Dopo un lunga rincorsa durata tredici anni l’agonia è davvero finita: il Treviso è tornato in Serie C! I biancocelesti hanno piegato 1 a 0 l’Unione La Rocca Altavilla con il gol di Brevi nel primo tempo, il resto lo hanno fatto le avversarie delle dirette concorrenti, a partire dalla rocambolesca vittoria del Conegliano sull’Union Clodiense: doppio vantaggio iniziale dei veneziani, ma a dieci minuti dal termine clamoroso uno-due dei gialloblu; nel finale, in pieno recupero, il decisivo 3-2 dell’ex Zigoni, oggi più che mai “cuore biancoceleste”. Prima di festeggiare i tifosi hanno dovuto attendere un’ora per conoscere il risultato di Trieste tra San Luigi e Legnago, con l’inutile gol del pareggio veronese nel finale. Il Treviso corona una stagione incredibile conquistando la promozione in C con quattro turni di anticipo: non era mai successo.

Un risultato clamoroso, arrivato un po’ a sorpresa – come ammesso anche dal presidente Botter – e in anticipo grazie alla combinazione di risultati degli altri campi. Tuttavia, l’incognita più grande era il Treviso, ormai irriconoscibile dopo le due clamorose sconfitte consecutive al Tenni con Luparense e Obermais. Due scivoloni che hanno provocato i primi sudori freddi nei tifosi più apprensivi, scatenando al contempo le critiche gratuite (o peggio, le offese), di tanti soggetti che tifosi non sono contro la squadra o la società, arrivando a sostenere l’assurda tesi che il Treviso non volesse salire in Serie C. Sicuramente, le due prestazioni ci avevano fatto preoccupare, perché il Treviso di questo campionato aveva sempre fornito buone prestazioni anche nei rari pareggi e sconfitte. In questi quattro giorni più di qualche tifoso ha rivisto i fantasmi di un anno fa, quando il Treviso nel giro di un mese aveva sciupato tutto con cinque sconfitte in sei partite. Serviva una prestazione di carattere e i giocatori l’hanno fatto capire fin dai primi minuti, nonostante le scelte coraggiose e controcorrente di Gorini. A dimostrazione che non ci sono emergenze infortuni o discussioni sul modulo che tengano: quando questa squadra è in palla e con la testa a posto può giocarsela con tutti, anche senza veri attaccanti, seppur soffrendo e gestendo un solo gol di vantaggio per larghi tratti del match.
L’ex tecnico del Cittadella sovverte i ballottaggi della vigilia (Francescotti o Svidercoschi) rinunciando ai due attaccanti di ruolo rimasti in rosa e inserendo il “jolly” Brevi, l’eroe del derby del Terraglio, supportato da Beltrame e capitan Gucher nella sua inedita veste offensiva seguita all’infortunio di Scotto. Nel centrocampo a 5, nello slot dell’under 2007 la novità è Chiabotto, che rispetto al pari età Perin ha dimostrato una maggiore propensione offensiva; dietro riecco la “contestata “ (dopo il pari con Cjarlins Muzane e la disfatta con la Luparense) difesa a 3 con Martinelli al fianco di Munaretto e Salvi. Una formazione sulla carta più conservativa per affrontare l’ostico Unione La Rocca Altavilla, squadra poco offensiva ma con la quarta miglior difesa del girone C. Nonostante i dubbi, il Treviso parte forte dimostrando di essere venuto allo stadio Paolo Rossi per strappare i tre punti, anche se il primo squillo è dei padroni di casa: al 6′ Marchesini vince un rimpallo e ci prova dalla lunga distanza, ma il tiro finisce sopra la traversa. Risponde al 10′ il Treviso con Chiabotto, alla prima da titolare: l’ex Bra riceve una palla respinta fuori dall’area e, senza stoppare palla, fa partire un bella rasoiata al volo che finisce di poco fuori. La gara si mantiene su ritmi alti, con il Treviso che si fa preferire come possesso ma rischia ancora al 17′, quando capitan Andriani da posizione defilata non centra lo specchio di testa. Il Treviso resiste, si adatta a giocare di rimessa e al 28′ colpisce con spietatezza: dopo un’azione insistita partita da calcio d’angolo, Fragnelli rilancia la palla, Gianola è un fulmine, salva una palla battezzata fuori dai difensori e dalla linea di fondo rimette in mezzo, un difensore anticipa tutti ma, come un falco, arriva l’inserimento di Brevi che controlla e di collo scaraventa la palla sotto la traversa. La rabbiosa reazione dei padroni di casa per poco non porta subito al pareggio di Boni, che prova il pallonetto su Vadjunec in uscita spericolata, ma la palla sorvola la traversa; nell’azione, comunque, il giocatore vicentino sembra spingere fallosamente su Munaretto. I gialloblu insistono e al 39′ troverebbero anche il pareggio con la testa di Peotta sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma l’arbitro annulla per un contestato fuorigioco “cancellando” l’uscita imperfetta di Vadjunec. L’episodio accentua l’agonismo dei padroni di casa, reduci da un momento non positivo e una zona play-out sempre più vicina dopo un ottimo campionato tranquillo, da neopromossa e matricola terribile. Lo dimostra anche l’espulsione di mister Beggio nel finale dopo una spinta a Beltrame durante una rimessa laterale. Il primo tempo si chiude con il Treviso in vantaggio su un’Unione La Rocca tutt’altro che doma.
Eppure il secondo tempo si apre con una fiammata biancoceleste: un cross dalla testa di Brigati trova l’ennesimo inserimento vincente di Brevi che di testa trafigge Mocanu, ma l’arbitro annulla per un presunto fallo in attacco del numero 7. I vicentini si riscuotono subito, ricominciano l’assedio e al 10′ sfiorano il pareggio: insidioso traversone dalla destra, Marchesini si fa trovare pronto ma da ottima posizione e con la porta sguarnita calcia clamorosamente sopra la traversa. Indubbiamente l’occasione più grande di tutta la partita. Il Treviso resiste e si limita a controllare le sfuriate gialloblu con intelligenza, cercando ci colpire quando si apre uno spiraglio. Come al 24′, quando Beltrame prova la conclusione mancina dalla distanza senza inquadrare lo specchio della porta. Nella parte finale della gara il Treviso si difende bene e senza rischiare. Unico brivido nel recupero, quando sugli sviluppi di una rimessa laterale lunga Vadjunec, ostacolato da un gruppo di giocatori, cicca la respinta del pallone, ma i compagni sventano il pericolo.
Al triplice fischio il Treviso festeggia il ritorno al successo e la ripresa marcia verso la C senza troppa enfasi, ma ecco che nei minuti seguenti arriva un aggiornamento clamoroso proprio Marca trevigiana: al Soldan di Conegliano, negli istanti finali, il figliol prodigo Gianmarco Zigoni, prodotto del vivaio biancoceleste, ha completato la rimonta mandando al tappeto la Clodiense (con cui aveva giocato nella scorsa stagione in Serie C), avanti 2 a 0 fino all’80’ dopo l’uno-due a inizio partita. La prima condizione per la vittoria anticipata del campionato è realizzata, ora bisogna attendere il risultato di Trieste tra San Luigi e Legnago, iniziata un’ora dopo le altre partite. A differenza della partita di Conegliano, l’inizio è subito promettente con il vantaggio iniziale siglato da Butti del San Luigi, ma nella ripresa le cose si complicano: al 4′ i giuliani restano in dieci, il Legnago sbaglia un rigore con Filiciotto ma pareggia con Brandi, poi parte l’assedio che, nonostante innumerevoli palle gol, non porta al gol vittoria che avrebbe rinviato la festa promozione del Treviso. Dopo l’aggiornamento sul finale di Trieste esplode la festa ad Altavilla Vicentina, in campo e sugli spalti assiepati da tanti tifosi biancocelesti giunti nonostante il turno infrasettimanale e l’orario pomeridiano. Il Treviso è finalmente promosso in Serie C. “Come promesso”, con la C ben evidenziata, è stato il motto celebrativo scelto dalla società e stampato sulle maglie celebrative.

