa quattro minuti dopo Gucher che da posizione centrale fa partire un rasoterra che Tenderini blocca in tuffo vicino al palo. Tutto questo si dimostra ben presto un fuoco di paglia. Con il passare dei minuti l’Obermais inizia a mordere su ogni pallone mandando in tilt i biancocelesti, apparentemente privi di idee e forza fisica per limitare l’avversario. Il primo brivido dopo il primo quarto d’ora, quando la difesa si fa sorprendere in velocità da Ghiotti, che brucia la difesa e batte Vadjunec, ma l’arbitro ferma tutto su segnalazione del guardalinee per fuorigioco. Gli ospiti continuano a crescere prendendo controllo del campo, il Treviso perde palle sanguinose: al 22′, dopo uno scellerato rinvio della difesa biancoceleste l’Obermais si lancia in attacco, Villgrattner si accentra, trova indisturbato lo specchio della porta senza ostacoli ma fa partire un tiro forte e sbilenco che si spegne sul fondo. Pericolo scampato, ma il Treviso non è tranquillo e sembra in confusione; l’attacco è nullo, il centrocampo non gira e la difesa mostra crepe preoccupanti. Al 24′, sugli sviluppi di un lancio, Vadjunec esce male fuori dall’area, la palla viene rimessa in mezzo dove Ngom di testa grazia i biancocelesti spedendo la palla fuori. Un errore simile a quello che, solo una settimana fa, aveva provocato il rigore del 4 a 0 luparense. Il Treviso non si scuote, dominato in ogni parte del campo, costretto a rifugiarsi in lanci lunghi verso la prima punta che non c’è o tentando soluzioni velleitarie come il pallonetto di Gucher al 35′. E due minuti dopo va sotto: retropassaggio assurdo di Munaretto, Vadjunec controlla a fatica e nel tentativo di rinvio si fa respingere la palla in gol da Ngom. Esplode il settore ospiti occupato dalla rumorosa tifoseria dell’Obermais, scende il gelo sugli spalti del Tenni. La reazione del Treviso arriva nei cinque minuti finali, ma non produce veri pericoli: Artioli ci prova con due conclusioni dalla distanza senza troppe pretese, Beltrame con un colpo di testa fuori misura.
Nella ripresa il Treviso entra in campo con piglio più deciso, ma la prima vera occasione arriva dopo il quarto d’ora da gioco: al 16′ Beltrame affonda sulla sinistra e mette in mezzo per Brevi, ma la sua deviazione di testa è centrale e Tenderini si salva; l’accorrente Artioli, dalla destra, rimette in mezzo ma la difesa spazza. Al 21′ altra occasionissima: incursione del Treviso sulla sinistra, grazie a un rimpallo favorevole Brevi si ritrova solo davanti al portiere ma cincischia, la difesa rinvia sui piedi di Gucher che dal limite dell’area fa partire un destro potente deviato sopra la traversa da Tenderini. Ma al 28′ il Treviso rischia di capitolare: dopo un’azione offensiva mal gestita l’Obermais recupera palla e vola in contropiede 3 contro 1, Bauernfeind va al tiro centralmente permettendo il salvataggio di Vadjunec. Poco dopo, altra occasione per il Treviso: Brigati affonda centralmente e serve in area Gucher, che dopo essere rientrato sul sinistro fa partire un tiro a giro che si spegne sul fondo non lontano dal palo. Le tante occasioni in pochi minuti dimostrato che il Treviso è vivo, ma la ricerca del pareggio rischia di costargli caro. La squadra è troppo sbilanciata in avanti, mentre l’Obermais può sfruttare gli ampi spazi con la velocità degli esterni offensivi. Lo si capisce al 36′, quando il Treviso va nuovamente in bambola: azione insistita dell’Obermais, la difesa interviene più volte mancano il rinvio decisivo, alla fine la palla arriva a Turini che, lasciato colpevolmente solo, trafigge Vadjunec. La reazione del Treviso produce poco o nulla, se non un colpo di testa fuori misura di un Salvi un reinventato attaccante per l’assalto finale.
Una soluzione che la dice lunga sullo stato pietoso in cui si trova l’attacco del Treviso dopo l’immobilismo del mercato invernale e il grave infortunio di Scotto. Una nota polemica a cui ci tocca tornare dopo due partite casalinghe che, invece di chiudere il campionato, potrebbero averlo riaperto. E pensare che, sulla carta, il Treviso potrebbe addirittura vincerlo tra quattro giorni vincendo ad Altavilla e sperando in una contemporanea sconfitta della Clodiense a Conegliano e un mancato successo del Legnago a Trieste con il San Luigi. Nel calcio può succedere di tutto, ma dopo la sconfitta odierna una conclusione anticipata alla vigilia di Pasqua sembra pura fantascienza.
