Il Treviso perde a Mansuè (2-0), ritorna sulla terra dopo tre vittorie di fila e, salvo improbabili suicidi (delle prime due squadre in classifica), dice definitivamente addio al primo posto, che vale la promozione diretta in Eccellenza. I biancocelesti rimangono a -10 della capolista Fontanelle, che dopo nove successi consecutivi affonda a Caorle, ma a questo punto è impensabile una doppia rimonta, specialmente su un lanciatissimo Portomansuè che ha un organico sulla carta superiore ai gialloneri di De Pieri. I biancoverdi, dopo aver trovato il vantaggio su un rigore inesistente (un RIDICOLO regalo dell’arbitro Mattia Zambon della sezione di Conegliano) con l’ex Sakajeva dopo neanche venti minuti, si è limitato a controllare il Treviso. I biancocelesti come qualità di gioco non hanno brillato come nelle precedenti vittorie, ma sono arrivate comunque 3-4 nitide palle gol. Clamoroso il batti e ribatti a due metri dalla porta nella ripresa, quando due giocatori biancocelesti sono riusciti a divorarsi un facile tap in nel giro di pochi secondi. La fotografia perfetta di questa brutta stagione, che se non fosse per la semifinale di coppa ancora da giocare si potrebbe definire quasi fallimentare se si pensa ai propositi esitivi. Senza il primo posto, il salto in Eccellenza non dipende più esclusivamente dai risultati della squadra di Graziano. Ma su questo torneremo nell’ultima parte dell’articolo, dopo aver affrontato i due temi fondamentali che hanno deciso la partita.

Nel titolo parliamo di un doppio regalo al Portomansuè, di cui uno generosamente offerto dal Treviso (il raddoppio propiziato da due gravi errori della squadra). Ma uno dei due “pacchi”, quello dell’arbitro, ha avuto un peso decisamente superiore sullo sviluppo della partita. Anzi, diciamo pure che l’ha indirizzata, piazzando qualche altra ciliegina nel prosieguo della gara. Dopo una partenza molto aggressiva e dieci minuti a ritmi sostenuti (senza creare grossi pericoli) del Portomansuè, il Treviso si era finalmente svegliato, trovando qualche contramisura alle incursioni esterne di Bounafaa e Sakajeva. Il rigore, fischiato tra lo stupore generale poco dopo il quarto d’ora, ha facilitato non di poco il compito ai padroni di casa, oggi non certo trascendentali, ma indubbiamente cinici e fortunati (rigore regalato a parte). Le immagini del canale ufficiale dell’Acd Treviso parlano chiaro.



La massima sanzione era apparsa una demenziale invenzione dell’arbitro già in diretta; le immagini del canale ufficiale (allo stadio di Mansuè c’era anche EdenTv, che trasmetterà la partita mercoledì 14, alle ore 21.00, sul canale 86 del digitale terrestre) hanno fornito una testimonianza ulteriore su questo assurdo episodio. Mai visto assegnato un rigore del genere; una “svista” (?) del genere non trova giustificazione nemmeno in una categoria come la Promozione. Difficile trattenere lo sdegno, anche se in passato avevamo dato meno peso alle proteste della società dopo alcuni arbitraggi troppo penalizzanti, come a Caorle, calcando di più la mano sulle prestazioni mediocri e gli errori della squadra. Ma di fronte a quest’ennesimo torto qualche interrogativo è lecito porselo.
Il secondo regalo, invece, è un campionario degli errori commessi dal Treviso in questa stagione. In attacco e, in alcuni decisivi frangenti, anche in difesa. Almeno due delle nette palle gol collezionante dovevano entrare in porta, di fronte a certi errori non si può tirare in ballo la sfortuna. L’azione del 2-0, invece, è da film horror calcistico. Prima Marchiori sbaglia banalmente un passaggio in uscita dalla difesa (statisticamente l’errore commesso più volte dal centrale difensivo biancoceleste), spianando la strada al contropiede avversario; sugli sviluppi dell’azione Nichele si addormenta in area dopo la fallita incursione di Gnago, favorendo il gol a porta vuota (Tunno era uscito per fermare l’ivoriano) del giovane Catel.
Il Treviso e i tifosi devono arrabbiarsi per arbitraggi vergognosi come quello di oggi, ma anche la squadra oggi ha commesso errori imperdonabili. Per quanto riguarda il Portomansuè, nel doppio confronto ha comunque dimostrato di avere qualcosa in più del Treviso, al di là della favorevole differenza reti. Più che in attacco, oggi i biancocelesti sono apparsi meno quadrati dell’avversario soprattutto a centrocampo; la scelta obbligata dal regolamento under e l’infortunio di De Marchi ha spinto Graziano a riproporre il  più giovane Favero a centrocampo, sacrificando nel ruolo di terzino destro il mastino Carraro. Pur sfoggiando solo a sprazzi il bel gioco della gara andata, quando ci aveva impressionato, il centrocampo del Portomansuè è parso ancora più organizzato e complessivamente in possesso di un tasso tecnico superiore.

