Dal 2011 al 2026: la festa sotto la curva sud di due squadre straordinarie


Con la promozione in Serie C, ottenuta matematicamente il 2 aprile ad Altavilla Vicentina, il Treviso ha vinto il suo quarto campionato di Serie D su 11 partecipazioni totali, più precisamente 12 se si considera la Prima categoria (Interregionale d’Eccellenza) 1957/958, quando dopo la retrocessione dalla C era bastato un secondo posto dietro al Mantova. Come nel caso del campionato 1974/1975 (1° posto davanti all’Adriese), ci riesce al terzo tentativo, dopo i secondi posti alle spalle di Union Chioggia Sottomarina (1972/1973) e Mestrina (1973/1974). Negli anni Novanta, nell’equivalente Interregionale, la vittoria del girone C sigillata al Nereo Rocco di Trieste segna l’inizio di un’epopea irripetibile, quella delle tre promozioni consecutive firmate Bepi Pillon. La prima impresa di una squadra leggendaria, per molti tifosi il Treviso più forte di sempre.

Tuttavia, anche il terzo e più recente trionfo nella massima categoria dilettantistica ha guadagnato un posto importante nella nostra storia. Il 1° maggio del 2011, esattamente quindici anni fa, il Treviso conquistava l’allora Lega Pro Seconda Divisione (l’ex C2) pareggiando 1 a 1 proprio contro l’Union Chioggia Sottomarina. E, aspetto ancora più importante, metteva fine all’estenuante testa a testa contro i “nemici” del VeneziaMestre, più precisamente l’Unione Venezia di proprietà russa. Sono cambiate molte cose – come i nomi delle due squadre lagunari – negli ultimi dieci anni: dopo il fallimento di entrambe le società nel giro di due anni (tra il 2013 e il 2015), i tifosi hanno vissuto momenti decisamente diversi: alla lunga agonia del Treviso si è contrapposta l’irresistibile ascesa del nuovo Venezia americano, risalito rapidamente dalla D e ormai pronto alla terza promozione in A nel giro di pochi anni. E con il tanto agognato stadio in terraferma in costruzione un futuro stabile nella massima serie sembra assicurato. Per gli avversari, allora, quello del 2011 potrebbe essere solo un episodio marginale, ma non lo sarà mai per i tifosi di un Treviso che in quel campionato aveva sovvertito i pronostici e scritto una pagina straordinaria della sua storia. Una gioia durata poco, magari, visto che già nei mesi successivi emergeranno i guai societari che porteranno al crack due anni dopo, anche se non prima del secondo trionfo – seppur dopo una stagione tribolata – a Montichiari.
Dopo 13 anni di estenuante rincorsa e la “fine dell’agonia” è il momento giusto per ripensare a quella magica stagione. Iniziata, tanto per cambiare, con l’ennesima estate calda, quella del 2010.

FINALMENTE SERIE D Un anno prima il Treviso si era iscritto fuori tempo massimo in Eccellenza dopo un agosto allucinante, riuscendo poi a salvarsi in anticipo con il debuttante mister Nicola Zanini in panchina, trascinato in campo soprattutto dal sinistro micidiale di Davide Favaro. La società, fino a quel momento retta dal “triumvirato” Sartori-Frandoli-De Lazzari, viene rilevata in primavera dall’imprenditore vitivinicolo Renzo Corvezzo. Supportato dalla maggioranza della tifoseria, l’imprenditore di Cessalto deve battere la “concorrenza” dell’Union Quinto, vicino al ripescaggio in C2 e da maggio pronto a trasformarsi in Union Treviso per raccogliere l’eredità centenaria del club di via Ugo Foscolo. Con lui sembra esserci l’ex presidente biancoceleste Renzo Barcè, inviso alla curva. Siamo in un periodo in cui sono frequenti le ipotesi su una fusione per rilanciare il Treviso: qualche settimane prima i quotidiani locali avevano rivelato la possibile creazione di un Porto Treviso frutto della fusione (allora tecnicamente impossibile, peraltro) tra il Portogruaro neopromosso in B (e con problemi di stadio) e il Treviso…

Uno degli striscioni di protesta contro il possibile insediamento dell’Union Treviso al Tenni


I tifosi occupano il Tenni con striscioni contrari alla nuova realtà ibrida, con la già contestata amministrazione Gobbo, indecisa sul da farsi, che alla fine sceglie il Treviso concedendogli lo stadio, ufficialmente senza alcuno sconto sui famosi 94mila euro di affitto. Corvezzo, intanto, si affida all’esperto Leandro Casagrande in segreteria: un altro ritorno (non sarà l’ultimo) per l’ex portiere degli anni Sessanta, proveniente proprio dall’Unione. Il segretario ha il compito di gestire la burocrazia verso quello che sembra un difficile ripescaggio in D. In realtà le cose, col passare del tempo, si mettono bene perché in quell’estate il calcio italiano vive la più grande ecatombe di sempre. Tra retrocesse, aventi e non aventi diritto al ripescaggio ci sono ben 21 società richiedenti, con il Treviso ultimo in graduatoria: alla fine il ripescaggio ci sarà e le richieste di ammissione saranno inferiori ai posti disponibili. La notizia ufficiale viene data a Lancenigo dove ci sono dirigenza, squadra, tifosi e personalità politiche, a partire dallo sceriffo Giancarlo Gentilini. Il giorno è il 5 agosto 2010: esattamente tre anni dopo i tifosi si ritroveranno in Piazza dei Signori per evitare la sparizione della squadra e iscriverla in Promozione…

