Un settore ospiti colpo di tifosi biancocelesti in una partita del girone di andata

Il 2026 del Treviso era iniziato bene con la vittoria contro il Portogruaro e le imminenti ufficializzazioni dei nuovi acquisti, ma la fine del periodo festivo ha portato anche brutte novità. Non bastassero i soliti deliri politici sul futuro (?) dello stadio Tenni, nella serata di giovedì è arrivata l’ufficialità del divieto di trasferta a Vigasio per i tifosi biancocelesti. La decisione del prefetto di Verona vieta la vendita a tutti i residenti in provincia di Treviso per la partita prevista allo stadio Umberto Capone di Vigasio alle ore 14.30 di domenica 11 gennaio.
In molti inizialmente si sono ingenuamente chiesti il perché di un divieto simile, visto che non esiste alcuna rivalità con il Vigasio e, più in generale, con i club principali di tutta la provincia, dall’Hellas al Chievo, passando per la Virtus Verona mai incontrata prima. In realtà la decisione non è altro che il primo effetto della “rappresaglia” punitiva decisa dopo i fatti del derby Treviso-Mestre del 22 dicembre, che peraltro non hanno coinvolto nessun tifoso biancoceleste presente allo stadio. Qualcosa, comunque, era nell’aria nelle settimane festive: lo scorso 27 dicembre diversi siti e quotidiani on line avevano rivelato che il caso del derby era finito sul tavolo del Viminale, spingendo l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive a rinviare il dossier al Casms (Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive). Nello specifico si parlava già allora di possibili trasferte vietate o addirittura chiusura della curva Sud al Tenni e, in effetti, voci di corridoio presagivano una prima punizione già contro il Portogruaro. Club e tifoseria con i quali, bisogna precisarlo, non è mai esistita alcuna rivalità pur essendo della provincia di Venezia. L’apertura della prevendita per la prima di ritorno aveva fatto pensare a uno scampato pericolo, ma ecco che la punizione ha colpito inesorabilmente alla vigilia della prima trasferta del 2026, ma quel che è peggio rischia di pendere come una spada di Damocle sopra il Treviso e i suoi tifosi per lungo tempo. La tribuna di Treviso, infatti, riporta che la gestione dell’ordine pubblico per le prossime partite sarà in mano alle singole prefetture. Non è difficile prevedere gli esiti nefasti di una simile “libertà” di vietare: nonostante la mancanza di rischi la tifoseria biancoceleste potrebbe vedersi vietare una parte (o peggio, tutte) le prossime trasferte? Una decisione penalizzante per il club di via Ugo Foscolo, la sua tifoseria e paradossalmente le stesse società ospitanti: il Treviso, soprattutto in questo momento molto positivo, può portare in trasferta anche 200-300 persone (400 un anno fa a Bassano), non solo ultras della curva, ma anche altri tifosi di ogni età che magari comprano il biglietto per la tribuna con i tifosi locali senza che ci siano problemi. Inevitabile la perdita di incassi importanti per le altre società. Per non parlare dell’aspetto forse più importante: non avere tifosi al seguito per più partite come potrebbe influire sul rendimento della squadra? Oltre al danno di non poterla seguire dovremmo subire la beffa di vederla penalizzata nei risultati. Tutte questioni che, logicamente, non possono interessare a chi prende certe decisioni.
I casi sono molto diversi, ma la memoria torna alle vicende di 12 anni fa, a quel primo campionato di Promozione (stagione 2013/2014) con il Treviso salassato con porte chiuse e punti di penalizzazione; un trattamento riservato neanche a società professionistiche dopo fatti extra campo molto più gravi. Provvedimenti esagerati che il Treviso pagò carissimo nella volata finale con Godigese e Sarcedo. Le paure dei tifosi sull’applicazione del divieto di trasferta oltre alla partita di Vigasio sono forse esagerate o il rischio è concreto?
Appare chiaro che il provvedimento nasce dalla necessità di punire le tifoserie dopo i fatti del derby, ma in maniera sproporzionata e troppo penalizzante. Lo conferma la decisione di vietare con ampio anticipo la trasferta dei mestrini per la partita di domenica 18 gennaio allo stadio Soldan di Conegliano. Probabilmente la società arancionera protesterà, come del resto ha già fatto il Treviso ieri sera poco dopo l’ufficializzazione del divieto di trasferta a Vigasio. Questo è il comunicato ufficiale pubblicato dal club del presidente Alessandro Botter:

DIVIETO DI TRASFERTA A VIGASIO, LA POSIZIONE DEL TREVISO FBC

TREVISO, 8 GENNAIO 2026 – Il Treviso FBC, in merito all’odierno provvedimento disposto dal Prefetto di Verona relativo al divieto di vendita dei biglietti ai residenti in provincia di Treviso per la gara in trasferta allo Stadio Comunale di Vigasio di questa domenica 11 gennaio, intende esprimere la propria posizione.

La Società ribadisce con fermezza che gli episodi di inciviltà avvenuti a seguito del derby contro il Mestre del 21 dicembre scorso sono da attribuirsi a soggetti che non hanno alcun legame con l’attuale tifoseria organizzata del Club che, anzi, dimostra da tempo un comportamento corretto, collaborativo e rispettoso delle regole, sia in casa che in trasferta.

Il Treviso FBC ritiene pertanto ingiusto e oltremodo penalizzante che un’intera comunità di tifosi venga colpita da un provvedimento restrittivo per fatti imputabili a singoli individui già destinatari di misure di prevenzione. Il Treviso FBC, pur ribadendo la massima collaborazione con le istituzioni, non può permettere che i propri sostenitori paghino per colpe e responsabilità loro non attribuibili.

Si confida quindi che le Autorità preposte possano riconsiderare la decisione adottata, valutando con maggiore attenzione le reali responsabilità dei fatti accaduti e distinguendo tra i comportamenti isolati di soggetti facinorosi posti in essere al di fuori dello stadio e la condotta corretta della tifoseria biancoceleste, non escludendo diversamente di ricorrere nelle sedi più opportune.

Nel frattempo, il Treviso FBC continuerà a tutelare i propri tifosi e a promuovere i valori dello sport, del rispetto e della legalità.

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