Certo, l’obiettivo era chiaro e la società non si poteva nascondere, ma il risultato non era certo scontato, tanto meno con un dominio assoluto durato oltre metà campionato. Un anno fa, dopo la grande delusione per la corsa persa in volata con la Dolomiti Bellunesi, eravamo convinti che il campionato 2025/2026 sarebbe stato più difficile da vincere. E nonostante tutto restiamo dell’idea che, sulla carta, il campionato attuale presenti molte più squadre con organici di alto livello (Unione Clodiense, Mestre, Cjarlins Muzane e lo stesso Legnago, seppur con una squadra più giovane e inesperta). Probabilmente il Treviso aveva l’organico più forte già nel campionato precedente (non a caso si parla di promozione arrivata con un anno di ritardo), ma i campionati sono vinti dalle squadre più “brave”, costanti e forti mentalmente, più che a livello tecnico… aspetto su cui, soprattutto a centrocampo, riteniamo che il Treviso fosse comunque superiore a tutte. Nonostante tutto, l’unità del gruppo e la forza mentale sono stati i veri fattori decisivi per questo Treviso dei record. Lo si è visto fin dalle prime giornate, con quella clamorosa rimonta sul Vigasio nonostante lo svantaggio e l’inferiorità numerica per più di un tempo. Ed è proprio per questo che nelle ultime settimane molti tifosi sono entrati in paranoia, perché il Treviso umiliato Luparense e Obermais non si era visto nemmeno nelle giornate peggiori. Ad Altavilla ci si aspettava quanto meno un’inversione di tendenza, invece è arrivata a sorpresa una vittoria anticipata in cui pochi credevano.
La lunga rincorsa iniziata tredici anni fa negli sperduti campi di provincia della Promozione veneta si è finalmente conclusa.

TABELLINO
UNIONE LA ROCCA ALTAVILLA – TREVISO 0 – 1 (0 – 1)
Gol: pt 28’ Brevi.
UNIONE LA ROCCA ALTAVILLA: Mocanu, Garbin, Sacchetto, Peotta (st 1’ Zanini), Pettinà, Boni (st 17’ Bocalon), Andriani, Falchetto (st 1’ Trevisan), Arma (st 32’ Righetti), Chajari, Marchesini (st 39’ Bianchi). All. Beggio.
TREVISO: Vadjunec, Munaretto, Salvi, Martinelli, Brigati, Chiabotto (st 17’ Perin), Gianola, Fragnelli, Gucher (st 36‘ Francescotti), Beltrame, Brevi. All. Gorini.
Terna arbitrale: arbitro Andrea Senes di Cagliari, assistenti Flavio Pisu di Oristano e Gianmarco Valenti di Palermo.
Note: ammoniti Salvi del Treviso e Andriani dell’Unione La Rocca Altavilla. Espulso al 45′ del primo tempo mister Beggio dell’Unione La Rocca Altavilla.Angoli 3-4. Recupero pt 3’, st 4’. Spettatori 500.