Lo sceriffo Gentilini annuncia il ripescaggio in Serie D a Lancenigo

VERSO IL CAMPIONATO A quel punto la dirigenza, con il mercato affidato dal patron al braccio destro Fabrizio Tasca, può aumentare la competitività della rosa per la Serie D. In realtà molti giocatori di categoria superiore sono già presenti agli ordini di mister Diego Zanin, scelto a inizio giugno. Come il futuro capitano, il regista Alessandro Ferronato. Tra i tanti, in difesa l’ex Itala San Marco Daniele Visintin affiancato dall’under toscano classe ’90 Lorenzo Biagini, a centrocampo c’è il trevigiano Andrea Bandiera, frutto del vivaio montebellunese. In attacco la collaudata coppia Andrea Ferretti-Giuseppe Torromino, già vincente a Biella. La squadra, comunque, è tutta nuova: gli unici confermati dalla stagione precedente sono alcuni giovani che finiranno poco impiegati e ceduti a dicembre, con l’unica eccezione del difensore Alberto Paoli, classe ’82.
Le prime amichevoli, seppur contro avversari di categoria inferiore, sono incoraggianti, come il 2-0 firmato dalla coppia d’attacco all’Ostani contro il Giorgione. Ma la sensazione che la squadra sia già a buon punto arriva nel turno preliminare di Coppa Italia con la trasferta nel caldo infernale di Trento: al Briamasco arriva un divertente 3 a 2 firmato da Torromino e dalla doppietta di Ferretti, che inaugura una lunga serie di esultanze fuori dalle righe.
Il ko e l’eliminazione sul neutro di Rovigo contro il San Paolo Padova porta qualche malumore, tra le richieste di mercato di Zanin (la squadra è chiaramente incompleta) e i primi dubbi dei tifosi, ma il debutto in campionato, seppur sofferto, spazza via le nubi.

Il primo gol e la prima esultanza sopra le righe di Ferretti al Treviso (foto Enrico Manzini)


PARTENZA A RAZZO A San Vito al Tagliamento il protagonista assoluto è il capitano Ferronato che con un rigore e un calcio di punizione nella ripresa piega i friulani. Cresce l’entusiasmo dei tifosi, anche perché alla vigilia del debutto la società ha individuato nel classe ’80 Massimo Perna la prima punta che andrà a completare l’attacco. Intanto, il nuovo Treviso può già godere di una copertura mediatica grazie all’accordo con il gruppo editoriale di Romi Osti; il main sponsor sulla maglia è La8La9, sui canali del gruppo televisivo vengono trasmessi servizi e sintesi dedicate alle partite del Treviso, ogni giorno della settimana, con Treviso Channel, oltre alle differita integrale di ogni match. Sulle stesse reti torna in onda come ai tempi della Serie A e B la trasmissione del giovedì sera “Calcio & Calcio”, condotta da Fabio Massimo Scepi.
Il debutto al Tenni è da favola: netto 3 a 0 al Montecchio Maggiore firmato dal giovane classe ’91 Spinosa, Ferronato e Visintin. Unica nota dolente gli appena 700 spettatori, poco più della metà rispetto alle prime partite in Eccellenza di un anno prima: il duro impatto con il dilettantismo in Eccellenza ha raffreddato ulteriormente l’apatica piazza. In ogni caso, la squadra c’è e lo dimostra anche nella trasferta di Belluno. Nel primo tempo va a segno la coppia d’oro Torromino-Ferretti, a metà ripresa il neoarrivato Massimo Perna rompe il ghiaccio con una splendida deviazione di testa: è il primo morso del Cobra e non sarà l’ultimo.

La tifoseria biancoceleste al vecchio Comunale di Belluno


Purtroppo non c’è tempo di godersi la partenza a razzo che alla vigilia del derby scoppia la grana tornelli: essendo fallito il vecchio Treviso, i tornelli sono stati acquistati dal Portogruaro a cui servono per adeguare il Mecchia dopo la promozione in B. Vengono rimossi e il Treviso deve abbassare la capienza sotto i 7500 spettatori e, di conseguenza, chiudere interi settori. Treviso-Montecchio resterà da allora fino ad oggi l’ultima partita del Treviso con presenza di pubblico nei distinti. Nasce anche una polemica con l’amministrazione comunale un po’ troppo distratta sulla questione.

La rimozione dei tornelli dietro la curva sud dello stadio Tenni (foto il gazzettino.it)


Nel derby contro il Montebelluna, la prima partita a capienza ridotta, se non altro arriva un pokerissimo (5-1) che porta le firme di De Mattia, Spinosa, Ferretti, Perna e Torromino. Il Treviso dopo 8 anni è nuovamente primo in solitaria.

INIZIA LA SALITA Alla quinta giornata il Treviso anticipa al sabato causa diretta su RaiSport: al Gabrielli di Rovigo i padroni di casa del trevigiano Furlanetto e mister Parlato riescono a bloccare i biancocelesti, che pareggiano a un quarto d’ora dalla fine solo grazie a un’autorete. In classifica la squadra di Zanin viene raggiunta dal SandonàJesolo, insieme all’Unione Venezia altra pretendente per il primo posto.
Purtroppo la settimana seguente arriva una terribile notizia: è venuta a mancare la moglie di Alessandro Ferronato. La domenica seguente al Tenni arriva proprio la sua precedente squadra, l’Este di mister Zattarin: il capitano entra a un quarto d’ora dalla fine contribuendo al successo sigillato dalla reti di Perna e Ferretti su rigore, dopo l’iniziale vantaggio dei giallorossi. La partita seguente, al Bottecchia di Pordenone allenato dall’ex Bosi, vede il Treviso andare ancora sotto (guizzo ramarro di Herrera), con il prezioso pari di Ferretti che non basta per impedire la perdita della vetta solitaria a favore del VeneziaMestre. Si arriva così al primo vero big match della stagione al Tenni, contro il SandonàJesolo, società nata pochi mesi prima dopo la sparizione del vecchio Sandonà retrocesso in Promozione; in panchina c’è il trevigiano Bruno Tedino. Una partita che sa di occasione mancata: i biancocelesti vanno avanti con Perna, ma nel secondo tempo vengono raggiunti da Gambino e poi non riescono a sfruttare oltre mezz’ora in superiorità numerica per l’espulsione di Faloppa.
Il Treviso resta inseguitore e si prepara a una trasferta dal sapore internazionale sul Carso, nel piccolo paese bilingue di Monrupino incastonato tra le aspre colline al confine con la Slovenia. Sotto la pioggia la tifoseria biancoceleste non smette di cantare nel minuscolo settore ospiti in posizione defilata; in campo, contro il Kras Repen, il Treviso fatica ma a cinque minuti dal termine ecco il lampo di Perna: Unione Venezia riacciuffato a quota 21 punti.