La partita di oggi non ha mostrato un Treviso a terra solo mentalmente, ma anche fisicamente. In parte comprensibile dopo una stagione del genere, soprattutto per i giocatori più impiegati. Uno dei simboli di questo calo è stato Brigati, oggi a tratti irriconoscibile nonostante la solita grinta e qualche spunto interessante. Con la Luparense alcuni giocatori erano stati colpiti dall’influenza, ma molti hanno anche problemi fisici che si trascinano da tempo e continuano a stringere i denti.
In questo contesto si inserisce il problema dell’attacco, perché una squadra in difficoltà fisica e mentale, senza idee e gioco, va ancora più in affanno se davanti mancano i riferimenti. La dipendenza da Scotto era nota fin dal girone di andata e l’attaccante, pur restando decisivo grazie alla sua infinita classe, era apparso comunque in calo nelle ultime partite prima dell’infortunio. Il problema, oltre al flop degli altri acquisti estivi, nasce a gennaio e nelle settimane successive, quando il rassicurante vantaggio in classifica sembra aver suggerito alla società che non avesse senso intervenire sul mercato. Alcuni tifosi sostengono questa linea di pensiero, convinti che “tanto il campionato è già vinto”. E di queste discussioni in pochi si ricorderanno in caso di vittoria finale, ma le statistiche del girone di ritorno sono impietose e danno comunque ragione a chi ha sempre ritenuto un errore non sostituire i partente Petrovic e Fedato, peraltro al di sotto delle aspettative e da dicembre in poi relegati in tribuna e panchina. Non poteva certo bastare l’acquisto di Svidercoschi, che peraltro non ha caratteristiche da prima punta e, in questo Treviso in lenta ma costante flessione, ha faticato a essere decisivo come ci si attendeva. Con l’addio di Fedato, nell’aria da almeno un mese, il Treviso si è ritrovato comunque con un organico numericamente inferiore al girone di andata; l’infortunio di Scotto ha aggravato la situazione, ma ancora una volta il vantaggio in classifica, supportato dalla superba prestazione in emergenza totale contro la Clodiense, ha suggerito un mancato intervento sul mercato. Una scelta comprensibile a quel punto, un po’ meno a gennaio, quando mancava un girone intero. Nelle prossime settimane vedremo se l’azzardo pagherà e il Treviso vincerà il campionato, seppellendo se non “ridicolizzando” queste polemiche; in caso contrario ci sarà da soffrire parecchio, anche se ipotizzare altri scenari catastrofici può risultare difficile anche al tifoso più cauto e/o pessimista.
Tornando infine alla partita di oggi, parlano le statistiche. Il Treviso nelle ultime 5 partite ha subito 9 gol sui 20 totali, praticamente gli stessi che aveva incassato nelle prime 24 giornate. La colpa non va ricercata, ovviamente, nel solo reparto difensivo, ma nel calo complessivo della squadra. E quando i problemi si sommano anche gli episodi sembrano girare tutti a sfavore, mentre nel girone di andata non erano mancati i colpi di fortuna, dai “regali” dei portieri di Brian Lignano e Unione La Rocca Altavilla alle vittorie in extremis, dopo partite da pareggio, come nel derby con il Mestre. Certamente, neanche il più pessimista avrebbe potuto profetizzare il crollo delle ultime due partite, in particolare la sconfitta contro l’Obermais terzultimo che mai aveva vinto in trasferta: 4 pareggi e 10 sconfitte con 8 gol fatti e ben 24 subiti.
In questa stagione il Treviso ci ha sorpreso più di una volta, dimostrando di possedere risorse impensabili, ma adesso la situazione sembra veramente seria e ci si chiede come ribaltarla in meno di una settimana. Il calendario mostra partite insidiose anche per la Clodiense, ma i granata nelle ultime due sembrano avere sei punti assicurati con due squadre già retrocesse come Adriese e Portogruaro. Il Treviso deve svoltare e strappare i punti che mancano nelle prossime tre partite, evitando un drammatico e fino a una settimana fa impronosticabile sprint finale.
TABELLINO
TREVISO – MAIA ALTA OBERMAIS 0 – 2 (0 – 1)
Reti: pt 37’ Ngom, st 36’ Turini.
TREVISO: Vadjunec, Brigati,Munaretto, Salvi, Fragnelli (st 34’ Francescotti), Brevi, Gucher, Perin (st 13’ Chiabotto), Beltrame (st 41’Kalombola), Artioli (st 34’ Martinelli), Svidercoschi(st 13’ Gianola). All. Gorini.
MAIA ALTA OBERMAIS: Tenderini, Sula, Paulmichl, De Biasi, Demetz (st 41’ Unterthurner), Bauernfeind (st 50’ Smrcka), Ghiotti, Villgrattner, Spalek (st 20’ Leimhofer), Ngom (st 31’ Brusco), Larcher (st 23’ Turini). All. Toccoli.
Terna arbitrale: Liberato Maione do Ercolano, assistenti Massimiliano Napolitano di Caserta e Marco Polichetti di Salerno.
Note: ammonito Vilgrattner del Maia Alta Obermais. Angoli 9-2. Recupero st 5‘. Spettatori 1.530.

