Due vittorie importantissime. Il Treviso ha reagito alla (immeritata) sconfitta casalinga contro l’Ospitaletto con due vittorie pesantissime, e che hanno rilanciato i biancocelesti in classifica.
Se la vittoria di Carate Brianza era stata meritata e con le giuste dimensioni, quella in casa contro la Dolomiti Bellunesi è maturata solo negli ultimi minuti, anche se il Treviso ha meritato sicuramente i 3 punti.
Partiti con l’obiettivo dichiarato di salvarsi, gli uomini di Edoardo Gorini si trovano attualmente al quinto posto in classifica che, per quanto può contare alle porte della dodicesima giornata, garantirebbe loro di giocare sempre in casa i due turni playoff del girone; certo, come detto stiamo parlando del nulla visto che mancano ancora quasi tre quarti di campionato e i playoff sono ancora tutti da guadagnare, però il buon inizio di stagione del Treviso fa sognare i suoi tifosi che si riverseranno in massa al Tombolato, dove i biancocelesti affronteranno un banco di prova davvero importante per misurare le loro ambizioni.
Una splendida realtà ormai consolidata
Il Cittadella è espressione calcistica dell’omonimo comune in provincia di Padova, 30 km più a nord del capoluogo.
Fino a qui nulla da segnalare, se non che i granata hanno disputato ben 18 campionati di Serie B e altrettanti di terza serie: niente male per un paese di appena 20.000 abitanti.
Il club è nato nel 1973 dalla fusione tra le due realtà calcistiche cittadine, l’Unione Sportiva Cittadellese e l’Olympia Cittadella, che all’epoca militavano rispettivamente in Prima Categoria e in Promozione.
Dopo un iniziale periodo in Promozione, con la vittoria della Coppa Italia Dilettanti nel 1980, la promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti arriva nel 1981 mentre l’approdo in Serie C2 c’è stato nel 1988: da quel momento, a parte un biennio dal 1991 al 1993 in Interregionale, il Cittadella ha sempre militato tra i Professionisti.
La promozione in Serie C1 arriva nel 1997/1998: i granata arrivano secondi in campionato, ma approdano in terza serie grazie a un pareggio a reti inviolate nella finale secca di Ferrara contro la Triestina, guadagnandosi la promozione grazie alla classifica avulsa.
Nel campionato 1999/2000 arriva invece la prima storica qualificazione in Serie B: il Cittadella finisce al terzo posto, e ai playoff elimina prima il Varese in semifinale (sconfitta 1-0 in Lombardia, vittoria 2-0 in Veneto) mentre nella finale del Bentegodi basta una pareggio per 1-1 contro il Brescello.
Dopo due anni in Serie B, il Cittadella (che dal 2000 al 2004 si è chiamato Cittadella Padova e ha giocato allo stadio Euganeo di Padova per due anni) è retrocesso in Serie C1 nella stagione 2001/2002, facendo ritorno in cadetteria al termine della stagione 2007/2008, terminata al terzo posto e conclusa battendo ai playoff prima il Foligno (sconfitta 0-1 a Foligno, vittoria 2-0 a Cittadella) e infine la Cremonese (sconfitta 0-1 in casa, vittoria 1-3 in trasferta).
Questa volta il Cittadella in serie B c’è rimasto per ben 16 stagioni, con il solo intermezzo della stagione 2015/2016 disputata (e vinta) nel campionato di Serie C1.
In questo periodo il Citta ha addirittura sfiorato la A per due volte, perdendo la finale play-off: nel 2018/2019 contro il Verona (vittoria 2-0 a Cittadella, sconfitta 3-0 a Verona) e nel 2020/2021 contro il Venezia (sconfitta 0-1 in casa, pareggio 1-1 in trasferta).
Il Cittadella è retrocesso al termine della stagione 2024/2025, ovvero l’ultimo campionato con Edoardo Gorini in panchina, esonerato dopo 8 partite.
Il Citta gioca le sue partite in casa allo stadio Tombolato, che ha una capienza di 7.623 spettatori.
Il bello del debuttante
L’allenatore del Cittadella è Roberto Musso, ex bandiera proprio dei granata (11 stagioni al Tombolato) e che ha militato anche nel Treviso, nella sfortunata stagione 2012/2013.
Classe 1980, allena da 12 anni tra settore giovanile e vice in Prima Squadra, ottenendo la promozione ad allenatore proprio a luglio di quest’anno.
Il suo modulo preferito è il 3-4-1-2.