La colorata presenza della curva biancoceleste nel piccolo settore ospiti di Monrupino

Mancano due partite al big match e il Treviso vuole arrivarci a pari punti, ma al Tenni il San Paolo Padova si conferma bestia nera bissando il 2-0 di Coppa Italia a Rovigo: sarà la prima e unica sconfitta interna dei biancocelesti; il Venezia di Enrico Cunico tenta la fuga a +3. Per il turno seguente si torna a viaggiare verso est per un’altra inedita trasferta, questa volta nel cuore del Friuli. A Torviscosa il tempo sembra essersi fermato negli anni Trenta, come testimoniano l’architettura e le scritte a caratteri cubitali sugli edifici, stadio compreso. In una domenica uggiosa di novembre il Treviso la spunta grazie a un guizzo del solito Ferretti, che scatena i tifosi nel settore ospiti e qualche “portoghese” appostato nel vicino cavalcavia.

Ferretti scatena il settore ospiti a Torviscosa (foto Enrico Manzini)
Treviso-Unione Venezia: la protesta dei tifosi biancocelesti contro i divieti


L’ORA DEL DERBY Si arriva così al big match, al derby più sentito, quello contro il VeneziaMestr. Il Treviso a -3 non può permettersi di perdere, mentre un successo garantirebbe l’aggancio in vetta alla classifica. In settimana la partita è stata vietata a tutti i residenti in provincia di Venezia e a quelli del comune di Mogliano. La curva per solidarietà sospende il tifo per i primi minuti esponendo lo striscione “Oltre la rivalità, 10 minuti di silenzio per mentalità”, ma al 6′ arriva a sorpresa l’immediato vantaggio biancoceleste con Perna che di testa sfrutta l’imprecisa uscita di Menegatti.

L’esultanza di Perna e Ferretti in corsa verso la curva sud dopo l’immediato vantaggio

Il Treviso regge bene, anche se negli ultimi venti minuti arretra troppo e rischia di subire il pareggio. Nel secondo tempo l’entrata di Mazzeo intensifica la pressione unionista e al 27′ arriva il pari del fantasista. Il Treviso rischia di sbandare ma si riorganizza e sfiora due volte il vantaggio, fino al calcio di punizione dal limite al 32′: Torromino e Ferronato studiano l’area, l’Hulk crotonese pennella in area dove Ferretti aspetta come un falco, ma l’eroe diventa il “piccolo” Spinosa che, colpevolmente dimenticato dalla difesa ospite, sorprende tutti di testa e fa franare la curva sud. Il Treviso resiste bene all’assedio e nel terzo dei cinque minuti di recupero arriva il tris grazie allo slalom ubriacante di Torromino davanti all”area piccola. Al Tenni scoppia il delirio a cinque anni dallo storico 3 a 0 in Serie B firmato da Barreto, Gallo e Capone. Il Treviso riagguanta i lagunari in vetta alla classifica a quota 27.

La rete decisiva di Spinosa da due prospettive diverse


UN DIFFICILE DOPOSBORNIA L’entusiasmo è alle stelle e verso il mese di dicembre il Treviso si prepara con ottimismo agli altri due derby trevigiani, ma come insegna la storia (e insegnerà, soprattutto durante il successivo decennio di agonia) sono proprio i derby trevigiani le partite più difficili. Si inizia all’Opitergium di Oderzo, dove nella bufera di vento e pioggia il Treviso trova il vantaggio con Ferretti, ma si fa raggiungere dal guizzo di Furlan. La seconda trasferta di fila nella Marca Trevigiana ripropone il “duello” estivo fuori dal campo con l’Union Quinto. Il Treviso s’inceppa sullo 0 a 0, lo stesso risultato rimediato una settimana dopo in casa contro i friulani del Tamai. Si arriva così all‘inedita trasferta all’Aldo e Dino Ballarin di Chioggia, contro un’Union Chioggia Sottomarina che non vive un momento tranquillo dal punto di vista societario. Ma tranquillo non è nemmeno il clima in cui si ritrovano i tifosi del Treviso in attesa davanti alla biglietteria dietro la curva ospiti. All’improvviso irrompono i locali che iniziano a lanciare cori provocatori, ricordando il gemellaggio con gli altri lagunari, quelli arancioneroverdi. Alla fine non succede niente di grave, neanche quando i chioggiotti continuano le provocazioni durante il tratto di marciapiede che, passando tra il settore ospiti e la laguna, porta al settore distinti e alla curva di casa.
In campo il Treviso gioca bene e va in vantaggio con Ferretti, bravo a sfruttare un lampo di genio di Torromino, ma nel recupero del secondo tempo un tiro di Rossi da fuori area sorprende sul primo palo Sartorello e gela il settore ospiti.

