Vincere per continuare ad allungare. Vincere per mettere in ghiaccio il campionato. Ma soprattutto vincere per la supremazia nel Derby del Terraglio, quella che storicamente è la partita più sentita da entrambe le tifoserie.
L’imperativo del Treviso dev’essere la vittoria: forse è pretendere un po’ troppo, visto che i biancocelesti hanno conquistato 40 punti in 16 partite vinte finora, ma quella contro il Mestre è, a tutti gli effetti, la partita della stagione.
Gli uomini di Edoardo Gorini sono reduci dalla bella vittoria in casa dell’Este, prima di domenica scorsa la quarta forza del campionato, mentre il Mestre ha perso appena due partite in questo campionato, esattamente come il Treviso: il problema è che le vittorie arancionere sono appena 7, quindi ben 6 in meno dei biancoceleste, che in classifica sono a +12 sugli uomini di Romano Perticone.
Orgoglio della terraferma
Il Mestre nasce nel 1927 con il nome di Unione Sportiva Mestrina.
Gli arancioneri hanno passato buona parte della loro storia tra Serie C (sia unica che C1 e C2) e Serie D.
Le difficoltà sono iniziate nel 1987, quando c’è stata la fusione con il Venezia.
Fino al 1991 non c’è più stata una squadra con denominazione Mestre; poi, con il nome Malcontenta-Mestrina la storia arancionera è ripartita, anche se, fino al 2015, il ritorno tra i professionisti è stato per appena 7 anni in C2, poi tantissimi anni tra i dilettanti, tra Eccellenza, Promozione e addirittura Prima Categoria.
Nel 2015 c’è stata la svolta, con il trasferimento dell’Union Pro a Mestre e il cambio di denominazione in AC Mestre: da quel momento, a parte per un solo anno in Eccellenza a seguito del fallimento nel 2018, il Mestre ha sempre militato in una categoria dignitosa come la Serie D, fatta eccezione nella stagione 2017/2018 quando gli arancioneri erano addirittura in Serie C, piazzandosi al decimo posto.
Nella sua storia, il Mestre ha vinto due campionati di Serie C e ben 4 di Serie D.
Gli arancioneri giocano le loro partite casalinghe nello storico stadio Francesco Baracca, che ha una capienza di 2.000 posti.
Il Mestre di Perticone
Romano Perticone, che da giocatore ha militato per diversi anni in A e in B prima di chiudere la carriera proprio al Treviso in D, è stato nominato allenatore del Mestre il 30 ottobre 2024, dopo l’esonero di Mario Tacchinardi. Gli arancioneri sono riusciti a chiudere la stagione al quinto posto, centrando i playoff, mentre quest’anno occupano la terza posizione in classifica.
Il suo modulo preferito è il 3-4-1-2.
In porta si alternano Gabriele Fresia (classe 2005, cresciuto nelle giovanili della Sampdoria ed ex Vado e Ravenna) e Federico Maffi (classe 2005, cresciuto nelle giovanili del Monza ed ex Casatese e Sanremese), anche se nelle ultime partite quest’ultimo sta giocando maggiormente da titolare.
I 3 difensori centrali sono il capitano Luca Iotti (classe 1995, ex Ascoli in B, Olbia, Teramo, Feralpisalò, Ancona, Mantova e Pro Sesto in C), Ricky Maset (classe 2003, cresciuto nelle giovanili dell’Udinese ed ex Luparense) e Gregorio Zanella (classe 2001, ex Luparense e Montecchio Maggiore), anche se nelle ultime partite è stato adattato anche il centrocampista Lorenzo Melchiori (classe 1996, ex Sudtirol in Serie C, Mezzocorona, Altovicentino, Dro, Bruno e Crema in Serie D).
A centrocampo sono in 5 per 3 maglie: i 3 probabili titolari sono il nostro ex Matteo Buratto (classe 1994, ex Pordenone e Lucchese in C, Sandonà, Adriese, Cjarlins, Savona, Campodarsego e Treviso in D), Davide Marcandella come trequartista (classe 1997, ex Padova tra B e C, ex Virtus Verona, Vis Pesaro e Fermana in C, Adriese in D) e Andrea Romano (classe 2000, ex Grumellese, Pro Sesto, Tritium, Nibionnoggiono, Caratese e Casalese in Serie D), con Mohamed Rabbas (classe 1999, ex Vigasio, Tamai, Ambrosiana, Luparense, Adriese e Campodarsego in Serie D) e Giordano Trovade (classe 1998, ex Ravenna, Sudtirolese e Bisceglie in Serie C, Campodarsego, Follonica Gavorrano, Pianese e Prato in Serie D) come alternative.
I due esterni sono gli under Davide Avdullari (classe 2007, cresciuto nelle giovanili dell’Hellas Verona) e Tommaso Lagomarsino (classe 2006, cresciuto nelle giovanili dell’Entella).
Davanti, considerata la pesante assenza di Faisal Bangal, impiegato in Coppa d’Africa, i due titolari saranno probabilmente il nostro ex Francesco Posocco (classe 1996, ex Spal, Catanzaro, Pontedera e Santarcangelo in C, Vittorio Falmec, Belluno, Dolomiti Bellunesi e Treviso in D) e Alessandro Corti (classe 2000, ex Giana Erminio, Pergolettese e Olbia in Serie C, Villa d’Almè e Portogruaro in D).
Chiudere alla grande un grande girone d’andata
Il Treviso arriva al Derby del Terraglio nelle migliori condizioni possibili: +10 sul Cjarlins Muzane, +12 proprio sul Mestre, una situazione di classifica davvero invidiabile.
Non dovessero spuntarla i biancocelesti non sarebbe la fine del mondo, mentre se dovessero vincere anche questa partita, sarebbe una grandiosa chiusura di un grandioso girone di andata, dove finora sono riusciti a conquistare i 3 punti in ben 13 delle 16 partite finora disputate.
Nel Treviso mancherà Matteo Guerriero, espulso nel finale di gara ad Este per doppia ammonizione: al suo posto giocherà molto probabilmente Jacopo Fragnelli. Per il resto potrebbe essere confermata per l’ennesima volta la formazione che tanto bene ha fatto nelle ultime giornate, con Paolo Beltrame e Filippo Artioli a supporto di Luigi Scotto.
AVANTI I BLU!
I precedenti tra Treviso e Mestre
In totale 76 incontri: 26 vittorie biancocelesti, 27 pareggi, 21 vittorie arancionere.
In totale in campionato 65 incontri: 22 vittorie biancocelesti, 22 pareggi e 20 arancionere.
In totale in Coppa Italia 11 incontri: 4 vittorie biancocelesti, 5 pareggi e 1 vittorie arancionere.
A Treviso in totale 38 incontri: 15 vittorie biancocelesti, 16 pareggi e 7 vittorie arancionere.
A Treviso in totale in campionato 33 incontri: 13 vittorie biancocelesti, 14 pareggi e 6 vittorie arancionere.

