La rosa del Rovigo (foto rovigooggi.it)Riassaporata, dopo sette lunghi anni, la vetta solitaria della classifica, e dopo aver stabilito la miglior partenza di sempre in campionato, per il Treviso dè tempo di esami. La squadra di Diego Zanin, a poco più di un mese dalla sfortunata partita di Coppa con il San Paolo (fino a questo momento unica sconfitta subita dai biancocelesti, amichevoli comprese), ritorna allo stadio Gabrielli per affrontare una delle favorite per la promozione in Seconda Divisione, il Rovigo di Carmine Parlato, il mister che negli ultimi cinque anni ha segnato la storia del club polesano. Infatti nel 2005/2006 era stato lui a portare i biancoazzurri in Serie C2 a 56 anni dall’ultima apparizione tra i professionisti, avvenuta nel campionato 1949/1950, terminato con la retrocessione dell’allora Pro Rovigo in IV serie, e la storica promozione del Treviso in Serie B.  A Rovigo Parlato era tornato due anni fa, non riuscendo ad evitare la seconda retrocessione consecutiva (la prima evitata grazie a un ripescaggio) in Serie D. Lo scorso anno, anche a causa dei problemi societari, la squadra (inserita nel terribile girone D con Pisa, Carpi e Chioggia) dopo aver lottato a lungo per un posto nei playoff  ha chiuso con un deludente nono posto. Ma nel frattempo sono state poste le basi per il rilancio futuro, tanto che in estate è avvenuto il passaggio di proprietà tra il contestato presidente Francesco Scerra, e il gruppo guidato dall’imprenditore lombardo Claudio Calanca, che per ora, tuttavia, è solo un presidente “in pectore”. Già, perché a quanto pare la firma definitivo sull’accordo stenta ad arrivare, una situazione che per molti tifosi sta condizionando  le prestazioni della squadra. Eppure dal punto di vista economico l’arrivo della nuova proprietà si è fatto sentire, in estate è stato confermato tutto il blocco che, al di là del risultato finale, nello scorso campionato aveva mostrato buone cose, e non sono mancati gli acquisti di spessore. In difesa all’esperto Ruolo è statao affiancato Dionisi, tornato dopo la parentesi del 2008/2009, Niccolini dal Casarano e il classe ’90 Elitro, lo scorso anno protagonista a Pordenone. Il centrocampo composto dagli esperti Antonelli, Barbi, Macchia è stato confermato insieme alla promozione di qualche giovane under come Veronese. Sulla trequarti e in attacco ci sono ancorai il bomber Sabatini, il promettente Doukara (appena convocato al raduno della Rappresentativa di Serie D insieme al nostro Luca Bidogia), mentre in entrata il copo di mercato è stato Paolo Zanardo (lo scorso anno 17 gol all’Union Quinto insieme a Vinello) e D’Elia, classe ’91 dalla Spal. Quest’ultimo non sarà delle partita, come Giovanni Furlanetto. Il fantasista montebellunese in estate aveva quasi chiuso l’accordo con il presidente Corvezzo, salvo decidere di mantenere la fascia da capitano in una piazza in cui ha dato e ricevuto tanto. Ma la sfortuna si è abbattuta su di lui: un grave infortunio ai legamenti del ginocchio lo terrà fuori dai campi di gioco per almeno cinque mesi. A complicare le cose il mancato arrivo (la società sta ancora aspettando) della documentazione necessaria per il tesseramento dell’australiano Vittiglia e l’albanese Xhafa, due elementi che avrebbero fatto comodo visto l’alto numero di infortuni capitati nell’ultimo mese. Firme che tardano ad arrivare, mancati tesseramenti e una serie incredibile di infortuni, tutte problematiche che sicuramente hanno pesato sulla falsa partenza di una squadra dall’alto potenziale. Così, dopo l’eliminazione in Coppa Italia a Chioggia, lo scialbo 0-0 al debutto contro il San Paolo, e la vittoria di misura a Torviscosa, è arrivato l’incredibile 3-3 subito in rimonta contro un’Opitergina in grave difficoltà. Un copione molti simile sette giorni fa a Tamai, dove un Rovigo imbottito di under è stato raggiunto sul pari a dieci minuti dal termine, e nel recupero ha subito un incredibile gol direttamente da calcio d’angolo, con Casini ancora una volta protagonista in negativo. Nella sfida di domani, oltre a D’Elia e Furlanetto potrebbero dare forfait il difensore Elitro e il centrocampista Macchia. In compenso torneranno il difensore Dionisi e il centrocampista Antonelli, che nel solito 4-2-3-1 di Parlato dovrebbe trovare spazio insieme a Zanardo e Doukara dietro il bomber Sabatini. Sulla mediana Barbi e Veronese, mentre in difesa ai fianchi della coppia centrale composta dal capitano Ruopolo e Niccolini dovrebbero essere impiegati come esterni Dionisi e Luzzi. Formazione titolare dunque per un Rovigo alla disperata ricerca di punti,  e che dopo l’esilio di Adria vorrà sicuramente regalare ai propri tifosi il primo successo stagionale al Gabrielli.