Nonostante le beffa del pareggio, una domenica da ricordare per i tifosi giunti a Chioggia

Quarto pareggio di fila, ma nonostante tutto il Treviso è ancora in vetta a pari merito con l’Unione, che nel frattempo non ne ha approfittato: due sconfitte con Rovigo e Union Quinto, pareggio con il Tamai e l’unica vittoria di misura contro il Montebelluna. L’ultima giornata di andata viene sconvolta da una delle ultime copiose nevicate che si ricordi a Treviso. Il club fa un mezzo miracolo liberando il manto erboso del Tenni e la squadra, unica in campo di tutto il girone C, torna al successo liquidando 4-1 il Città di Concordia allenato da un altro ex, il trevigiano Checco Feltrin. Oltre a Perna con una doppietta e Ferronato va in gol la nuova punta Simone De Lorentiis, uno dei tre acquisti del mercato invernale. Gli altri sono il difensore centrale trevigiano Alessandro De Bortoli e il centrocampista Luca Salgher. Il Treviso, ora con la squadra più completa, si laurea campione d’inverno tornando momentaneamente in vetta solitaria, anche se dopo il recupero delle partite rinviate per neve l’Unione batte il Pordenone riagguantando gli uomini di Zanin.

Il Treviso supera la neve e liquida in scioltezza il Città di Concordia (foto E. Manzini)


2011: UNA PARTENZA DA BRIVIDI Il campionato riparte dalla sfida del Tenni contro la Sanvitese, una partita stregata in cui il Treviso domina ma fatica a trovare il gol, subendo le decisioni dell’arbitro che annulla una rete di De Lorentiis e nega un sacrosanto rigore… salvo assegnarne uno molto meno solare su Ferretti a tre dal termine. Perna realizza con freddezza, poi nel recupero Ferretti in contropiede chiude la pratica e per la seconda volta in pochi minuti va ad esultare polemicamente davanti un tifoso appostato nella parte alta della curva. Che sia una partita strana lo conferma anche la misteriosa espulsione di mister Zanin.
Non c’è tempo di rifiatare che si va dalle parti di Romeo e Giulietta, a Montecchio Maggiore, dove i tifosi assistono a una delle partite più assurde nella storia biancoceleste. In un campo pieno di buche e la nebbia in agguato i biancocelesti passano in vantaggio con il falco Ferretti, ma a inizio ripresa Onyejiaka pareggia; non una bella partita del Treviso che rischia di capitolare, anche se il risultato sembra giusto, ma nel finale succede di tutto. Al 39′ Baldares ubriaca De Pretto che si prende il secondo giallo e va fuori; poi, al 44′, l’arbitro perde la testa e sugli sviluppi di una palla a due Ferretti subisce un brutto fallo e cade a terra. Vola un rosso verso il neoentrato Ballardin. Si capisce poco di quel che succede, molto probabilmente Ferretti dolorante a terra viene scalciato da un altro giocatore del Montecchio, Girlanda, che si becca un altro rosso. I castellani sono in otto e l’arbitro assegna sei minuti di recupero. Il Treviso ci prova, ma nonostante la tripla superiorità numerica fatica… fino al 97′, quando una ripartenza sbagliata dei locali innesca la discesa di Brunetti che serve Ferretti, il tiro viene respinto ma il numero 9 appoggia per l’accorrente Perna che non sbaglia. Si scatena un’esultanza folle a bordo campo tra tifosi e giocatori, favorita dallo stadio senza barriere a bordo campo, tutti si abbracciano e i bicchieri di vetro vanno in frantumi. Negli stessi minuti succede l’incredibile a Este, perché l’Unione in vantaggio si fa rimontare e superare 3 a 2 dai padovani: la vetta solitaria è del Treviso.

Scene di delirio totale a Montecchio Maggiore: il Treviso in 11 contro 8 la spunta al 97′ (foto E. Manzini)


Si torna al Tenni per la sfida contro il Belluno: il Treviso liquida i gialloblu con i gol di Ferronato, Perna e Spinosa; negli ospiti ci sono in campo Masoch e l’under Mosca, che segnerà il gol della bandiera: dodici anni dopo saranno protagonisti della vittoria nel campionato di Eccellenza a Treviso. Al termine della partita il Treviso allunga ancora grazie al clamoroso pareggio del VeneziaMestre al Nereo Rocco di Trieste, contro il Kras Repen. La strada sembrerebbe in discesa, se non fosse che alle porte c’è un terby trevigiano. E infatti… a Montebelluna il Treviso vive un’altra partita stregata, sbaglia tante occasioni ma fatica tremendamente in un campo pieno di buche e ghiacciato; qualche tifoso sostiene maliziosamente che sia stato appositamente bagnato la sera prima dai locali per mettere in difficoltà il superiore fraseggio della squadra di Zanin. Fatto sta che la partita sembra destinata al pareggio, ma nel recupero Salgher fa un fallo evitabile al limite dell’area: alla battuta c’è uno specialista, l’ex di turno Ivanoe Lanzara, che con una traiettoria velenosa sorprende Sartorello. Il VeneziaMestre batte il SandonàJesolo nel big match e torna a -2.

PER FABIO: RIPRENDE LA MARCIA Si arriva a febbraio e come ogni anno il mese inizia con la commemorazione di Fabio Di Maio. Quella del 2011 non sarà come le altre, perché il 31 gennaio, prima della partita contro il Rovigo, è prevista l’inaugurazione di una targa al Tenni. Solenni i preparativi della tifoseria con tante bandiere e pezze sistemate di fronte al lato destro della curva sud. Intervengono tifosi e amici, anche se il momento più toccante è quando viene consegnata una targa commemorativa al papà di Fabio.

