A MANTOVA Uno striscione inequivocabile dei tifosi virgiliani, che per un mese si sono opposti all'arrivo di De Pasquale...De Pasquale “fa sul serio” (lo scriviamo tra virgolette visti i precedenti). In un’intervista a tutto campo concessa a Il Gazzettino di Treviso (che gli dedica il simpatico titolo onorifico di “re dei flop”), l’imprenditore crotonese residente a Bassano del Grappa ha confermato i propi propositi di acquisizione totale del Treviso di Corvezzo, cercando, alo stesso tempo, di rendere più luccicante il suo poco lusinghiero curriculum nel mondo del calcio.

“Quando sono entrato a Montichiari – si è giustificato De Pasquale – mi era stato nascosto un debito di 260 mila euro che la gestione precedente aveva accumulato con alcuni ex giocatori tra cui Fusari, Baresi, Quaresmini e oltre a questo, precedentemente avevo pagato, di tasca mia altri 260 mila euro di stipendi altrimenti ci avrebbero tolto dei punti in classifica. Mi sono sentito tradito dalle banche, dal Comune e anche deluso”.
De Pasquale si rifugia nel vittimismo anche quando spiega le acquisizioni abortite in altre città: “A Civitavecchia avevamo concluso l’accordo per 500 mila Euro con la squadra che è in serie D, poi l’amministratore locale ha voluto privilegiare una cordata del posto, a Mantova invece ci sono rimasto davvero male perché avevo già consegnato l’assegno circolare poi però hanno tirato in ballo il fallimento del Montichiari nonostante avessi portato una serie di documenti del tribunale di Brescia che mi sollevavano da qualsiasi responsabilità. A Taranto invece io volevo l’80, mentre loro erano disposti a darmi al massimo il 45 per cento”.
Dunque, ora è certo: il Montichiari, dopo la mancata iscrizione alla Serie D e l’esclusione da tutte le categorie dilettantistiche, è fallito. Nessuna sorpresa per chi come noi l’ha dato sempre per scontato, ma a questo punto è lecito chiedersi perchè Renzo Corvezzo credesse che il Montichiari non fosse fallito, ma addirttura iscritto (da un De Pasquale ancora presidente) al campionato di Eccellenza lombarda. O non era aggiornato (a luglio sembrava che la squadra potesse iscriversi al primo campionato regionale disponibile), o qualcuno l’ha preso in giro…

De Pasquale si sta sforzando di sembrare un imprenditore affidabile agli occhi della piazza trevigiana, ma i suoi goffi tentativi cozzano contro i “risultati” della sua breve avventura nel mondo del calcio professionistico, iniziata nemmeno un anno fa, a novembre, con l’acquisizione del Montichiari. Nell’intervista a Il Gazzettino di Treviso esprime sorpresa per la nostra diffidenza, peraltro moderata (almeno per il momento) rispetto a quella espressa dai tifosi mantovani nella foto qui sopra…I tifosi virgiliani si erano opposti tenacemente al suo arrivo a inizio luglio, con alcuni volantini anonimi affissi in città. Già allora De Pasquale, attraverso le colonne de La Gazzetta di Mantova, aveva cercato di tranquillizzare i tifosi difendendo il suo operato a Montichiari:  “Sono arrivato a novembre e in sei mesi ho ridotto il debito di 900mila euro. La squadra non l’avevo fatta io, ho provato a cambiarla in corsa ma è stata dura”. Sarà, ma un mese dopo, ainizio agosto, la trattativa con l’attuale proprietà del Mantova sembra sia saltata anche a causa dei guai combinati con la squadra bresciana. Il 2 agosto, infatti, il Montichiari è stato deferito per per non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti dovuti ai propri tesserati per le mensilità di gennaio, febbraio e marzo 2012 (dunque quando De Pasquale era presidente e proprietario dei rossoblu) entro il 15 maggio.
Tuttavia, abbiamo visto come De Pasquale tenda da imputare i fallimenti e le mancate scalate societarie all’attaeggiamento ambiguo (se non in malafede) dei suoi intercolocutori. Perfino la sua finora unica esperienza imprenditoriale a Treviso sembra si sia rivelata un mezzo fallimento per colpe non sue: “Stavo ristrutturando, con la mia immobiliare, una palazzina – si è sfogato De Pasquale nell’intervista di oggi a Il Gazzettino di Trevisoe dopo due anni e mezzo l’impresa che aveva vinto l’appalto è sparita e ha lasciato a me un debito di 300 mila euro di solo manodopera”. Già, ma che tipo di attività imprenditoriale ha De Pasquale? Non l’abbiamo ancora capito, come a Mantova e Civitavecchia del resto. Anche nella cittadina laziale De Pasquale si era presentato tranquillizzando tutti annunciando un’autentica rivoluzione; nuovi dirigenti, tecnici e giocatori, e perfino una “nuova Trigoria”. Stesso discorso a Mantova, anche se qui l’accoglienza è stata molto fredda fin dall’inizio, per non parlare di quando l’affare sembrava concluso.
Una domanda sorge spontanea: come può pretendere di essere credibile un imprenditore che, in questi tempi di vacche magre e dopo un primo fallimento, si permette di trattare contemporaneamente tre società (equamente distribuite tra Prima e Seconda divisione e Serie D), presentando ai tifosi strabilianti progetti di rilancio sulla base di budget milionari? Ora, dopo i flop di Civitavecchia e Mantova, ci sta riprovando a Treviso, con una società che nell’ultimo anno ha cercato di camuffare maldestramente i tanti problemi economici con commercialisti distratti e broker fasulli…

ULTIM’ORA: DE PASQUALE AD ANDRIA In serata è arrivata una notizia a sorpresa: Francesco De Pasquale è il nuovo direttore generale dell’Andria Bat, società del girone B di Prima divisione. L’imprenditore crotonese, contattato da tuttolegapro.com, ha espresso la propria soddisfazione per la sua nuova avventura.
Nel futuro prossimo potrebbe entrare come azionista di una società che nel recente passato, lo ricordiamo, ha avuto più di qualche problema economico. L’Andria, esattamente come il Treviso, ha rischiato fino all’ultimo l’esclusione dalla Prima divisione (la documentazione con il ricorso è stata consegnata nella sede della Lega calcio alle 12.58 del 16 luglio, due minuti prima che scadesse il termine).

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