Sfida verità per un lanciatissimo Treviso, che a cospetto di una signora squadra potrebbe dimostrare la propria forza e convincere anche i più scettici sulle sue reali ambizioni, e magari cancellare i malumori creati in questa settimana dal caso tornelli. Com’era prevedibile la situazione verrà risolta portando la capienza del Tenni sotto i 7500 posti, molto probabilmente chiudendo i distinti e l’ex “brutto anatroccolo” (la tribuna laterale adiacente alla curva ospiti), mentre non è ancora chiaro se e come verrano ospitati altri eventi come l’incontro della nazionale under 19 e le partite di beneficenza. L’importante è che lo stadio sia agibile, e per Treviso-Este lo sarà, quasi certamente senza i biglietti nominativi. Ripresentarsi al Tenni ancora a punteggio pieno sarà dura, ma le premesse per fare bene anche domani ci sono. Non ci dovrebbero essere assenze imporanti, anzi, a centrocampo Ferronato dopo lo stop contro il Belluno e la mezz’oretta contro il MontebeDiretta nazionale per Rovigo-Trevisolluna dovrebbe partire dal primo minuto. Il Treviso in queste due partite ha dimostrato di poter far bene anche senza il suo capitano, ma le sue geometrie hanno pesato e non poco sulla manovra dei biancocelesti. Il suo rientro però potrebbe comportare una revisione della formazione per quanto riguarda gli under. In difesa è molto probabile la conferma di Granati e Cernuto, (entrambi ’92) senza dimenticare che lo stesso Brunetti (’91), mentre al centro sarà confermata la sempre più affiatata coppia composta da Biagini e Visintin. Con Sartorello in porta (’90) c’è bisogno di un altro 91′ o 92′, che risponde al nome di Marco Spinosa, sempre più jolly di questo sorprendente Treviso. Il talento di Pomezia è un attaccante (i due gol segnati lo dimostrano) ma ha dimostrato di adattarsi bene anche a centrocampo, resta da vedere chi dovrà cedergli il posto: uno tra Bandiera e De Mattia, al fianco di capitan Ferronato, o l’attaccante Perna, al fianco di Ferretti? Soluzione più offensiva e spregiudicata nel secondo caso, ma poco importa, perchè il Treviso in queste partite ha dimostrato di potersi adattare ad ogni situazione grazie allo spirito di sacrificio dei propri attaccanti, uno su tutti Ferretti, che partita dopo partita sta ritrovando la confidenza col gol dei tempi di Biella.

Sabato pomeriggio, diretta televisiva nazionale: ai tifosi biancocelesti sembrerà di tornare indietro, quando il Treviso era in serie B e giocare in un giorno che non fosse la domenica era abitudine. E’ passato solo un anno e mezzo ma sembra un’eternità, in questo lasso di tempo ne sono successe tante di cose, assurde, impensabili, in alcuni momenti si è pensato che tutto fosse finito. E invece no, la speranza ha premiato quei pochi fedelissimi testardi che nonostante tutte le difficoltà non hanno scelto la strada più semplice…motivo in più per lasciare spenta la TV e presentarsi numerosi al Gabrielli.

Rovigo-Treviso è una sfida ricca di siginficati, la storia di questo derby è stata scritta tra la fine degli anni ’20 e l’inzio degli anni ’40, quando le due squadre si affrontarono per 13 campionati consecutivi nella “vecchia” Prima divisione, dal 1935 al 2008 Serie C. Curioso quanto accadde nel campioanato 1943/1944: il Treviso primo in classifica avrebbe dovuto giocare il penultimo turno di campionato a Rovigo il 9 aprile, ma com’è noto venerdì 7 c’era stato il terribile bombardamento degli angloamericani che aveva distrutto la città e ridotto in pessime condizioni il Tenni. La partita era stata rinviata al 30, ma il Treviso non si presentò e ai padroni di casa fu assegnata la vittoria a tavolino. Gli ultimi incontri tra le due squadre si sono disputati proprio in Serie D nel campionato 1974/1975, culminato con la promozione del mitico Treviso di Osellame, De Bernardi, Zambianchi e Colusso. A quella stagione risale l’ultimo precedente al Gabrielli, con la vittoria di misura del Treviso grazie all’autorete di Cestonaro, mentre i padroni di casa non vincono il derby addirittura dal 1942. Questi i precedenti in terra rodigina:

Campionato

Rovigo-Treviso 2-2 Ia Divi. 1929/1930

Rovigo-Treviso 1-4 Ia Divi. 1930/1931

Rovigo-Treviso 2-2 Ia Divi. 1931/1932

Rovigo-Treviso 1-1 Ia Divi. 1932/1933

Rovigo-Treviso 0-0 Ia Divi. 1933/1934

Rovigo-Treviso 0-0 Ia Divi. 1934/1935

Rovigo-Treviso 0-1 Serie C 1935/1936

Rovigo-Treviso 1-0 Serie C 1936/1937

Rovigo-Treviso 1-0 Serie C 1937/1938

Rovigo-Treviso 2-3 Serie C 1938/1939

Rovigo-Treviso 0-0 Serie C 1939/1940

Rovigo-Treviso 0-1 Serie C 1940/1941

Rovigo-Treviso 4-2 Serie C 1941/1942

Rovigo-Treviso 2-0 Camp. Regionale Alta Italia, Terza Zona Veneto 1943/1944  (decisa a tavolino causa forfait del Treviso)

Rovigo-Treviso 0-0 Serie C 1948/1949

Rovigo-Treviso 2-1 Serie C 1949/1950

Rovigo-Treviso 0-1 Serie D 1972/1973

Rovigo-Treviso 0-1 Serie D 1974/1975

In totale 36 precedenti: 20 vittorie del Treviso, 8 pareggi e 8 vittorie del Rovigo

Coppa Italia

Rovigo-Treviso 3-2 Coppa Italia Serie A 1940/1941 (unico precedente)

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