La consegna della targa commemorativa al papà di Fabio Di Maio


In campo il Treviso onora al meglio la sua memoria piegando di misura un ostico Rovigo: tanto per cambiare ci pensa Ferretti che dopo il gol esulta alla sua maniera arrampicandosi a qualche metro d’altezza sulla rete della curva.

Ferretti si aggrappa alla rete, il Treviso alla vetta della classifica: il testa a testa con l’Unione si intensifica

Il Treviso riprende la marcia ma in vista della difficile trasferta di Este l’infermeria ha ospiti illustri: Torromino ha un guaio muscolare, Perna decide di rinunciare all’operazione al naso indossando una maschera protettiva. Alla fine scende in campo, anche se il gol del vantaggio lo segna l’uomo del momento Ferretti che, di fronte alla tribunetta del settore ospiti prima scivola sul cemento, poi sale le scale per esultare di fronte ai tifosi biancocelesti. L’Este pareggia con Moresco (una breve parentesi biancoceleste in Eccellenza quattro anni dopo), ma nella ripresa, quando il pari sembra inevitabile, arriva la zampata del neoentrato De Lorentiis. Il Treviso mantiene il prezioso +2 sull’Unione in un momento fondamentale, perché i lagunari sono in un momento migliore e non sbagliano un colpo, inanellando una vittoria dopo l’altra.

Ferretti continua a dare spettacolo: gol e pittoresche esultanze


TESTA A TESTA La prossima battaglia al Tenni è contro i ramarri di Bosi: il Pordenone fa sudare il Treviso, che segna alla fine del primo tempo con Ferretti e chiude la pratica in contropiede solo al 95′ con De Lorentiis. Gli inseguitori espugnano Montecchio e restano in scia: la sfida continua colpo su colpo e non sono ammessi passi falsi. Nel turno seguente il Treviso, invece, è impegnato allo Zanutto contro il SandonàJesolo. Purtroppo la trasferta è stata vietata ai tifosi biancocelesti: i motivi del divieto sono connessi al possibile rinvio dell’altro big match di giornata, quello del Penzo tra Unione Venezia e San Paolo Padova. Così non sarà, ma le restrizioni in merito a SandonàJesolo-Treviso resteranno. Il timore era di un possibile arrivo della tifoseria arancioneroverde, non più impegnata al Penzo, in sostegno ai “fratelli” sandonatesi. Al Tenni non c’era stata alcuna restrizione: la stessa disparità di trattamento si ripeterà nel 2023, in Eccellenza. In campo il Treviso vendica il torto subito dai tifosi con un’altra partita leggendaria: finisce 3 a 2 con una tripletta del cobra “mascherato” Massimo Perna. Il vantaggio sull’Unione (2-1 a Padova sul San Paolo) resta di due punti e si conferma la domenica successiva, quando i biancocelesti strapazzano il Kras Repen 5 a 1 (doppietta di Perna e tripletta di Ferretti) e i lagunari piegano di misura la Sanvitese 2 a 1.


La domenica seguente il Treviso è pronto per la terza sfida stagionale contro la bestia nera San Paolo Padova, vincente in Coppa Italia e nell’andata al Tenni per 2 a 0. Al Plebiscito di Padova, in un campo dove gioca anche il Petrarca rugby, i tifosi vivono un’altra partita da incubo: il Treviso passa in vantaggio con Ferretti dopo pochi minuti, ma non la chiude e al 43′ della ripresa subisce il gol fantasma di Pegoraro: Sartorello respinge con un mezzo miracolo ma secondo il guardalinee la palla ha superato la linea. All’ultimo minuto di recupero la seconda beffa, quando viene negato un rigore solare per atterramento in area di Spinosa. Esplode la furia della squadra e gli animi si scaldano anche in tribuna dove i tifosi sono furibondi e, qualcuno, ingiustamente, ne pagherà le conseguenze.

Domenica da dimenticare per i tifosi giunti allo stadio del rugby patavino (foto E. Manzini)


In classifica la lunga rincorsa unionista è premiato dall’aggancio. Si arriva così all’ultima partita prima dello scontro diretto. Il frastornato Treviso ospita il Torviscosa, i friulani fanno sudare i biancocelesti ma vengono stesi dal colpo di testa di Perna, che in precedenza si era fatto parare un rigore. Il VeneziaMestre s’inceppa dopo sette vittorie di fila facendosi bloccare sull’1 a 1 dal Belluno: a una settimana dal big match del Penzo il Treviso si riprende la vetta solitaria, guadagnando un vantaggio psicologico non indifferente in vista dello scontro diretto.

LA BATTAGLIA DI SANT’ELENA Come prevedibile la trasferta agli ultras del Treviso viene vietata: la società si organizza allestendo un maxi schermo allo stadio Tenni, dove verrà trasmessa la diretta RaiSport, mentre al mattino i tifosi si ritrovano nel parcheggio del centro commerciale di Silea per supportare la squadra in partenza. Allo stadio Penzo c’è un pubblico di altra categoria: la media stagionale non arriva ai duemila spettatori, ma per questa partita fondamentale la società attua una promozione per le famiglie con prezzi stracciati e il catino di Sant’Elena, vista l’importanza della partita, si trasforma in una bolgia con circa 5mila presenti. In questo clima infernale il Treviso scende in campo senza timori e trova il vantaggio dopo il quarto d’or di gioco con la deviazione aerea di Perna su corner. Il Cobra corre con Ferretti sotto la tribuna del Penzo rispondendo ai fischi con un’esultanza provocatoria quanto iconica.