Il portiere è Alessandro Zanellati (classe 1999, cresciuto nel Torino, ex Gubbio, Giana Erminio, Padova e Casertana in Serie C, Rezzano in Serie D).
I 3 difensori centrali sono Michele Gobbato (classe 2007, cresciuto proprio nel Cittadella), Francesco Toffanin (classe 2003, ex Virtus Verona in Serie C e Luparense in Serie D) e Bruno Martella (classe 1992, cresciuto nelle giovanili del Pescara, ex Crotone e Brescia tra Serie A e Serie B, Pescara, Crotone, Ternana e Feralpisalò in Serie B, Esperia Viareggio, Perugia, Pisa e Ternana in Serie C).
A centrocampo giocano solitamente Francesco Amatucci (classe 2001, cresciuto nel Perugia, ex Montevarchi tra Serie C e Serie D) e Andrea Barberis (classe 2003, cresciuto nel Palermo e nel Varese, ex Crotone e Monza tra Serie A e Serie B, Varese in Serie B, Pisa tra Serie C1 e Serie B), con Giulio Frisenna (classe 2002, cresciuto nel Catania, ex Messina e Catania in Serie C, Licata e Sant’Agata in Serie D) come alternativa.
Gli esterni sono Francesco D’Alessio (classe 2004, cresciuto nel settore giovanile della Roma) e Angelo Ndrecka (classe 2001, cresciuto nei settori giovanili di Chievo Verona e Lazio, ex Teramo, Pro Patria, Virtus Entella e Ternana in Serie C).
I due trequartisti sono solitamente Andrea Paolucci (classe 1986, ex Pescara, Cesena, Ternana e Virtus Entella tra Serie B e Serie C, Taranto e Andria in Serie C) e Mirko Antonucci (classe 1999, cresciuto nel settore giovanile della Roma con cui ha debuttato in Serie A, ex Vitoria Setubal in Serie A portoghese, Pescara, Salernitana, Spezia, Cosenza, Cesena e Bari in Serie B), con Eduard Ihnatov (classe 2006, cresciuto nelle giovanili del Padova ed ex Campodarsego in Serie D) come alternativa.
In attacco si alternano Joseph Ekuban (classe 2000, cresciuto nelle giovanili del Verona ed ex Partizani in Serie A albanese, Virtus Francavilla, Monterosi, Andria, Arezzo, Latina e Renate in Serie C) e Davis Mensah (classe 1991, cresciuto nella Virtus Verona con cui ha giocato in Serie C2 e Serie D, ex Pordenone in Serie B, Mantova in Serie B e Serie C, Triestina in Serie C, Castelnuovosandrà in Serie D).
Senza paura
La trasferta in casa della capolista solitamente incute già di per se timore, se poi ci aggiungiamo che il Treviso, in 7 precedenti al Tombolato, non ha mai vinto, ecco che i presupposti per una domenica difficile ci sono tutti.
I biancocelesti possono però fare affidamento su diversi aspetti positivi.
Il primo è sicuramente il rientro a disposizione di Raphael Odogwu: dopo settimane di emergenza in attacco, finalmente mister Gorini può tornare a fare affidamento sul suo centravanti.
Il secondo è psicologico: i biancocelesti andranno al Tombolato senza nessuna pressione, avendo già fatto finora il loro, con 19 punti in 11 partita e un momentaneo quinto posto che fa ben sperare.
Il terzo è ambientale: il Treviso avrà al suo fianco un gran numero di tifosi, in quella che si prospetta come la trasferta più importante (dal punto di vista numerico) degli ultimi 20 anni.
Pressione che invece sarà tutta sulle spalle del Cittadella, che finora ha disputato un gran campionato, ma è chiamato a rispondere dopo la sconfitta di Brescia, che ha permesso sia al Trento che allo stesso Union Brescia di avvicinarsi al primo posto.
Può nascere una grande partita…
AVANTI I BLU
I precedenti tra Cittadella e Treviso
In totale 14 incontri: 5 vittorie granata, 7 pareggi, 2 vittorie biancocelesti.
A Cittadella in totale 7 incontri: 2 vittorie granata e 5 pareggi.
1989/1990 Serie C2: Cittadella-Treviso 0-0
1990/1991 Serie C2: Cittadella-Treviso 1-0
1991/1992 Interregionale: Cittadella-Treviso 3-3
1992/1993 Interregionale: Cittadella-Treviso 3-2
2000/2001 Serie B: Cittadella-Treviso 2-2
2002/2003 Serie C1: Cittadella-Treviso 1-1
2008/2009 Serie B: Cittadella-Treviso 1-1

