
L’eliminazione del Treviso dalla Poule Scudetto ha chiuso la stagione sportiva 2025/2026 in anticipo, ma se non altro permetterà l’inizio dei lavori di adeguamento dello stadio Tenni per la Serie C. Un restyling interno significativo, dopo che gli ultimi lavori importanti erano stati fatti proprio vent’anni fa, dopo la Serie A, con la demolizione dell’ex “brutto anatroccolo” (la tribuna laterale tra centrale e curva nord/ospiti) e la costruzione della nuova tribuna con la cabina del GOS. Tanti i lavori di adeguamento, a cominciare dall’impianto di illuminazione. Nel lungo periodo tra i dilettanti, pur essendo meno utilizzati, l’impianto ha dato qualche problema e procurato qualche brivido. Nel recente posticipo del lunedì sera contro l’Union Clodiense i fari posti tra la tribuna laterale sinistra e la curva nord/ospiti si sono spenti durante l’intervallo; riaccesi a fatica per l’inizio della ripresa, dopo pochi minuti si sono spenti ancora spingendo l’arbitro a una breve sospensione. Dopo qualche attimo di apprensione il problema è stato risolto, ma più di qualche tifoso avrà sudato freddo: sarebbe stata una beffa perdere a tavolino una partita risultata decisiva per l’allungo finale verso la Serie C.
L’impianto di illuminazione, comunque, è solo il primo di tanti interventi elencati nel dettaglio domenica scorsa in una doppia pagina dedicata alla questione da la tribuna di Treviso. Le dimensioni del campo rispettano le misure standard (105×68 metri), la capienza minima di 1500 spettatori non sarà un problema (il Tenni è attualmente omologato per 4980 spettatori), ma sarà necessario intervenire sulle panchine, che dovranno ospitare almeno 21 persone ed essere distanti dalla linea laterale di 2,5 metri. Confermata l’indiscrezione secondo cui quelle nuove potrebbero essere costruire davanti ai distinti, che peraltro sono ancora agibili ma rimarranno chiusi per contenere i costi. Nella stessa zona sarà costruita la postazione per il quarto ufficiale di gara, infatti in Serie C è stato introdotto il Football Video Support, il Var a chiamata. Gli spogliatoi dovranno ospitare almeno 25 persone, quello dei direttori di gara almeno 6, mentre verranno riservate stanze anche per i delegati di Lega, l’infermeria e i controlli antidoping. Infine verrà migliorato l’impianto di diffusione audio e la videosorveglianza.
I costi saranno divisi tra Comune di Treviso e Treviso calcio con l’amministrazione che ha già stanziato 350mila euro; la restante cifra, che si prospetta leggermente inferiore, sarà a carico del club di via Ugo Foscolo, per una spesa totale intorno ai 700mila euro. Il sindaco Mario Conte e il suo vice con delega allo sport Alessandro Manera si sono detti fiduciosi; per accelerare i tempi ed evitare ritardi dovuti a questioni burocratiche sarebbe pronta più di una soluzione in accordo con la società.
Stando all’articolo, il Tenni rimarrà chiuso al pubblico fino al termine dei lavori, che dovrebbero iniziare entro i primi di giugno. Considerato che già a metà agosto c’è la Coppa Italia di Serie C, se il Tenni non fosse ancora agibile il Treviso dovrebbe emigrare allo stadio Tognon di Fontanafredda, in provincia di Pordenone, utilizzato nella prima parte del campionato anche dalla neopromossa Dolomiti Bellunesi. Infine, la tribuna di Treviso affronta il tema dei campi di allenamento. Il Treviso in questa stagione ha preparato le partita allo stadio di Catena di Villorba, grazie a un accordo con il Villorba Calcio, ma l’accordo scadrà il 30 giugno è la società deve decidere se rinnovarlo. L’alternativa potrebbe anche essere un storico ritorno agli impianti di Lancenigo, sempre nel comune di Villorba, utilizzati dal Treviso fino al 2013. In ottica futura, invece, il presidente Botter vorrebbe realizzare una cittadella dello sport dopo l’acquisizione di terreni di proprietà. Tra le ipotesi il campus H-Farm di Roncade o Fossalta di Piave, che però si trova ancora più distante da Treviso e addirittura in provincia di Venezia.