Un frame dalla diretta televisiva RaiSport: Perna porta in vantaggio il Treviso e ammutolisce il Penzo


Purtroppo poco dopo entra in scena l’arbitro Juan Luca Sacchi – futuro fischietto in Serie A, tra l’altro – protagonista in negativo di quella partita. Fin dai primi minuti prende di mira Perna, gli sventola un primo
giallo esagerato e lo redarguisce anche dopo l’esultanza per il gol, dunque lo punisce con un’altra ammonizione completamente inventata: dopo un netto fallo di Nicoletto vede una simulazione del numero 9 biancoceleste, che viene espulso.

La sequenza che porta alla discussa espulsione del Cobra Massimo Perna


La partita si trasforma presto in un assedio. Al 6′ tiro di Collauto, Sartorello smanaccia ma la palla finisce su Ferretti che colpisce la traversa piena; l’azione prosegue e una nuova conclusione dal limite dell’area viene nuovamente respinta da Sartorello sulla linea di porta. Due minuti dopo, però, il Treviso subisce il gol del pareggio: tiro di Malagò da fuori area, Ferretti respinge col gomito e l’arbitro decreta il rigore, che viene realizzato dal solito Zubin. Quattro minuti dopo l’Unione segna nuovamente con “El Rulo” Ferretti, che infila Sartorello sotto la traversa, ma l’arbitro annulla su segnalazione del secondo assistente. Non è fuorigioco, ma l’errore del guardalinee compensa in parte i tanti abbagli dell’arbitro nel primo tempo. Sembra ormai che il Treviso possa capitolare da un momento all’altro, ma è proprio in questo momento che la forza della squadra viene fuori, respingendo tutte le azioni degli attaccanti arancioneroverdi che vanno incontro a un calo e sembrano perdere lucidità. Non succede nulla fino agli ultimi minuti, quando il Treviso in contropiede prima ha una bella occasione con De Lorentiis che sfiora il palo con un tiro dai 20 metri, e poi soprattutto con Bandiera, che a tu per tu col portiere si fa recuperare da un difensore lagunare: il suo tiro debole viene respinto da Casini, con De Lorentiis che non riesce a ribadire in rete. Clamoroso quanto accade poco dopo dalla parte opposta del campo, all’ultimo minuto di recupero: lancio di Mazzeo, sponda di testa in area di Ferretti per Zubin che liberissimo al limite dell’area fa partire un tiro al volo di collo che si spegne poco sopra la traversa. In quel momento arriva il triplice fischio: al Tenni esplode la gioia dei tifosi, che dopo qualche ora di attesa accolgono trionfalmente il pullman dei tifosi. Tra i “trofei di guerra” spunta una bandierina dell’Unione che dopo essere passata tra le mani dei tifosi riprende subito la via del mare grazie al canale adiacente il muro perimetrale del Tenni.

FUGA PER LA VITTORIA Il Treviso ha ora il destino nelle proprie mani, ma davanti ci sono i due derby trevigiani che all’andata gli hanno fatto perdere 4 punti. Il primo, contro l’Opitergina, vede i biancocelesti andare in vantaggio grazie ai gol di Torromino e De Lorentiis, mentre Dei Rossi accorcia le distanze e rende più incerto il finale. E a fine partita la festa raddoppia: l’Unione si è squagliata a Rovigo. La squadra di mister Parlato, nonostante una situazione societaria disastrosa, ha liquidato 3 a 0 la seconda della classe. Il vantaggio in classifica sale a +5 sui lagunari con quattro partite da giocare.
Una settimana dopo succede tutto nel finale. Il Treviso come all’andata domina l’Union Quinto, ma fatica a trovare la via del gol. La porta sembra stregata, mentre in contemporanea l’Unione sta battendo il Tamai. Ma nel recupero cambia tutto: Perna si guadagna un rigore sotto la sud e porta in vantaggio i biancocelesti, mentre al Penzo il Tamai strappa un clamoroso pari (2 a 2). Fuori dal Tenni esplode la festa, la C sembra ad un passo e potrebbe arrivare proprio in casa dei friulani.

Dopo Treviso-Union Quinto i tifosi iniziano già a festeggiare la C, ma dovranno attendere ancora qualche settimana (foto E. Manzini)


Il piccolo impianto dei mobilieri viene invaso dai tifosi biancocelesti, ma in campo non va come previsto. I padroni di casa passano in vantaggio con Piperissa, Perna pareggia su rigore ma al 32′ della ripresa Llullaku riporta avanti i suoi. Considerato il pareggio dell’Unione Venezia a Montebelluna basterebbe il pari per far festa, ma il Treviso non trova il gol decisivo e rimane pure in 10 per il rosso a capitan Bandiera. Tutto rinviato al 1° maggio, sperando che la festa sia totale.

FESTA AL TENNI Dopo la doccia fredda di Tamai, grazie alla pausa del campionato, ci sono due settimane di tempo per preparare la probabile festa del 1° maggio. Dopo il successo contro l’Union Quinto la società mette in vendita i biglietti della curva sud al costo di 3 euro. Prima della partita è tempo di passerelle: sfilano sotto la curva sud lo sceriffo Gentilini insieme ad alcune colonne storiche del tifo biancoceleste come il compianto Maurizio “Istrana”.

