stadio Tenni  veduta aereaChe estate sarebbe senza le consuete proposte sul (non) futuro dello stadio Tenni? I primi attacchi di ruspa dei politicanti iniziarono nel 2009, dopo il fallimento del Treviso di Setten e la mancata iscrizione in Serie D della nuova società, ostacolata dall’amministrazione comunale Gobbo. Un’esclusione che, è bene ricordarlo, contribuì al distruzione di un settore giovanile tra i migliori in Italia. Con la squadra nel limbo e senza una categoria di appartenenza l’occasione era troppo ghiotta per gli avvoltoi. “Il Tenni? Senza una squadra non ha nessun senso, va abbattuto”. L’unico voce contraria era, e sarebbe rimasta per gli anni a venire, quella del sindaco Giancarlo Gentilini. Il più fervente”demilitore”, invece, come molti ricorderanno, era stato l’assessore Beppe Mauro. In questi anni la sua “idea” ha fatto proseliti in ogni schieramento politico.
L’estate 2013 è stato quasi un déjà vu di quanto accaduto quattro anni prima, con la politica impassibile di fronte al pericolo di sparizione definitiva del Treviso, ma pronta a discutere il destino dell’area ex Foro Boario, dando per scontato che non ci sarebbe più stata una quadra di calcio. Trovando adeguato sostegno dalla stampa locale, pronta a lanciare sondaggi sul futuro dell’area: parco, parcheggio o…parco skating? Come se il Treviso, anche in caso di mancata ripartenza immediata dai dilettanti, fosse destinato a rimanere senza squadra per più di un anno. Come se Treviso  potesse permettersi di rimanere senza uno stadio di calcio, non fosse già abbastanza umiliante essere sprovvista in territorio comunale di un palazzetto dello sport adeguato. Pensiamo a Treviso Basket, costretta a emigrare al Palacicogna di Ponzano (1000 posti) per disputare un Dnb (quarta serie nazionale, praticamente l’attuale Serie D del calcio).

Anche quando le cose sembrano andare bene per il Treviso calcio, qualche assessore o consigliere rispolveva l’eliminazione del Tenni, seppur utilizzando un termine diverso: spostamento. L’ultimo in ordine di tempo è l’assessore all’Urbanistica della nuova giunta comunale, Paolo Camolei, che ieri (la tribuna di Treviso), ha dichiarato: «Lo Scalo Motta, a due passi dalla città, deve trovare nuova vocazione e così il Tenni. È anacronistico uno stadio lì dov’è ora. Le due aree devono diventare un tutt’uno con una identità ben diversa da calcio o treni». E ancora: «Il trasloco dello stadio, oltre che giusto, è imprescindibile se si vuole riqualificare l’area. E così per il nodo stazione centrale dove gli immobili vuoti di poste e ferrovie devono lasciare spazio ad altri usi». E stando al quotidiano il futuro sarebbe già programmato: «Le bozze dei progetti ci sono già: parco e servizio per l’area Motta-Stadio, stazione delle corriere e nuovi collegamenti Centro-S.Zeno per la zona stazione». Ovviamente di alternative per lo stadio non si fa menzione.

Qui si continua a parlare con agghiacciante naturelezza di spostamento…Come se uno stadio si potesse spostare, caricando sul rimorchio le tribune e le curve, una alla volta, per ricollocarle fuori dal centro cittadino. Sono ipotesi che abbiamo sempre trovato ridicole, ma che ormai non ci sorprendono più. In una città normale certi discorsi si farebbero solo di fronte ad alternative già esistenti, o con discussioni già avviate sull’eventuale costruzione di uno stadio nuovo. Idea fantascientifica di questi tempi, e chissà per quanto ancora.
È dunque chiaro che, finchè non ci sarà un’alternativa valida, il Tenni deve restare dov’è. Sembra una cosa logica, indiscustibile, ma in questi anni abbiamo imparato che non bisogna dare nulla per scontato, mantenendo l’attenzione alta. L’aver evitato un anno sabbatico, iscrivendo la squadra in Promozione, è stato fondamentale, ma è chiaro che abbandonare velocemente queste categorie rafforzerebbe le pareti scrostate dello stadio Ombono Tenni…In questi anni ne abbiamo sentite e lette di tutti colori sul “Comunale”: vecchio, brutto, fatiscente. Ma è l’unico stadio di Treviso (Monigo è uno stadio di rugby, e tale deve restare). È la Storia di Treviso. E resterà dov’è ancora per tanti anni, con buona pace di chi vorrebbe sbarazzersene.

3 thoughts on “ANACRONISTICI “Spostamento” del Tenni: il solito, inutile tormentone estivo

  1. Invece di “fantasticare” sarebbe opportuno che l’amministrazione si muovesse per dare una sistemata generale al Tenni che è lasciato nell’incuria più totale ( vedasi entrata principale).

  2. Hanno bisogno di distogliere l’attenzione da temi caldi quali porta a porta e pedonalizzazione del centro. Nulla di più.
    Per fortuna.

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