RESTA SOLO IL RIPESCAGGIO? Per quel che può contare ora, i biancocelesti non parteciperebbero alla lotteria dei play-off, che comunque vada conteranno meno della Coppa Italia Promozione/Trofeo Regione Veneto. Se la coppa garantisce il primo posto nella graduatoria dei ripescaggi, i più tortuosi play-off stabiliscono le posizione successive (due semifinali e due finali tra le quattro vincitrici dei play-off nei quattro gironi veneti), come abbiamo imparato quattro anni fa nella stessa categoria ma partendo dal girone B. Perché si disputino i play-off dev’esserci un distacco inferiore ai 7 punti tra la seconda e la terza, dunque il Treviso sarebbe virtualmente fuori da tutto; la partecipazione ai play-off potrebbe essere resa vana, come ci auguriamo tutti, dalla vittoria del Trofeo Regione Veneto, che ora potrebbe diventare inevitabilmente il primo obiettivo della stagione (stesso discorso per l’Opitergina e le altre due semifinaliste, tagliate fuori dalla corsa al primato o addirittura invischiate un zona retrocessione come il Povegliano).
Tuttavia, anche ammesso che il Treviso riesca a raddrizzare una stagione si qui deludente con la conquista della coppa di categoria, il ripescaggio in Eccellenza come prima in graduatoria, mai come quest’anno, sarebbe tutt’altro che scontato. Molto dipenderà da quante squadre venete retrocederanno dalla Serie D, andando ad occupare posti liberi in Eccellenza. Purtroppo proprio quest’anno le venete sono state tutte ammassate nel girone C, dove ci sono con poche squadre da altre regioni: solo 3 su 18, Mantova per la Lombardia, Tamai e Cjarlins Muzane per il Friuli Venezia Giulia. La situazione per il Veneto è abbastanza drammatica: guardando le ultime due e l’eventule griglia play-out, il rischio di un en-plein (quattro retrocessioni venete su quattro) è molto alto. E in mezzo ci sono proprio le uniche due trevigiane, la Liventina e il Montebelluna, che ora come ora rappresentano la miglior Marca trevigiana. Ed è tutto dire…
Se dovesse verificarsi questa situazione e dall’Eccellenza non fossero promosse, oltre alle due vincitrici dei gironi, altre squadre dai play-off su fase nazionale o dai successivi ripescaggi, non ci sarebbero posti disponibili in Eccellenza e ciò si rifletterebbe a cascata sulle categorie dilettantistiche venete inferiori. In primis in Eccellenza, da cui salirebbero solo le quattro vincitrici dei gironi.
Insomma, se diamo per scontato il definitivo addio alla promozione diretta, il Treviso ora non solo deve fare l’impresa nella coppa di categoria (in semifinale con il Camisano e nell’eventuale finale con Opitergina o Povegliano veronese), sperando che resti libero almeno un posto in Eccellenza. Detto più brutalmente, una retrocessione del Cjarlins Muzane (più difficile quella del Tamai) giocherebbe a favore di chi vincerà ila coppa di categoria. Bisogna sperare, poi, in qualche exploit delle squadre partecipanti ai play-off di Eccellenza, dove a fronte di classifiche e qualità delle rose, le favorite per il primo posto sembrano Villafranca (A) e Sandonà (B). Altri posti, come detto, potrebbero aggiungersi con i ripescaggi estivi, la mancata iscrizione di qualche squadra o la fusione tra due società in Eccellenza. Tutti discorsi, lo ricordiamo, che avranno un senso solo se il Treviso vincerà il Trofeo Regione Veneto…

È forse prematuro ridursi a fare questi calcoli con 9 partite di campionato ancora disposizione? Forse no, specialmente dopo il risultato di oggi. Avevamo presentato questa partita come primo decisivo spartiacque del campionato, ed effettivamente lo è stata, lanciando il Portomansuè verso il primato e bruciando le residue velleità del Treviso. La speranza è l’ultima a morire e in passato abbiamo visto il Treviso recuperare gap maggiori, ma con più partite a disposizione e, soprattutto, senza una squadra come il Portomansuè davanti.

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