Prima della partita, in campo, il presidente Corvezzo con alcune colonne storiche del tifo biancoceleste (foto E. Manzini)


Il Treviso arriva alla partita decisiva con parecchi acciacchi: squalificati Bandiera espulso a Tamai e Granati per somma di ammonizioni, infortunati Visintin e De Lorentiis con Biagini in forte dubbio per i soliti acciacchi fisici. Fortunatamente per raggiungere l’obiettivo basta un punto, lo stesso risultato ambito dall’avversario: l’Union Chioggia Sottomarina. I lagunari sono in crisi societaria (in estate il club non si iscriverà) e dopo un girone di ritorno mediocre (15 punti in 17 partite) non sono ancora matematicamente salvi. Non ne esce una partita tra scapoli e ammogliati, anche se nel finale ci andiamo vicini. Il Treviso mette in cassaforte la C passando in vantaggio nel primo tempo con il solito Ferretti, ma nella ripresa i granata pareggiano a dieci minuti dalla fine con Adriano. Negli ultimi minuti si inizia già a festeggiare, visto che le due squadre si limitano a far scorrere il cronometro passandosi la palla in orizzontale nella propria metà campo. Al triplice fischio scoppia la festa nella gremita curva sud, i tifosi esultano come una liberazione dopo un periodo di sofferenze: se solo sapessero cosa li attenderà nel successivo decennio…A fine gara i festeggiamenti si spostano sotto la curva nord (ospiti) per il banchetto finale, con cori e brindisi tra i giocatori e gli ultras. In serata i reduci improvvisano un piccolo corteo per le vie della città.

I tifosi si dirigono verso il centro di Treviso dopo la vittoria del campionato


Nell’ultima giornata la trasferta a Concordia Sagittaria diventa una gita, i tifosi colorano il piccolo settore ospiti con tante bandiere, pezze e striscioni di ringraziamento e in campo il Treviso, seppur sazio, piega i bianconeri con una doppietta di Ferretti, complicando la corsa salvezza di mister Feltrin.

Il settore ospiti colorato di biancoceleste a Concordia Sagittaria


Più amara la post season. Il Treviso ha la fortuna di ospitare la final four della Poule Scudetto, ma viene eliminato subito, al triangolare, dopo due partite sottotono. In casa con il Cuneo trova il pari alla fine con una carambola di testa tra Ferretti e un difensore piemontese, a Mantova servirebbe una vittoria ma arriva uno scialbo 0 a 0. Un vero peccato perché, come si vedrà il campionato seguente in Lega Pro Seconda Divisione, quella squadra aveva tutte le carte in regola per laurearsi campione d’Italia.

15 ANNI DOPO In cinque lustri tante cose sono cambiate a Treviso e tante sono le differenze tra quel campionato da brividi e quello molto più tranquillo, ma da record, vinto il 2 aprile 2026 ad Altavilla Vicentina. A parte l’iniziale testa a testa con il Cjarlins Muzane nella prima metà del girone di andata, il Treviso ha presto salutato la compagnia dei friulani, mentre nel girone di ritorno ha avuto costantemente un vantaggio pari o superiore ai dieci punti sulla seconda. Certo, per uno scherzo del destino come nel 2011 l’ultimo ostacolo verso la Serie C sono stati ancora i veneziani dell’Union Clodiense, erede dell’Union Chioggia Sottomarina e saliti al secondo posto dopo una grande rimonta.
Allora per la partita valsa la promozione, nel 2026 per la sfida che di fatto ha consegnato il campionato nelle mani del Treviso portandolo nuovamente a +16 in classifica. L’atavica sfida contro i veneziani tende a ripresentarsi ciclicamente, del resto anche tre anni fa in Eccellenza il Treviso ha rischiato grosso di fronte alla rimonta del Noale, che con otto vittorie consecutive ha conteso la promozione in D fino a venti minuti dalla fine del campionato…

La rosa del Treviso campione Serie D 2010/2011

DUE SQUADRE NELLA STORIA Nonostante le tante differenze, il Treviso di Zanin e quello di Gorini occuperanno un posto di rilievo nella storia biancoceleste. Se il primo ha vinto un clamoroso testa a testa contro il VeneziaMestre, il secondo ha stracciato ogni record possibile: il Treviso in 117 anni di storia non aveva mai raggiunto un vantaggio così ampio in classifica, vincendo un campionato con così largo anticipo.
Per quanto riguarda le caratteristiche delle squadre, il Treviso di Zanin verrà ricordato per la straordinaria forza dell’attacco, confermata nella stagione successiva in Seconda divisione. Il tridente Torromino-Perna-Ferretti è subito balzato nella classifica dei migliori reparti offensivi, ma anche il resto della squadra, dalla difesa al centrocampo, era al top, altrimenti non avremmo poi vissuto il clamoroso epilogo di Montichiari nel maggio 2012 con una squadra in gran parte confermata. Dal portiere trevigiano Sartorello alla coppia centrale Biagini-Visentin poi rafforzata da De Bortoli, i giovani Cernuto, Granati e Brunetti, con il primo destinato a fare la storia anche a Venezia per sei campionati, tra Serie B e D. A centrocampo l’intelligenza e la tecnica di capitan Ferronato, la freschezza del classe ’91 Marco Spinosa (vincitore del girone F della Serie con l’Ostiamare di Daniele De Rossi) insieme alla duttilità e la forza fisica di Bandiera (capitano la stagione seguente) o De Mattia non si sono mostrati inferiori alla qualità di un’Unione che sulla carta era considerata superiore.

Il Treviso 25/26 festeggiato in una Piazza dei Signori gremita (foto Fotostampa Treviso)


Diversamente, il Treviso di Gorini in attacco ha brillato soprattutto con Gigi Scotto, che si è preso in carico tutto il reparto facendo da collante con il centrocampo grazie alla versatilità di giocatori come Artioli e Beltrame, senza dimenticare Brevi che soprattutto nella seconda parte di campionato, finalmente superato l’infortunio, in un momento critico è diventato un jolly decisivo diventando il secondo marcatore della squadra. Forse il centrocampo di questa squadra è ancora più forte e completo rispetto a quello di 15 anni fa, che aveva meno alternative; il ds Strano ha costruito le fortune del Treviso sulla linea mediana con un mix perfetto dove ogni elemento, anche se partiva dalla panchina come Gianola, avrebbe potuto essere titolare in qualsiasi squadra di Serie D. Gucher, dopo un paio di partite di rodaggio, è salito in cattedra e ha insegnato calcio a tutti gli avversari; anche il figlio d’arte Filippo Serena ha dimostrato di valere ancora il professionismo e la sua assenza si è fatta sentire nella crisi di risultati tra febbraio e marzo. In difesa la coppia Munaretto-Salvi, collaudata nel triennio a Chioggia, si è confermata tra i top della categoria dopo la parentesi in Serie C e ha potuto contare sul jolly Martinelli, seppur frenato dagli infortuni; Brigati come lo scorso anno al top come minutaggio e rendimento.
un altro capolavoro è stato fatto con la scelta degli under. Dalla Promozione all’Eccellenza abbiamo sempre insistito che la scelta dei giovani fosse il vero ago della bilancia per il successo e questo campionato ne è stata la conferma. In porta Vadjunec si è confermato il migliore del girone C dopo il debutto ad Adria, in difesa il classe 2005 Guerriero si è alternato alla perfezione con Fragnelli conquistando la terza promozione di fila in C dopo Guidonia e Trapani. Ma la sorpresa più grande è stato il trevigiano Perin: mostrare quella personalità come l’under più giovane (2007) al debutto in prima squadra significa tanto, ma lo stesso si potrebbe dire del pari età Chiabotto che la scorsa stagione era stato protagonista a Bra non ancora maggiorenne, conquistando il professionismo. Preso a gennaio come alternativa, si è sempre fatto trovare pronto e segnando un gol fondamentale a Sevegliano contro il Cjarlins Muzane. L’unico rammarico per questa rosa riguarda la mancata affermazione degli altri attaccanti: da Fedato a Petrovic, da Francescotti all’ultimo arrivato Svidercoschi. Pur non avendo ancora segnato Francescotti, classe 2005 al debutto in prima squadra, ha mostrato buone cose e si è guadagnato due rigori importanti, anche se quello di San Martino di Lupari gli è costato un lungo stop dopo il quale ha faticato a reinserirsi come prima. Con l’assenza di Scotto, attorno la cui figura tutto sembrava girare, gli altri attaccanti si sono via via persi e il Treviso ha trovato un altro equilibrio con lo spostamento in avanti di Gucher e l’inserimento fisso di Brevi in più versioni. La mancanza di un vero realizzatore, purtroppo, si è fatta sentire come temevamo, ma la conquista matematica della C era ormai vicina. La Poule Scudetto potrebbe essere un’occasione di riscatto per qualcuno.

SPETTATORI Un ultimo confronto riguarda il dato degli spettatori. In questo campionato ormai concluso ci siamo spesso lamentati del numero di presenti e continuiamo a pensare che questo Treviso dei record avrebbe meritato maggiore entusiasmo e calore, specialmente nelle partite meno importanti. Inoltre, dopo gli ottimi numeri e l’aumento del primo anno in D, dopo il decennio nei campionati regionali, ci si aspettava una crescita maggiore. Eppure l’analisi dei dati di 15 anni fa mostra un netto incremento.
Nelle 18 partite giocate al Tenni nella Serie D 2010/2011 (17 di campionato e l’unica della Poule Scudetto con il Cuneo) la media spettatori è pari 1051 spettatori; nella stagione 2025/2026 non ancora conclusa (manca almeno una partita della Poule Scudetto) la media è di 1597 spettatori, decisamente superiore.

La curva sud il 1° maggio 2011 in uno scatto dai palazzi attorno al Tenni


Il miglioramento è reso più evidente dall’analisi delle singole partite. Nella Serie D 2010/2011 quota 1000 è stata superata solo in 5 partite: nelle ultime due di campionato contro Union Quinto (2015) e la partita promozione con l’Union Chioggia Sottomarina (2167, il più alto del campionato) il netto incremento è stato favorito dal valore delle partite e dalla promozione sui biglietti in curva, poi ci sono 1640 nel derby con l’Unione Venezia, i 1102 con il SandonàJesolo e i 1089 con l’Opitergina subito dopo il derby al Penzo. Dunque si scende tra i 968 contro il Pordenone e in cinque partite si scende sotto gli 800, fino al minimo di 724 contro il Montecchio Maggiore alla prima in casa.

Al contrario, nell’attuale campionato Serie D 2025/2026 il pubblico è sceso sotto quota 1000 solo in due occasioni: l’unica partita di Coppa Italia con la Luparense ad agosto (787) e nell’unico turno infrasettimanale casalingo contro il Campodarsego (755). Per il resto il Tenni si è mantenuto sopra i 1000 spettatori, con i due minimi di 1080 e 1100 contro Adriese e San Luigi. Se 15-16 anni fa quota 2000 era stata superata solo in occasione della partita promozione, in questa stagione siamo andati oltre quattro volte: 3450 contro l’Union Clodiense, 2650 contro il Mestre, 2500 con il Conegliano e 2100 nello scontro diretto con il Cjarlins Muzane che ha innescato l’inarrestabile fuga verso la C.

Una Serie C, se si considera il girone A, in cui i biancocelesti sarebbero al sesto posto dietro Vicenza (9948), Brescia (8994), Lecco (2750), Cittadella (2471) e Novara (1968), davanti ai 1335 del Trento e i 1249 della Pro Patria. Quale potrebbe essere il dato nel prossimo campionato di C dipenderà anche dai risultati della squadra, di sicuro Treviso è una piazza che può stare senza timidezza nell’attuale terza serie del calcio. Resta ancora da capire come abbiamo potuto rimanere per 13 campionati consecutivi nei dilettanti, di cui 10 tra Eccellenza e Promozione.

Gli autori


Ti è piaciuto questo articolo?

P